Camille Eid
Meshaal: «L’Olocausto è un pretesto per colpirci»
 
Copyright (c) Avvenire del 02 marzo 2008
Mentre i caccia israeliani colpivano il campo di Jabalia a Damasco il leader supremo di Hamas, Khaled Meshaal, accusava Israele di perpetrare un massacro a Gaza. «Le azioni israeliane a Gaza sono un vero Olocausto», ha detto Meshaal nel corso di una conferenza stampa nella capitale siriana in cui risiede da anni. «Sono 60 anni che viviamo questo olocausto», ha detto, e Israele è responsabile anche «degli olocausti iracheno e libanese». Non sono così mancate allusioni e paragoni con l’Olocausto ebraico durante la Seconda guerra mondiale «molto ingigantito, secondo quanto dimostrato da moltissimi studiosi europei ». Secondo Meshaal, Israele «sta utilizzando questo argomento per ricattare» la comunità internazionale e ottenere risarcimento miliardari dalla Germania, ma anche al fine di giustificare ogni sua azione, compresi gli attacchi contro la Striscia di Gaza. Meshaal ha severamente criticato chi considera il lancio di missili sulle località israeliane come causa dell’attuale dramma della popolazione palestinese nella Striscia. «Negli anni 2005 e 2006 Hamas ha rispettato la tregua – ha affermato Meshaal – ma non è servito a fermare i raid israeliani». Il leader radicale islamico ha anche criticato, ma senza citarlo, il presidente palestinese Abu Mazen il quale, secondo lui, «offre, volontariamente o involontariamente, una copertura a Israele parlando di un’infiltrazione di al-Qaeda a Gaza». Il leader di Hamas si è tuttavia detto disponibile a riprendere i colloqui con al-Fatah «ovunque lo desideri, ma senza condizioni preliminari». «Mi appello ai compagni del Fatah di Arafat, il vero Fatah che ha resistito all’assedio israeliano di Beirut», non a coloro che hanno «tradito il proprio programma politico».
«Questa battaglia – ha aggiunto – ci è stata imposta e noi la ingaggeremo. Questa è l’unica alternativa». Parole dure anche nei confronti dei regimi arabi, «anche se non abbiamo ancora perso la speranza», che osservano un silenzio complice in questo momento critico. «Per questo scommettiamo sull’aiuto dei popoli arabi che hanno sostenuto in passato la prima e la seconda Intifada. Li invito calorosamente a scendere nelle piazze per fermare il massacro. Solo se la nostra nazione reagisce il mondo si muoverà».
«Decidere di colpire o meno Sderot e le altre località israeliane – ha detto ancora – dipende dalle nostre capacità militari, ma questo non ci scoraggia». Meshaal ha affermato che la popolazione di Gaza resiste ed è solidale con Hamas «perché i leader del movimento mandano i propri figli a combattere e morire e non si fanno scudo della popolazione civile», come sostengono con malizia alcuni mass media internazionali.
 




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