Associazione Italia-Tibet
Comunicato stampa
Torino, 10 dicembre 2004
 
 

italia tibet
Con incredulità e profondo rammarico abbiamo appreso la notizia delle recenti aperture dell’Italia alla revoca dell’embargo alla vendita di armi alla Repubblica Popolare Cinese, espresse dal Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e dal Ministro degli Esteri On. Gianfranco Fini nel corso della loro visita in Cina.

 

Anche l’Italia, nonostante le risoluzioni del Parlamento Europeo (l’ultima delle quali approvata il 17 novembre 2004), e i reiterati appelli di numerosi esponenti politici e sindacali e delle maggiori organizzazioni e associazioni operanti nel campo dei diritti umani, ha voluto anteporre al rispetto della democrazia e dei diritti dell’uomo la logica degli interessi economici e commerciali.

Pur consapevoli della necessità di tutelare tali interessi, quando non vadano a discapito del lavoro italiano, riteniamo che la revoca dell’embargo sulla vendita di armi alla Cina da parte dei paesi dell’Unione Europea, decretato all’indomani della strage di Piazza Tienanmen, non possa prescindere e debba anzi essere preceduta da concrete e sostanziali misure, da parte di Pechino, sulla strada della tutela dei diritti umani fondamentali ; diritti inalienabili sia per la popolazione Han, sia per quanti risiedono dei paesi illegalmente occupati dalla Repubblica Popolare Cinese.

In Cina, dove ogni anno si eseguono migliaia di condanne a morte anche per reati minori, continuano infatti ad essere negati i più elementari diritti civili, politici e sindacali e una feroce repressione è in atto nei confronti del popolo tibetano, degli uiguri del Turkestan orientale, e degli abitanti della Mongolia interna.

Riteniamo scandaloso che alcuni paesi dell’occidente europeo, e tra essi l’Italia, anziché subordinare la ratifica degli accordi economici e, nella fattispecie, la revoca dell’embargo, al rispetto delle libertà fondamentali, chiedano, senza menzionare od esigere esplicite e doverose garanzie circa il problema della violazione dei diritti umani, che siano forniti alla Cina strumenti per ulteriori repressioni, annessioni e guerre.

I rappresentanti delle istituzioni, dei sindacati e delle associazioni riuniti a Torino il 10 dicembre 2004, Giornata Internazionale dei Diritti Umani, si appellano alla società civile e alle forze politiche affinché nazioni che si proclamano civili non si macchino di una simile vergogna. A nome delle minoranze perseguitate, dei prigionieri per motivi politici e religiosi e di quanti, in Cina, si battono per la democrazia e rifiutano la dittatura del Partito Comunista, chiediamo che l’embargo alla vendita di armi non sia annullato.


 

Firmato:

Domenico AFFINITO, Vicepresidente di “Reporter senza Frontiere”

Marino BUSDACHIN, Segretario Generale dell’Organizzazione delle Nazioni e dei Popoli non rappresentati (UNPO)

Gunther COLOGNA, Presidente dell'Associazione Italia –Tibet

Roberto COTA, Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte

Giampiero LEO , Assessore alla Cultura della Regione Piemonte

Bruno MELLANO, Coordinatore dell’Associazione di Comuni, Province, Regioni per il Tibet.

Claudio TECCHIO , Responsabile Politiche Internazionali della CISL Piemonte

Gianni VERNETTI , Coordinatore Intergruppo Tibet al Parlamento italiano

Francesco VISIOLI , Coordinatore Cina della Sezione Italiana di “Amnesty International”

 


 

ASSOCIAZIONE ITALIA TIBET

Via Pinturicchio, 25
20133 Milano
Tel./fax 02-70638382
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www.italiatibet.org




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