padre Samir Khalil Samir
Il cristianesimo arabo continua a rimanere sconosciuto
MADRID, mercoledì, 28 novembre 2007 (ZENIT.org).

- Padre Samir Khalil Samir, S.I., Direttore del Centro di Documentazione e Ricerche Arabe Cristiane (CEDRAC) di Beirut (Libano), sostiene che “la ricerca araba cristiana non abbia ancora il posto che le spetta nel panorama universitario internazionale”.

Il sacerdote – noto per il suo libro-intervista “Cento domande sull’Islam” – è, oltre che esperto di rapporti tra cristianesimo e islam, un grande difensore della cultura araba cristiana, come dimostra l’impegno per la sua diffusione attraverso il CEDRAC.

In un articolo apparso sull’Annuario “Gesuiti 2008”, pubblicato dalla Curia Generalizia della Compagnia di Gesù e presentato recentemente in spagnolo, padre Khalil Samir spiega l’impegno del Centro in questo ambito, e lamenta il fatto che non ci sia “in tutto il mondo un’università che abbia una cattedra stabile di Studi Arabi Cristiani”.

“Il CEDRAC è l’unico centro al mondo consacrato allo studio del patrimonio arabo dei cristiani - ricorda il gesuita -. Porta avanti l’opera e i progetti intrapresi dai suoi più eminenti precursori: padre Louis Cheikho, S.J. (1859-1927), e l’orientalista tedesco Georg Graf (1875-1955)”.

Uno dei progetti del Centro, spiega, è la traduzione in fieri della vasta opera di Georg Graf “Storia della Letteratura arabo-cristiana”, da lui definita “un monumento di erudizione, frutto di circa quarant’anni di assiduo lavoro”.

Per il Direttore del CEDRAC, è importante “ricordare al mondo che la cultura e la civiltà arabe non si identificano con l’islam, visto che i cristiani hanno giocato un ruolo essenziale nell’elaborazione di quello che è stato il grande Rinascimento arabo dei secoli IX e X, introducendo il pensiero greco in tutte le sue forme (medicina, matematica, filosofia, ecc.), cosa che suscitò un movimento intellettuale prodigioso, che comprendeva la teologia musulmana”.

Secondo l’esperto, “questo movimento permise un autentico scambio tra musulmani e cristiani” basato sulla ragione.

L’obiettivo del CEDRAC, rivela, è “far conoscere meglio il suo patrimonio agli stessi arabi – cristiani e musulmani. Un patrimonio immenso ancora quasi inedito e del tutto sconosciuto, molto vario visto che integra tutte le tradizioni dell’Oriente cristiano: le Chiese siriache (caldea, siriana, maronita), la Chiesa bizantina, la Chiesa copta e anche le Chiese armena e latina”.

La collezione custodita dal Centro “abbraccia il patrimonio arabo dei cristiani dalle origini ai giorni nostri, si tratti di produzioni originali o di traduzioni, riferite sia al campo religioso (teologia, liturgia, apologetica, polemica) che a quello profano (medicina, filosofia, scienze)”, riconoscendo un’importanza particolare – come sottolinea nel suo articolo Khalil Samir – “alla storia e alla letteratura araba cristiana del periodo medioevale”.

Il CEDRAC possiede 4500 manoscritti arabi cristiani microfilmati o riprodotti, una Biblioteca con circa 35.000 volumi, più di 1.600 dossier originali e tematici sul patrimonio arabo dei cristiani e oltre 200 testi arabi informatizzati e totalmente vocalizzati.

Questo centro di documentazione, ricerca e pubblicazioni (“Paroles de l’Orient”, “Collectanea Cristiana Orientalia”, ecc.) forma giovani ricercatori giunti da tutto il mondo. Organizza inoltre seminari, conferenze e congressi in Libano e all’estero e pubblica varie collezioni “per diffondere la conoscenza di questo patrimonio e promuovere vocazioni alla ricerca”.

[Traduzione di Roberta Sciamplicotti]





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