Centro studi Giuseppe Federici
Rassegna stampa delle persecuzioni contro il Cristianesimo in diversi Paesi, da parte di Ebrei, Musulmani e Induisti
febbraio 2006
   

Si rinnovano le gesta della Rivoluzione Francese, madre dell'attuale Occidente apostata, quando i preti venivano ghigliottinati, le chiese profanate e i fedeli oltraggiati.

Come abbiamo più volte fatto notare, i mezzi d'informazione occidentali abitualmente ignorano le persecuzioni anticristiane che avvengono nel mondo. In questo frangente, invece, insistono particolarmente sulle manifestazioni musulmane contro le vignette del giornale danese. Che si voglia preparare l'opinione pubblica alla prossima guerra mondialista? E intanto proseguono le trattative, volute dagli Usa e dalla Comunità europea, per far entrare la Turchia, coi suoi 80 milioni di musulmani, in Europa¦

Terra Santa: i Giudei sputano sui Cristiani
(¦) Sono davvero varie le vicissitudini a cui vanno incontro quotidianamente i cristiani di Palestina. Una delle più curiose è quella che riguarda la strana, e senza dubbio irrispettosa, abitudine degli ebrei di sputare quando passa un cattolico. La notizia viene data dal quotidiano in lingua ebraica Haaretz e rimbalza velocemente su vari blog sempre pronti a lanciare informazione alternativa. In una normale domenica dello scorso ottobre uno studente della yeshiva (scuola rabbinica) sputò sulla croce trasportata dall'arcivescovo armeno durante una processione al Santo Sepolcro e, durante l'alterco conseguente, la croce del diciassettesimo secolo cadde e si ruppe. Episodi del genere sono purtroppo all'ordine del giorno, nelle strade di Gerusalemme, come nel resto della Palestina. Queste le parole dell'arcivescovo Nourhan Manougian: "Io ormai non ci faccio nemmeno più caso, alla gente che si gira e sputa quando passo per strada. Solo che sbucare nel mezzo di una processione religiosa e sputare sulla croce davanti a tutti i preti della comunità è un'umiliazione che non siamo preparati ad accettare. Quando in qualsiasi parte nel mondo c'è un attacco contro gli ebrei, il governo di Israele viene incensato; perché quindi quando la nostra religione e il nostro orgoglio sono feriti, non si prendono misure più rigorose?". (¦)
(Da Rinascita del 1 febbraio 2006)

Filippine: uccisi sei cristiani, tra cui una bimba di nove mesi
Jolo (AsiaNews) Il massacro dei cristiani di Jolo ³dà un colpo durissimo alle speranze di pace nella zona² ed è molto pericoloso perché ³oramai ogni incidente può accendere la scintilla di una guerra di religione². Commenta così ad AsiaNews una fonte cattolica locale anonima per motivi di sicurezza - l¹attacco di questa mattina ai danni dei cristiani di Patikul, un piccolo villaggio dell¹arcipelago di Sulu, nei pressi di Jolo, a Mindanao. Gli autori, secondo un missionario esperto delle Filippine, potrebbero essere estremisti infiltrati dall'estero.
Un gruppo di estremisti islamici è entrato nelle prime ore del giorno nel villaggio ed ha ucciso almeno sei persone di fede cristiana, fra cui una bambina di nove mesi. Lo ha confermato un portavoce delle Forze armate filippine, il generale Alexander Aleo, secondo cui almeno altre cinque persone fra cui un bambino di 3 anni - sono state ferite in maniera grave. Gli assalitori sembrano essere membri dell¹organizzazione islamica Abu Sayyaf (Portatore delle Spade in lingua locale ndr) ), gruppo integralista considerato vicino ad al-Qaeda: l¹attacco, secondo un testimone oculare scampato al massacro, ha ³una chiara connotazione confessionale². ³Prima di sparare dice il generale Aleo hanno bussato alle porte delle case ed hanno chiesto di che religione fossero gli abitanti. Ottenute le risposte, sono tornati dopo poco tempo, armati, ed hanno aperto il fuoco contro i cristiani². Il maggiore Gamal Hayudini, portavoce della sezione meridionale dell¹esercito, ha identificato cinque delle sei vittime: Itting Pontilla, 45 anni; Emma Casipong, 16; Melanie Patinga, 9 mesi; Selma Patinga e Pedro Casipong.
Jolo è nota per essere una roccaforte dell¹estremismo islamico, ma la situazione nella zona ³stava migliorando dice ad AsiaNews la fonte locale e si poteva sentire la volontà di pace e dialogo². ³Dopo questo incidente spiega ancora ­si riaprono le vecchie ferite. Sono avvenuti infatti molti omicidi di stampo confessionale a danno dei cattolici: questi gruppi hanno come obiettivo la popolazione cristiana, che nella zona sta rapidamente diminuendo. E¹ una situazione pericolosa, in cui ogni incidente può accendere la scintilla che scatena la guerra di religione². ³Dopo un attacco, alcuni mesi fa continua - la risposta militare ai danni della popolazione è stata durissima. Sembrava che la situazione si fosse calmata, che gli estremisti fossero disposti al dialogo, ma questa notizia smentisce tutto. Eppure mi sembra strano, perché i militanti islamici di nazionalità filippina hanno imparato a convivere con la popolazione². La risposta può forse trovarsi ³nell¹infiltrazione di cellule estremiste dall¹estero. Il governo lo sa dice un missionario, esperto delle Filippine ed è per questo che cambia così spesso le regole per l¹ingresso dei missionari nel Paese². ³Si sono verificati molti casi spiega in cui estremisti islamici, travestiti da missionari musulmani, sono riusciti ad entrare nel Paese. Non si può escludere che il fenomeno si stia ripetendo nella zona di Jolo².
(AsiaNews del 3 febbraio 2006)

