Angela lano
Il jihad di pace dell’Ucoii
 
da Aljazira.it - venerdì, 10 settembre 2004

Gli islamofobi sono spiazzati... che cosa scriveranno adesso che l'Organizzazione più rappresentativa dell'Islam d'Italia ha lanciato l'appello per uno "sforzo" dei musulmani in favore della pace, contro ogni strumentalizzazione dell'Islam?

E’ stata accusata di connivenza con il terrorismo, di essere una centrale di Hamas in territorio italiano, di non aver rescisso il cordone ombelicale con i Fratelli Musulmani, nel cui complesso e variegato pensiero alcuni leader si riconoscevano, e forse tuttora si riconoscono. Una linea, quella di alcuni gettonati esperti e giornalisti italiani, che portava a creare intorno all’Ucoii (Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia) un clima di sospetto e di diffidenza da estendersi a tutti gli affiliati e ai centri islamici da essi guidati. Linea che si inseriva e prendeva anzi le redini di un ormai vecchio dissapore e competizione tra questa organizzazione e la Lega Islamica Mondiale in Italia – emanazione, a sua volta, dell’Arabia Saudita.

E’ cronaca recente la redazione di un “Manifesto dei musulmani moderati” pubblicato a firma di Magdi Allam sul Corriere della Sera, che vede proferire valide e condivisibili condanne del terrorismo islamico internazionale ma senza far alcun cenno alla devastante situazione in cui vivono ormai da anni palestinesi, iracheni, afghani, ceceni, vittime anch’essi di politiche terroristiche.

Un Manifesto che aveva dominato la scena mediatica e politica per diversi giorni. E che, nella mente dei suoi registi, era stato mosso un po’ in sordina per escludere alcuni gruppi - probabilmente più rappresentativi di quelli coinvolti - e attenti osservatori della scena internazionale su molte questioni vicini ai movimenti pacifisti e newglobal. Insomma, meno disponibili a vendere i diritti all’autodeterminazione dei popoli oppressi con il proprio riconoscimento politico nazionale.

Ma le tragedie orrende di questi ultimi giorni hanno portato l’Ucoii – visibilmente tra gli involontari non-firmatari del Manifesto di Magdi Allam – alla ribalta mediatica a seguito delle dichiarazioni di fermo rifiuto di ogni violenza contro innocenti – siano essi donne, bambini, anziani. Queste posizioni hanno condotto l’organizzazione a guidare, nei prossimi giorni e nelle principali città italiane, fiaccolate e veglie di preghiera a fianco delle Chiese cristiane e dei movimenti del pacifismo in genere.

L’Admi, l’associazione donne musulmane d’Italia, gli imam delle moschee, i semplici cittadini, stanno levando coraggiosamente la propria voce dicendo no alla strumentalizzazione dell’Islam e dei suoi principi da parte di gruppi politici di matrice islamica. E’ un rifiuto categorico, senz’appello, uscito dai cuori di tanti cittadini musulmani che da sempre lavorano per il dialogo interreligioso e con la gente comune, ed è anche una richiesta senza condizioni di veder liberate le due giovani volontarie:

“Liberatele!

Chiunque voi siate e qualunque siano le motivazioni che vi hanno spinto a questo gesto, lasciate andare Simona Pari e Simona Torretta subito e senza condizioni, non lasciate che altra angoscia si assommi all’angoscia.

Liberatele !

testimoniate coscienza di un debito di riconoscenza nei confronti di coloro che hanno condiviso la sofferenza del popolo iracheno negli anni dell’embargo, che sono rimasti nel paese quando dal cielo piovevano le bombe, che non l’hanno abbandonato neanche in questi mesi orribili di confusione e violenza.

Liberateli !

la nostra comunità islamica in Italia non potrà accettare da voi altra soluzione che la rapida liberazione di Simona Pari e Simona Torretta e dei loro collaboratori iracheni,

in nome del Dio di misericordia e di pace se in voi c’è un briciolo di fede, in nome della solidarietà che loro hanno portato a che chi più ne aveva bisogno, in nome della giustizia tra le creature che religione e cultura impongono a tutti quanti”.

Chi da anni insiste sul legame tra Ucoii, moschee e terrore, rimarrà dunque deluso: la condanna è totale. Proviene, inoltre, proprio da tutte le anime, le correnti, le scuole giuridiche di cui si compone l’Islam, così come spiega altrettanto chiaramente l’appello lanciato da Tariq Ramadan, intellettuale musulmano cittadino svizzero additato da catto-neoliberisti vicini alla politica estera statunitense, come un altro pericoloso integralista:

“Dobbiamo dire e ribadire che l’islam e i musulmani, nell’unanimità delle scuole di diritto e di pensiero, respinge queste prese d’ostaggi, questi ricatti e questi ultimatum. Le comunità e organizzazioni islamiche d’Italia hanno chiesto la liberazione immediata e senza condizioni delle due volontarie e di tutti gli ostaggi sequestrati in Iraq. Bisogna che i sequestratori capiscano che i musulmani del mondo non accettano che la loro religione sia strumentalizzata e condannano le loro azioni ignobili” .

E poi afferma che “Insieme potremo vincere la nostra battaglia contro l’estremismo, l’intolleranza e la follia omicida degli uomini: oltre le irrinunciabili condanne, è con il dialogo e il comune impegno delle donne e degli uomini di buona volontà che lo scontro tra l’universo occidentale e quello islamico potrà essere evitato”.

Una bella prova di civiltà, di fratellanza e di intelligenza da parte di un movimento italiano ed europeo da qualche anno nel mirino dei guerrafondai di casa nostra.





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