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Che significa Dio? Che significa Laicità? Che significa
democrazia? Quali sono i valori condivisi di una moderna democrazia?
Cosa faccio se un mio studente mi chiede di togliere il crocifisso dalla
parete?
Franco
Cardini, professore ordinario di Storia Medievale presso l'Università
di Firenze e protagonista delle prossime Vacances de l'Esprit a Soprabolzano
(BZ) dall' 8 al 15 luglio 2006 sul tema: "Cos’è Europa
cos’è Islam", tenta di rispondere a queste e altre
urgenti domande, portandoci a riflettere sulla società occidentale,
sul nostro atteggiamento, spesso caratterizzato da superficialità
e scarso senso storico nei confronti del mondo islamico e su cosa possa
significare oggi essere cattolico.
Un interessante intervento che risulta attualissimo alla luce della
pubblicazione, da parte di un giornale danese, delle famose vignette
satiriche sul Profeta Maometto e delle conseguenti proteste in tutto
il mondo islamico. Cardini mette in luce come, ad esempio, quando chiediamo
all'Islam una maggiore laicità , stiamo fraintendendo il significato
storico che questa parola porta con sé.
Ma per chiarire meglio questo ed altri aspetti del variegato e complesso
mondo del dialogo interreligioso, andiamo al contenuto dell'intervento
conclusosi con una breve sessione di domande da parte del pubblico.
Invertento del prof. Franco Cardini sul tema “Laicità
o Laicismo?”
Coordina la serata il prof. Mario Trombino
Sala Consiliare del Municipio di Anzola dell’Emilia (BO)
Il prof. Cardini esordisce con una analisi sulla laicità, individuata
come un complesso di atteggiamenti che parte dal principio che in uno
stato moderno ci sono molti codici morali nei vari settori di cui esso
è composto. Lo stato non difende nessun codice, ma piuttosto
il diritto di sussistere di ogni codice. All’interno delle società
organizzate democraticamente sono presenti gruppi eterogenei, con differenti
valori. Anche se occorre ammettere che il nostro stato e il suo ordinamento
democratico non sono perfetti non si può barare, alle elezioni
decide il numero; tutti rispettano il risultato scaturito dalla volontà
della maggioranza.
Tuttavia, chi è portatore di valori non negoziabili in quanto
metafisici, basati su una fede, cosa fa? Fa barricate, terrorismo, resistenza
o accetta ciò che la maggioranza decide?
Accetta il compromesso, cosa che il laico non ha necessità di
fare.
Ma posso accettare che la maggioranza mi imponga di ri fiutare, di rinunciare
ai miei valori?
Un esempio è l’obiezione di coscienza, che funziona già
nel mondo laico e potrebbe funzionare anche in questo caso.
Dette così, queste sembrano considerazioni lecite, ma immaginiamo
un medico che fa la scelta personale di obiettare di fronte ad un aborto.
Noi siamo convinti che la nostra società riposa su un ampio insieme
di valori condivisi e un insieme ristretto di valori che cambiano da
gruppo a gruppo. Quando la rivoluzione francese ha proposto il trinomio:
Libertà, uguaglianza e fratellanza, la terza parola si richiama
alla parola di Cristo: Ama Dio con tutto il tuo corpo e il prossimo
tuo come te stesso. Le altre due parole sono prive di sostanza. La libertà
annulla l’uguaglianza e viceversa. I sistemi totalitari che hanno
provato ad imporle entrambe hanno fallito. La democrazia è il
continuo tentativo di mettere d’accordo libertà e uguaglianza.
Ci vuole una grande saggezza e un grande equilibrio per conciliare questi
valori all'apparenza contraddittori.
Per continuare, il p! rof. Cardini introduce qualche valutazione di
tipo storico: laicità è la mancanza di valori etici assoluti
e la disponibilità ad accettare i valori altrui, ma rifiutando
l’imposizione di valori assoluti, che schiacciano la libertà.
Il cristianesimo si è affermato come società organizzata,
una separazione fra una minoranza privilegiata e responsabilizzata (Cleros:
dal greco, corpo separato, che ha diritto di prendere una parte dell’offerta
a Dio) e il popolo (Laos, popolo, da cui laico, che in greco non significa
propriamente popolo, ma popolo organizzato, sinonimo di esercito, che
intende difendere il territorio).
