Chi si fa paladino di una causa, non importa quale sia, dovrebbe goder di credibilità, altrimenti finisce per danneggiare la causa stessa. È il caso di Magdi Allam. Per un momento avevo pensato di fare ieri sera una passeggiata fino a piazza Santi Apostoli, dove Magdi Allam usando i potenti mezzi propagandistici del “Corriere della Sera”, di cui è vicedirettore, ha radunato gente importante, cioè politici di grosso calibro, fra cui il presidente Berlusconi. Non ci sono andato perché la mia sola presenza avrebbe potuto significare adesione e non semplice curiosità, come invece sarebbe stato. Ad inscenare una manifestazione di protesta e dissenso, manco a pensarci. Ognuno, del resto, ha diritto ad organizzare le sue manifestazioni. Altri possono avere il diritto di criticarle, ma non di impedirle o reprimerle. Se siamo in un regime di libertà, dobbiamo credere alla libertà e praticarla concretamente. Non è stato il caso di Teramo, dove un signore di ottant’anni (Robert Faurisson) è stato trattato peggio di Toto Riina o Bernardo Provenzano, che nessuno peraltro si sarebbe mai sognato di molestare.
Ho però potuto vedere alcuni striscioni negli ampi servizi che la televisione ha dedicato alla manifestazione. Erano presenti le comunità ebraiche nella persona del rabbino di Roma Di Segni. Non più di poche centinaia di persone, al massimo un migliaio, troppo poche per le aspettative e considerata la presenza dei big, forse più preoccupati di racimolare quei pochi voti che possono fare la differenza che non di dare conto della loro adesione all’iniziativa di un dubbio personaggio come Magdi Allam. Ho visto uno striscione dove era scritto “radici cristiane”. Mi sono chiesto: dove sono queste radici? Pure in Iraq, India, Cina, Filippine, ecc.? O si deve intendere che i nostri missionari, cacciatisi nei guai, intendono piantar radici in questi paesi, dove la presenza cristiana è nulla o marginale? Storicamente, le “missioni” hanno marciato di pari passo con la colonizzazione. Credo che sia ancor oggi così e che la carità sia perciò in primo luogo una carità pelosa e sospetta. Se poi a farsi paladini della causa cristiana sono personaggi come Magdi Allam il sospetto diventa certezza.
Esiste il modo di dire “mettersi nei panni degli altri” per comprenderne le ragioni. Se fossi un musulmano avrei tutti i motivi per dire ai nostri missionari: “no grazie!” Se fossi Gesù Cristo, direi ai miei uomini: “statevene a casa vostra, dove avete già abbastanza da fare, se proprio siete animati da sacro ardore. Qui, all’estero, posso cavarmela meglio da solo e senza di voi. Del resto, se davvero devo dipendere dalla vostra propaganda, allora sono proprio messo male”. In realtà, la manifestazione di Magdi Allam che segue altra analoga di Giuliano Ferrara è un contributo, una spinta nella preparazione alla guerra sempre più diffusa e capillare. L’obiettivo è quello di “democratizzare” quanti più paesi possibili, impiantando regimi alla Quisling, che contraccambiano il potere così ottenuto sui loro paesi con tutte le concessioni e le assicurazioni chieste dai loro liberatori e civilizzatori.
Io così la vedo e non sono disposto a dare un solo briciolo di credito a Magdi Allam ed alle centinaia di persone, autorevoli, da lui raccolte e che già ci hanno condotto in una guerra di cui siamo poco consapevoli proprio grazie a macchinazioni mediatiche come quelle con cui un Magdi Allam pretende di infinocchiarci. Iniziative strumentali ed interessate, nonché ipocrite, come quelle di Magdi Allam non possono far altro che peggiorare oggettivamente la condizione dei cristiani in territori a maggioranza musulmana. Pertanto, per chi ha veramente a cuore la sorte dei cristiani in quei territori, non già in quanto cristiani, ma in quanto esseri umani in pericolo per il loro credo religioso, condivisibile o meno, è il caso proprio di dire: salviamo i cristiani da Magdi Allam!
RASSEGNA STAMPA COMMENTATA
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3. Bravo, Cardini. Ha capito l’imbroglio di Magdi Allam!. Mi conforta trovare una consonanza di analisi con Franco Cardini. Ne apprendo dal sito sionista “Informazione Corretta” che da settimane è ormai in fibrillazione per quanto avviene in Medio Oriente. A me sembra ormai ogni giorno più chiara la strategia del sionismo italiano: spingerci sempre più in guerra contro tutto il mondo arabo. Non volerne sapere significa per loro essere antisemiti, dopo che l’antisemitismo, grazie all’Olocausto, è stato trasformato nel Male Assoluto, nel Male Cosmico, di cui è possibile incolpare il mondo intero in generale e qualsiasi scomodo oppositore in particolare: l’Olocausto come l’ideologia del Novecento, il cui il Nuovo Tempio è stato edificato nella Gerusalemme disegnata dal sionismo. La società italiana ed europea è così da loro posta sotto assedio con l’imposizione di una ideologia volta a concepire tutta la storia del Novecento nell’interesse sionista. Con le varie giornate della memoria, con gli innumerevoli musei dell’Olocausto e con un fiume di danaro pubblico volto al lavaggio del cervello degli italiani oltre che ad intimidirli, si tende in modo sempre più manifesto a spingerci ad una terza guerra mondiale, del resto già in atto, dove gli unici a trarne vantaggio saranno solo Israele e gli Usa. Cardini ha notato come i magdalliani abbiano totalmente scavalcato le comunità cristiane orientali che grazie alla loro scellerata iniziativa, tutta volta a vantaggio di Israele, non a caso presente a piazza sant’Apostoli, si troveranno in nuovi gravi pericoli, dai quali non potranno salvarli i lazzi di Magdi Allam. Magnifico è stato Cardini, ricordando che i cristiani vivevano tranquilli ed indisturbati con Saddam. Solo adesso, dopo la “liberazione” dell’Iraq, incominciano invece ad avere problemi. Dunque, non era una battuta la mia, scrivendo che i cristiani del medio Oriente devono essere salvati innanzitutto da Magdi Allam e dalle sue strumentalizzazioni antislamiche e filoisraeliane.
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