Pakistan, ancora violenze contro una chiesa cattolica ed i suoi fedeli
Kawanlit (AsiaNews) Un gruppo composto da circa 20 donne e uomini ha attaccato alle 9.45 (ora locale) di oggi la chiesa cattolica di Kawanlit - nel distretto di Sialkot - ed i fedeli che si trovavano nei pressi, spaccando le gambe ad una donna di 70 anni e ferendone in maniera grave un¹altra, di 50. Gli assalitori si sono poi scagliati contro l¹edificio: hanno spaccato le finestre, violato l¹altare principale ed i libri sacri che si trovavano dentro. Mentre si allontanava, il gruppo ha minacciato tutta la comunità di altri attacchi in caso di denuncia alle autorità. Alla base dell¹attacco vi sarebbe un terreno occupato con la forza da un musulmano locale, Mohammad Iqbal, nonostante sia di proprietà della chiesa.
³La violenza contro una debole comunità si legge in un comunicato stampa rilasciato dalla Commissione episcopale Giustizia e pace continua ad avvenire perché il governo non è riuscito a prendere le decisioni giuste dopo gli incidenti simili avvenuti in passato². ³L¹esempio più recente si legge ancora nel documento, firmato dall¹arcivescovo di Lahore mons. Saldanha e da Peter Jacob, segretario della Commissione è quello di Sangla Hill dove, ad 80 giorni dalla dissacrazione e distruzione di chiese e proprietà cristiane ancora si attende un processo legale².
³La discriminazione sociale concludono rimane incontrollata nonostante questo attacco sia il segnale di un nuovo impeto della violenza contro le minoranze più deboli. I luoghi di culto di questa parte della popolazione vengono attaccati impunemente².
(AsiaNews del 3 febbraio 2006)

India: a Goa croce dissacrata da fondamentalisti indù
Aldona (AsiaNews) - Fondamentalisti indù hanno fatto a pezzi una croce nella nota città turistica di Aldona, nella zona nord di Goa. Il dissacrante atto vandalico è stato compiuto nella notte di lunedì 30 gennaio.
³La croce si trovava su una strada², dichiara ad AsiaNews padre Loiola Pereira, direttore del Centro diocesano per le comunicazioni sociali e portavoce ufficiale dell¹arcivescovo Filipe Neri Ferrao. ³Alcune persone continua - hanno spezzato la croce in 4 parti ed hanno scritto a grandi lettere su un pezzo ¼Shri Pardesi¹, sig. Straniero². ³Siamo di fronti ad un vero e proprio caso di dissacrazione. È un atto gravissimo, più grave delle rapine che dal febbraio 2005 rappresentano una vera e propria piaga per l¹arcidiocesi di Goa². Dal febbraio dello scorso anno, spiega padre Loiola, si sono registrati 11 casi di furti di statue antiche e preziose dalle chiese di Goa. ³Ma questo atto è molto più grave denuncia il consacrato - offende la sensibilità religiosa della comunità cristiana, e la scritta Shri Pardesi chiarisce quali siano i loro veri intenti².
³In questa zona la comunità è pacifica², dichiara ad AsiaNews padre Mathew Rodrigues, sacerdote della Cappella Santa Rita di Carona, la zona dove si trovava la croce. ³Carona è una comunità pacifica, ci sono 280 famiglie cattoliche e 50 famiglie indù e abbiamo sempre coesistito in pace ed armonia². ³Indù e cattolici continua - parlano persino lo stesso dialetto, ed entrambe le comunità sono scosse e sorprese dal triste avvenimento. Per fortuna, anche se non è disposta a fornire ulteriori elementi, la polizia ha arrestato una persona².
³Condanniamo con fermezza il caso di dissacrazione della croce a Goa², aggiunge in una dichiarazione ad AsiaNews padre Babu Joseph, portavoce della Conferenza episcopale indiana. ³La croce è santa e rappresenta il vero cuore della nostra fede cristiana. Questo atto di dissacrazione urta a fondo i nostri sentimenti religiosi. La scritta Shri Pardesi aggiunge - non può essere ignorata, è la prova che ci sono ragioni fondamentaliste nell¹atto vandalico. Questo episodio non va sottovalutato, è un segnale che ora i fondamentalisti indù vogliono prendere di mira regioni che sono tradizionalmente cristiane e provano tattiche di intimidazione. Chiediamo con forza e serietà continua - che coloro che stanno dietro questi atti di violenza e dissacrazione si fermino, per poter mantenere armonia sociale e relazioni amichevoli nelle nostre città, e facciamo appello alle autorità dello stato affinché prendano tutti provvedimenti e le misure necessarie a controllare la situazione e ad assicurarsi che queste tensioni non siano alimentate².
(AsiaNews del 3 febbraio 2006)

