|
|
||
|
|
Quella che è riuscita ad impedire che Benedetto XVI fosse ospite presso La Sapienza, invitato dal Rettore (dunque non autoinvitatosi) è la "sinistra degli imbecilli" che dovrebbe far rabbia innanzitutto a chi si sente di sinistra. Come del resto fa rabbia la "destra degli imbecilli" che di recente ha diffuso malevoli voci diffamatorie contro Franco Cardini, che pure passa per uno storico di "destra". Guardando le tristi immagini dell'occupazione de La Sapienza non è possibile non provare una forte indignazione per una manifestazione di intolleranza oscurantista come quella in tal modo espressa dal sedicente “libero pensiero” di accademici che confondono il loro ruolo con quello censorio di agenti di ideologie retrive e già fallite. Solo intolleranza, solo ignoranza ciò che hanno prodotto, a quanto pare, le aule de La Sapienza! Gli articoli 21 e 33 della Costituzione, che assicurano a tutti libertà di parola e di insegnamento, per il fatto di essere inseriti nella costituzione italiana, non sono limitati nella loro applicazione ai soli cittadini italiani ma esprimono principi universali (che non ci sarebbero senza il Cristianesimo). Dunque essi tutelano anche la libertà di parola del Santo Padre, che tra l'altro è un grande intellettuale, uno spirito del tutto aperto per il quale la verità e carità e la fede è intelligenza, proposta liberamente e non imposta all'intelligenza altrui. Grandi pensatori laici hanno sempre riconosciuto nel teologo Ratzinger un autorevole interlocutore degno di ogni rispetto: ad esempio, Habermas, con il quale il Pontefice, da cardinale, ha stretto un'ampia relazione culturale. No! Benedetto XVI non meritava un siffatto trattamento come non lo merita nessuno, nessuno! Neanche chi è su posizioni di non condivisione della visione del mondo di cui il Pontefice è maestro. Nonostante l’accecamento vetero-laicista di molti, la grandezza intellettuale di Benedetto XVI non teme di siffatti poveri oltraggi. Non si può qui affrontare in dettaglio la cosa ma le vulgate su Galileo e Giordano Bruno tirate in ballo da professori di fisica (dicasi di fisica, non di storia!) e da studenti saputelli, quanto ignoranti di letture in merito, sono per l'appunto vulgate da bar dello sport che qualunque storico del cinque-seicento giudicherebbe tali. Con questo non si intende affatto minimizzare le responsabilità degli uomini di Chiesa di quei tempi (del resto Giovanni Paolo II ha già provveduto a chiedere perdono a Dio e scusa agli uomini per quegli uomini di Chiesa) ma solo dire che la storia non si fa con l'ascia, e questo che fanno i contestatori del Papa, dividendo, come il capoclasse fa sulla lavagna in assenza del maestro, i "buoni" dai "cattivi". La storia è continuamente revisionista per sua intrinseca natura ed è fatta di infinite sfumature e di zone non nettamente districabili in bianco e nero. Non è però questo il punto. Il punto è un altro: quello della negata libertà di parola ad un uomo che nella fattispecie è anche Papa regnante. Un altro esempio del clima di decadenza e di inciviltà che sta oscurando questi nostri anni di crescente violenza anche internazionale. Il Papa era stato invitato a fare una Lectio magistralis? Ebbene che problema c’era anche per chi non consente culturalmente con il Papa e che se non voleva assistere poteva liberamente farlo? C’è sempre da imparare da tutti e ciascuno da ciascuno. Perché non c’è stata nessuna rivolta quando fu conferita la laurea honoris causa a Giovanni Paolo II? Gli studenti ed i professori che il 15 gennaio scorso si sono sentiti eroici difensori del "libero pensiero" non si sono neanche resi conto di aver emulato, con le loro carnevalate vestiti da "papa" e con i loro "pranzi anticlericali", la massoneria di fine XIX secolo: quella che, essendo sindaco di Roma il "fratello 33° grado" Ernesto Nathan, dileggiava l'allora Pontefice fin sotto le mura vaticane inscenando, appunto, blasfeme parodie di processioni religiose e banchettando, nel giorno di venerdì santo, con abbondanti libagioni di carne sotto le finestre del Papa. La sinistra, magari neocomunista, che si fa emula del Grande Oriente d'Italia! Licio Gelli (P2) avrà sicuramente gioito di cotanta discepolanza! La "sinistra degli imbecilli" ha dimenticato che solo qualche giorno fa Benedetto XVI ha aspramente criticato la globalizzazione come un (dis)ordine ingiusto e che per tale critica ambienti (imbecilli anch'essi) vicini ai radicali ed a Ferrara lo avevano apostrofato come "Papa no global". Quello manifestato a La Sapienza, università fondata da Bonifacio VIII (perché l’Università in sé è una invenzione cristiana), è solo livore anticristiano. Liberi tutti di parlare e di insegnare tranne il Papa! Gran bell’esempio di dignità accademica! Davvero deludente, per uomini che vogliono farsi passare, ma non lo sono, uomini di cultura.
|
||
|