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E' infatti chiaro che le vere cause di quella tragedia non si evincono dalla storia ufficiale, più che altro impegnata a minimizzare se non a tacere su quanto accadde soprattutto a Palermo.
In tutta la vicenda comunque appare chiaro lo stretto collegamento tra l'arrivo di Garibaldi e quella parte di nobiltà siciliana che fu più per i Savoia che per i Borbone.
Un'alleanza apparentemente stretta per motivi risorgimentali, ma in realtà sperata e voluta esclusivamente per svincolarsi da quella gestione paternalista che i Borbone misero in campo fin dalla loro ascesa per assicurarsi l'alleanza del popolo "disarmando i baroni latifondisti ed i mafiosi imprenditoriali".
La rivoluzione del '66 fu la sacrosanta reazione di quella parte sana della Sicilia che, caduta nelle mani di una nobiltà corrotta e mafiosa, tentò invano di riscattarsi con le proprie forze da quella dittatura feroce e senza scrupoli chiamato Regno d'Italia.
Ma i Borbone, gli antichi garanti del popolo, erano fuori gioco ed i briganti continentali, stremati da sei anni di guerriglia, ormai alle corde. Per le centinaia di migliaia di soldati piemontesi, sbarcati in Sicilia al comando del generale Cadorna, fu cosa facile mettere in ginocchio e soffocare nel sangue e nella rappresaglia una delle più disperate, entusiasmanti e fatali rivolte del Sud.
Diramiamo un comunicato del "Fronte Nazionale Siciliano" al quale facciamo i nostri più fraterni auguri.
FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU “SICILIA INDIPINNENTI”- FRONTE NAZIONALE SICILIANO “SICILIA INDIPENDENTE” Via Brunetto Latini,26, 90141 Palermo- Tel. 091 329456
Komunikatu Stampa FNS 15 Settembre 2007.
Nel silenzio e nella indifferenza generali ( soprattutto da parte delle Istituzioni che dovrebbero essere più direttamente coinvolte ) e con scarsissimo rilievo sui mass media, ricorre in questi giorni il 141° anniversario della Rivoluzione esplosa a Palermo dal 15 al 22 Settembre del 1866, detta appunto del SETTE E MEZZO per la sua durata e che mise in crisi il giovane Regno d’Italia. E che fu domata soltanto a seguito di un massiccio “bombardamento” dal mare, operato dalla Flotta Militare italiana. A ciò si deve aggiungere l’intervento diretto dei quarantamila soldati fatti confluire su Palermo da ogni parte d’Italia ,- “con corredo di artiglieria”,- agli ordini del Commissario Regio Generale Raffaele CADORNA. Flotta militare ed Esercito che erano già in condizioni di “mobilitazione” in quanto, ( pur essendo già terminata la guerra contro l’Austria che l’Italia aveva vinto, soprattutto grazie all’alleanza con la fortissima PRUSSIA) , si era in attesa della firma formale del trattato “definitivo” di pace. Mentre la Rivoluzione Siciliana, che sarebbe dovuta esplodere in tutta la Sicilia, si era concretizzata “soltanto” a Palermo, in gran parte della sua provincia ed in alcuni centri isolati delle province di Catania e di Agrigento. In quanto era stata bloccata sul nascere dalle forze armate e dalle forze di polizia, già in stato di allarme. A Palermo ? per la verità- niente e nessuno , soprattutto nei primi giorni, poterono fermare gli eventi , proprio per la massiccia partecipazione popolare e per l’eroismo ed il valore dei combattenti, i quali suscitarono l’ammirazione di tutta l’Europa . Non a caso la Gran Bretagna mandò a sua volta la propria flotta militare nella rada del porto di Palermo ,- a sostegno degli interessi del Regno d’Italia seriamente minacciati,- prima che intervenissero i “bombardamenti” ai quali abbiamo fatto cenno e che comunque sono molto significativi ancora oggi a distanza di 141 anni. Quella Rivoluzione ”significava”, infatti, molte cose. Innanzi tutto denunziava ancora una volta al mondo intero la falsità e la illegalità del “PLEBISCITO ?TRUFFA” del 21 ottobre del 1860 , che avrebbe dovuto legittimare la “conquista” della Sicilia da parte delle truppe ANGLO-PIEMONTESI- GARIBALDINE, nonché l’annessione all’Italia... E soprattutto voleva riaffermare il diritto del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana, alla libertà, al progresso, all’indipendenza. Ed era anche e soprattutto la protesta contro le violazioni dei Diritti Umani e la riduzione della Sicilia in Colonia “interna” di sfruttamento . Così come era avvenuto e continuava ad avvenire per tutti i territori dell’Ex REGNO DELLE DUE SICILIE , annessi alla corona sabauda. Non a caso lo storico SANTI CORRENTI, che pure è un estimatore della epopea “risorgimentale”,definisce “ ANTITALIANA” quella Rivoluzione (vedi “ Calendario Siciliano”, TRINGALE Editore, Catania 1987, pag. 259 ). Va da sé che le rappresaglie e le persecuzioni che seguirono allo stato di assedio e alla “riconquista” di Palermo, fanno ancora oggi inorridire. E ricordano pienamente i metodi nazisti. L’FNS chiede che- ,a distanza di tanti anni,- termini la ignobile congiura del silenzio su quei “fatti” e su tanti altri fatti che ancora vengono sottratti alla “memoria storica” del Popolo Siciliano ; oltre che alla Verità. E chiede che i Comuni interessati a quelle vicende rivoluzionarie e militari ( a cominciare ovviamente dal Comune di Palermo ) dedichino strade e monumenti a quei numerosi Eroi che con il loro sacrificio difesero anche la dignità e il diritto all’avvenire di tutto il Popolo Siciliano.-
Palermu, 14 Sittimmaru 2007. Giuseppe Scianò, Sikritariu FNS
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