Turchia: ucciso un sacerdote italiano a Trebisonda
Ankara (AsiaNews) Tutte le chiese cristiane sono ora presidiate, i notiziari televisivi parlano di vergogna per il Paese, anche perché il crimine è avvenuto in un luogo sacro. Tutta la Turchia è sotto shock. E¹ stato ammazzato con due colpi di pistola don Andrea Santoro, sacerdote fidei donum della diocesi di Roma, in Turchia da una decina di anni. Dopo aver trascorso qualche anno ad Urfa, nel sud della Turchia ai confini con la Siria, da tre anni circa si trovava a Trabson (la famosa Trebisonda sul mar Nero). Zona difficile per il traffico di prostituzione proveniente dall¹est e per la mancanza di una stabile comunità cristiana. Proprio per questo don Andrea ha voluto essere presente lì: per essere una fiaccola di speranza, testimone dell¹amore incondizionato di Cristo. Ed è proprio così che lo ricordano ora alla televisione i suoi vicini. Sconcertati su come possa essere stato voluto l¹omicidio di una persona affabile, cordiale, amico di tutti. Uomo di fede che trascorreva molte ore in chiesa a pregare per la salvezza di tutti.
Eppure proprio oggi pomeriggio, alle 15.30, mentre si apprestava come ogni giorno ad aprire la chiesa di santa Maria di cui era parroco, un giovane sedicenne non ha esitato a sparargli e poi a scappare non lasciando tracce di sé. Con don Andrea c¹era la sua aiutante Loredana, anch¹essa romana, che ha potuto scorgere solo un braccio pronto alla sparo. Trabson è ora sotto assedio e tutta la popolazione si unisce al cordoglio della chiesa locale, in attesa dell¹arrivo del vicario apostolico dell¹Anatolia, mons, Luigi Padovese, che immediatamente dalla sua sede episcopale di Iskenderun (a più di mille chilometri di distanza dal luogo del delitto) si sta dirigendo al nord in aereo. Sarà lui a dare dichiarazioni sull¹accaduto. La polizia, intanto, sui vari canali televisivi, dichiara che farà tutto il possibile per trovare l¹assassino. Alcuni dicono di avere già qualche sospetto e si spera negli esami balistici sui due proiettili ritrovati abbandonati.
(AsiaNews del 5 febbraio 2006)

Il nunzio in Turchia: ³c¹è un regista dietro tutto questo². Confessa l¹assassino di don Santoro, che dice di essere stato mosso dalla rabbia per le vignette su Maometto
Roma (AsiaNews) L¹assassinio di don Andrea Santoro è maturato nel clima provocato dalla pubblicazione delle vignette su Maometto, ma ³c¹è un regista dietro tutto questo². Se ne dice convinto anche il nunzio in Turchia, mons. Antonio Lucibello che, raggiunto telefonicamente da AsiaNews commenta: ³in questo clima surriscaldato che si è creato in seguito alla pubblicazione delle vignette è chiaro che può succedere anche un omicidio. Sono comunque convinto che c¹è un regista dietro tutto questo².
Mentre, secondo fonti della stampa turca, il giovane arrestato per l¹uccisione di don Andrea ha confessato di essere stato mosso dalla rabbia per le vignette contro Maometto, il nunzio racconta di essere rimasto ³colpito dalla reazione degli ambienti ufficiali². (¦) Nel mondo islamico proseguono intanto le manifestazioni di protesta. A dare conforto all¹opinione di mons. Lucibello, il fatto che alcune delle più violente accadono o sono imputate a Paesi nei quali il controllo della polizia è strettissimo, come la Siria o l¹Iran. Domenica a Damasco ed a Beirut manifestazioni ³spontanee² hanno colpito le rappresentanze diplomatiche danesi (e nella capitale libanese dove la maggior parte degli arrestati è siriana), così come ieri a Teheran, dove la protesta c¹è stata anche oggi. E sono sciiti gli iracheni che hanno chiesto ai loro capi religiosi una fatwa che permetta l¹uccisione degli autori delle vignette.
(AsiaNews del 5 febbraio 2006)

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