Nel corso del sedicesimo secolo c’è stata una ribellione
a questo sistema, i protestanti hanno azzerato la differenza tra clero
e popolo. E’ solo nel mondo cattolico, fa notare il prof. Cardini,
che all’interno degli stati si sviluppa l’attrito tra laicismo
e clericalismo, in quanto c’è un’organizzazione clericale,
ecumenica.
Nel mondo protestante questo non succede. Non c’è il sacerdozio
come corpo distinto, quindi le scelte sono scelte sociali e si traducono
in valori individuali. Raramente avviene uno scontro con le istituzioni,
perché dipendono dallo stato. Lo stesso accade nella chiesa ortodossa
o nelle chiese non cattoliche (Copta egiziana, cattolica cinese e russo-ortodossa).
La democrazia in quel modo è limitata, in quanto, ad esempio,
in Inghilterra un cattolico non può diventare Re di Inghilterra,
in quanto il Re deve essere a capo del popolo ma anche della chiesa
anglicana. Quindi, in linea di principio, è negato il principio
di uguaglianza fra cittadini britannici cristiani. Ma, addirittura,
fino a poco tempo fa i cattolici non avevano diritti, non avevano neanche
la cittadinanza. Ma allora, se non c’è una suddivisione
tra laicità e clero se non nel mondo cattolico, che significa
che l’Islam deve diventare più laico di quello che è?
Forse bisogna capire meglio, quindi, ciò che si sta intendendo.
Il Papa ins iste sul fatto che il cattolicesimo all’interno degli
stati ! moderni è una minoranza e, quindi, è auspicabile
che rimanga la minoranza qualificata, il sale della terra. Perché
nella società moderna ciò che non serve scompare.
L’intervento del prof. Cardini si conclude
e si apre una sessione di domande.
Domanda: Se un mio studente mi chiede di togliere il crocifisso
dall’aula, cosa faccio?
Cardini: La mia posizione è che, rispettando il diritto
degli altri, una ragazzina che ha il collo e i capelli coperti ha tutto
il diritto di farlo. Sulla stella di David tutti tacciono, perché
essere tacciati di antisemitismo è scomodo. Il fatto è
che difendere le libertà altrui è difficile; accade che
un ragazzino porta una svastica, non infrange le leggi, ma sostiene
la teoria delle razze e tu gli imponi di non portarla, facendone un
neonazista scatenato.
Questi temi sono molto delicati. Comunque, a parte l’infibulazione,
per cui non c’è altro da fare che proteggere la persona,
negli altri casi occorre essere moderati. Se ci viene chiesto di togliere
il crocifisso si può spiegare che non si tratta solo di un valore
religioso, ma dietro c’è una storia (Il prof. Cardini spiega
che, in molti casi, la via del dialogo è la migliore, ndr.).
Se il nome di Dio è scritto in arabo anch’io mi inchino.
Domanda: cosa significa Dio?
Cardini: La religione parte dall’assunto che l’Universo
abbia un ordine. Ci sono religioni mitiche e religioni storiche. Le
prime danno un senso alla realtà con i miti. C’è
bisogno del sacro ma non di Dio. Se questi miti vengono rappresentati
e raffigurati, si stabilisce un rapporto con questi miti e quindi ci
si avvicina ad essi. Diventano dei.
Il sacro nelle religioni mitiche non è né buono né
cattivo, è una forza estranea a noi con la quale noi ci rapportiamo.
Dio non è necessario, Dio è invece associato alle forze
e ai fenomeni della natura.
Dio è una forza luminosa che crea e domina le cose. Gli dei delle
religioni indiane possono essere costretti dai sacerdoti a fare qualcosa
mediante l’offerta sacrificale.
Invece il Dio creatore è il padrone delle cose. Tant’è
vero che nell’Islam non c’è il concetto di natura
e neanche di miracolo (Non esiste il concetto di miracolo in senso cattolico,
in quanto p ensare a Dio costretto a manifestarsi in uno specifico miracolo
è limitante la sua onnipotenza, ndr.). Nella religione cristiana
Dio fa le regole e le rispetta. Per un musulmano sarebbe una limitazione
di Dio.
Il professor Cardini conclude dicendo che, aldilà di questa
distinzione, l’eccezione Abramitica sta dominando il mondo; le
altre religioni non hanno lo stesso peso storico.
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