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Una tremenda lezione per Bush, per i neocon, per i Pera e per tutti gli infiniti cantori della "cultura superiore" che ora, spaventati dall'Islam a sua volta spaventato da noi, affettano di voler recuperare i valori cristiani ma mantenendo intatto il contesto, economico e ideologico, che li esclude e quindi semplicemente strumentalizzandoli ai propri fini di egemonia universale. Un recupero totalmente falso e fasullo del cristianesimo. Finalmente qualcuno l'ha detto. Finalmente, qualcuno che ha autorità ha osato dire quello che in Occidente è impossibile dire senza essere accusati delle peggiori nefandezze, di fascismo, di marxismo o, com'è di moda oggi, di connivenza col terrorismo: che "il migliore dei mondi possibili, nato con la Rivoluzione industriale e razionalizzato dall'Illuminismo, non è affatto tale.
Ovviamente Papa Ratzinger, da leader religioso, si preoccupa soprattutto della desacralizzazione del mondo occidentale. Ma il discorso, almeno "in nuce", è molto più ampio. Un mondo che si organizza, facendone il suo centro assoluto, intorno al mercato, che è uno scambio di oggetti inerti, non può produrre valori, nè religiosi nè di alcun altro tipo. Ed è responsabile di una formidabile perdita di senso. Ma l'Occidente, gonfio come una rana della sua superiorità materiale, vuole esportare e imporre il proprio vuoto esistenziale anche a culture e popolazioni che quei valori spirituali ancora li conservano e li difendono. Una tremenda lezione per Bush, per i neocon, per i Pera e per tutti gli infiniti cantori della "cultura superiore" che ora, spaventati dall'Islam a sua volta spaventato da noi, affettano di voler recuperare i valori cristiani ma mantenendo intatto il contesto, economico e ideologico, che li esclude e quindi semplicemente strumentalizzandoli ai propri fini di egemonia universale. Un recupero totalmente falso e fasullo del cristianesimo. A questa mistificazione Papa Ratzinger ha detto no facendo una netta distinzione fra un Occidente cristiano e uno che finge solo di esserlo per poter allungare ancora più comodamente con tranquilla coscienza le mani sul resto del mondo già insidiato, quando non devastato, dal nostro strapotere economico e militare e affermando che è questo Occidente, e non il primo, che le altre culture giustamente temono. Fra tante rievocazioni retoriche e bolse dell'11 settembre il discorso di Papa Ratzinger, pronunciato non a caso alla vigilia di quella giornata fatale, ne è l'analisi più acuta e meno scontata.
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