Franco Cardini
- JOSEPH RATZINGER E BENEDETTO XVI. IDENTITA’ E DIFFERENZA –
 
maggio 2005 ( per L'Eco di Bergamo)

Benedetto XVI: “Il mio programma di governo è di non fare la mia volontà, di non perseguire le mie idee, ma di mettermi in ascolto con tutta la Chiesa e di farmi guidare dalla volontà del Signore”.

“Alius et idem”. Così, nel suo splendido Carmen Saeculare, il poeta Orazio saluta l’alme Sol, il Dio Sole, che sorge ad ogni aslba nuovo e diverso, pur rimanendo sempre identico a se stesso.

Anche Benedetto XVI è idem rispetto al cardinale Joseph Ratzinger: il timido, soave e ferreo Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, l’estensore di quel mirabile documento ch’è la Dominus Jesus del 6 agosto 2000, la dichiarazione che conferma la Verità perenne della Chiesa cattolica, l’unità e universalità del Mistero salvifico, la pienezza e la definitività della Rivelazione.

Ma, tra il cardinale Ratzinger è Benedetto XVI, ci sono il conclave e lo Spirito Santo. Nel momento nel quale egli è stato scelto, una speciale “Grazia di Stato” gli è stata concessa. Ora egli, restando a tutti gli effetti idem, è tuttavia alius. L’alba del suo pontificato l’ha profondamente mutato: e il permanere della sua identità corrisponde, appunto, con la sostanza di quel mutamento.

Confrontiamo tre documenti splendidi tutti e vicini tra loro, tre omelie nelle quali questo percorso si rivela come un filo d’oro sottile, forte e lucente. In quella pronunziata in quanto decano del Sacro Collegio in apertura del conclave, il aprile, durante la messa pro eligendo papa, il cardinal Ratzinger si era pronunziato con cautela ma anche con grande decisione additando ai confratelli il pericolo del relativismo morale, la tendenza – così fortemente insita nella Modernità occidentale – a mettere da parte i dogmi e il magistero della Chiesa e ad assumere atteggiamenti flessibili e disinvolti dinanzi a quegli stessi valori che pur si afferma di rispettare. Ma il 20 aprile egli stesso, eletto papa, assicurava durante l’omelia pronunziata nella solenne concelebrazione con tutti i cardinali che sua primaria cura sarebbe stata, nel segno dell’opera e dell’esempio di Giovanni Paolo II, la prosecuzione del dialogo tra le fedi e le culture nella prospettiva della reciproca comprensione e nell’obiettivo della comune collaborazione vòlta al bene dell’umanità e alla pace. Tale affermazione ribadisce – e non annulla affatto, né è in contraddizione con esso – il dettato dei capi 20-22 della Dominus Jesus, nei quali lucidamente si afferma che “proprio perché crede al disegno universale di salvezza, la Chiesa deve essere missionaria” e che il dialogo stesso è parte della sua missione evangelizzatrice.

L’omelia pronunziata domenica 24 aprile, durante la messa solenne dell’intronizzazione, è stata una splendida sintesi dell’intenso cammino, in termini di colloquio con i Principi della Chiesa e di personale meditazione, compiuto da papa Ratzinger dall’inizio del conclave e segnato dalla volontà dello Spirito Santo. Imprimendo alle sue parole un vero e proprio carattere magistrale, il Santo padre ha impostato la sua omelia sull’esegesi attenta e puntuale dei due simboli dell’autorità e della potestà del sommo Pontefice: il pallio di pura candida lana, che richiama al dovere pastorale dei successori di Pietro, il pascere il gregge del Cristo spinto fino al portar sulle sue spalle il peso delle pecorelle smarrite nei deserti sia “esteriori” (quelli materiali, delle difficoltà e dei pericoli della vita e della storia) sia “interiori” (quelli spirituali, del dubbio, del peccato, dell’ateismo, del disorientamento); e l’anello “del Pescatore”, che rinvia alla missione evangelizzatrice indicata, nel Vangelo, dalla pesca miracolosa e dall’enorme quantità di grossi pesci che pur non lacerano la rete gettata nel Mare di Galilea.
Simboli profondi e pregnanti.

Parlando in quanto pastore, il papa ha ricordato che il deserto odierno è infestato dalle “potenze dello sfruttamento e della distruzione”. Sarebbe difficile riassumere in tratti così concisi, sintetici e possenti i pericoli che l’umanità sta correndo in questi tempi, in questi giorni. E con severità paterna, ma inflessibile, egli si è rivolto tanto ai potenti della terra, che giustificano la loro sete di potere affermando costantemente di volere il bene dell’umanità, quanto a chi crede di poterla redimere con la violenza: “il mondo – ha testualmente affermato – è salvato dal Crocifisso, non dai crocifissori”.

Parlando in quanto pescatore, egli ha ricordato dolente che nella storia della Cristianità “la rete si è strappata”: quella rete che è la Chiesa, che aiuta gli uomini a uscire dalle acque amare del peccato e dell’ignoranza e li porta alla salvezza, ha più volte ceduto a causa del peso degli scismi e delle varie forme di apostasia.

Il pastore Benedetto XVI ha chiesto a tutti, a chi era lì in Piazza San Pietro e a chi stava seguendo da lontano, di pregare “perché io non fugga per paura davanti ai lupi”. Il pescatore Benedetto XVI ha riaffermato che il suo còmpito e la sua intenzione è continuar nell’opera già avviata dai suoi predecessori e soprattutto da papa Wojtyla, il riparar la rete lacerata. Cioè il ricomporre l’unità della Chiesa.

Rispetto della collegialità, preoccupazione per tutta l’umanità e quindi prosecuzione del dialogo, sforzo per il conseguimento dell’unità ecclesiale. Qualcuno si è chiesto se, nell’omelia del 24 aprile, Benedetto XVI non abbia per caso puntualmente inteso sconfessare il cardinal Joseph Ratzinger, araldo e custode del principio del primato della Chiesa cattolica. E’ vero il contrario. Del resto, è evidente che il Santo Padre sa bene quanto importante sia, per lui e per la Chiesa, il mantenimento di una linea di armonia con tutte le istanze e le componenti ch’essa presenta: anche se ciò può comportare, da parte sua, la rinunzia a imporre alcuni aspetti del suo stesso pensiero. Lo ha detto con chiarezza. “Il mio programma di governo è di non fare la mia volontà, di non perseguire le mie idee, ma di mettermi in ascolto con tutta la Chiesa e di farmi guidare dalla volontà del Signore”.




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