| Da un certo punto di vista, godere
delle pelose attenzioni della stampa neocons statunitense rappresenta
un onore; nello stesso tempo costituisce un eccellente modo di comprendere
come lorsignori sono adusi alla manipolazione dei fatti a proprio uso
e consumo, fino ed oltre ai confini della diffamazione. Per la nostra
Associazione, si tratta di un nuovo stimolo per proseguire nella strada
della promozione e della difesa dell’autonomia culturale e politica
dell’Europa dall’unilateralismo neo-totalitario dell’attuale
amministrazione statunitense, dei suoi “pensatori” e dei
loro frequentatori.
I fatti.
La National Review è, come scrivono abitualmente compiacenti
giornalisti italiani, una delle massime espressioni culturali di quel
pensiero neoconservative che affascina buona parte del mondo liberale
nostrano. Ne prendiamo atto.
Sul sito internet della rivista suddetta, in data 21 aprile scorso è
comparso un articolo, dal titolo Happy (Anti-Imperialist) Campers. Unlikely
alliances among anti-Americans, a firma di Lorenzo Vidino e Andrea Morigi.
Dopo alcune considerazioni introduttive, nell’articolo si legge
questo stupefacente passaggio:
«Italian intelligence officials noted that several well-known
militants from the extreme Right decided to join the conference, their
hatred of America trumping their differences with the Left. The list
of official attendees reads like an extremist honor roll: Some are known
members of fanatical right-wing organizations that openly support revisionist
theses on the Holocaust and blame the world's evils on a "Zionist
conspiracy." Their leader is university professor Franco Cardini,
who has recently declared that the latest videos featuring Osama bin
Laden were fabricated by the CIA to foster anti-Islamic sentiment.»
Traduciamo: «Ufficiali dei servizi italiani hanno notato che molti
militanti fra quelli più conosciuti dell’estrema destra
hanno deciso di partecipare alla conferenza, il loro odio per l’America
gli consente di superare le loro differenze con la Sinistra. La lista
di coloro che vi hanno preso parte sembra un vero e proprio libro nero
dell’estremismo. Alcuni sono conosciuti come membri di organizzazioni
fanatiche di estrema destra che apertamente sostengono tesi revisionistiche
sull’Olocausto e pensano che tutto il male del mondo sia frutto
della “Congiura Sionista”. Il loro leader è il professore
universitario Franco Cardini, che ha recentemente dichiarato che gli
ultimi video in cui è apparso Osama Bin Laden erano stati realizzati
dalla CIA al fine di alimentare il sentimento anti-islamico».
E in tal modo l’Associazione Identità Europea ha scoperto
una realtà che fino ad ora il suo Presidente, il professor Franco
Cardini, era riuscito incredibilmente a mantenere nascosta a tutti:
egli è il leader di “organizzazioni fanatiche” i
cui “membri” “sostengono tesi revisionistiche sull’Olocausto”
e credono totalmente, fino ad attribuire ad essa “tutto il male
del mondo” alla “Zionist Cospiracy”. E poi dicono
che non si fa più giornalismo d’inchiesta: per fortuna
ogni tanto continuano ad “arrivare i nostri”.
Gli Autori.
E’ dovuta passare l’estate prima che qualche alacre giornalista
di Repubblica si rendesse conto del contenuto di questo testo e delle
sue implicazioni. Reso noto il medesimo, la prima reazione è
stata di sconcerto. Quando si legge un simile mucchio di stupidaggini
tutte in una volta, la prima reazione è chiedersi chi ha scritto
tutto ciò e perché. L’immediata e rassicurante spiegazione
legata alla distanza geografica, ed alla tendenza alla deformazione
paranoide della realtà esterna agli States da parte di molti
esponenti statunitensi neocons purtroppo è crollata di fronte
alla constatazione che gli articolisti sono evidentemente due italiani.
Il primo, Lorenzo Vidino, si presenta come analista al Progetto investigativo
The Investigative Project, ed è per noi un perfetto sconosciuto;
il secondo, Andrea Morigi, è un giornalista di Libero e membro
di Alleanza Cattolica, il che costituisce, come i nostri Soci ed Amici
ben sanno, una precisa attestazione di origine controllata. Attorno
al Morigi, non sarà inutile prender visione di un sapido dossier
raccolto in rete, da sinistra, all’indirizzo www.kelebekler.com/occ/morigi.htm
. Per cui sui personaggi non perderemo altro tempo.
La denuncia del prof. Cardini
Franco Cardini è da qualche anno abituato ad essere sbertucciato
ed insultato, in tutta la gamma che va dal dubbio umorismo all’acidità
incontrollata, da parte degli adepti nostrani del fondamentalismo protestante
neocons che ben conoscono quanto le loro accuse siano strumentali e
false. Fino ad oggi si è scrollato di dosso queste significative
attenzioni senza mai rivolgersi alla legge, anche in situazioni che
gli avrebbero consentito senza particolari sforzi di togliersi sia alcuni
sassolini dalle scarpe sia alcune soddisfazioni morali ed economiche.
Siamo lieti che finalmente abbia deciso che la misura è colma.
Di fronte alla gravità di quanto sostenuto ha deciso di accantonare
la propria signorilità e di denunciare per diffamazione sia la
testata statunitense che gli estensori del prodigio letterario di cui
sopra. Ed a lui va ovviamente tutta la nostra solidarietà, che
si aggiunge a quella pubblicamente attestatagli dopo questo vergognoso
attacco da parte di uomini politici sia di maggioranza che di opposizione
e di uomini di cultura fra i quali Gad Lerner e Moni Ovadia.
E Identità Europea?
Bene: si tratta solo di un problema personale del nostro Presidente?
Purtroppo no. L’articolo di Vidino e Morigi è molto preciso
nel citare Identità Europea senza nominarla. Infatti, come Franco
Cardini ha correttamente specificato per iscritto in data 19/9, «l’unica
organizzazione politico-culturale che presiedo è l’Associazione
Culturale Identità Europea, assolutamente estranea al quadro
ideologico delineato dagli articolisti in questione».
Quindi Identità Europea essendo l’unica organizzazione
presieduta da Franco Cardini, è chiaramente accusata dai nostri
due investigatori di essere “fanatica”, di “estrema
destra”, di sostenere “apertamente… tesi revisionistiche
sull’Olocausto” e di credere ad una cosiddetta “Zionist
Cospiracy”.
A chiunque conosca anche solo una parte del nostro lavoro questa definizione
farà semplicemente vomitare; soprattutto tenendo conto che almeno
uno dei due estensori è perfettamente in grado di conoscere personalmente
e direttamente quanto sia deformato e completamente falso il ritratto
della nostra Associazione che esce dal suo articolo, non possiamo permetterci
di far passare impunite queste ignobili accuse; e siccome esiste un
limite anche alla tolleranza di chi comprende la necessità dei
servi di guadagnarsi lo stipendio compiacendo il proprio padrone, siamo
lieti di comunicare ai nostri Soci ed Amici che anche l’Associazione
Identità Europea, tramite il suo Presidente, ha provveduto a
denunciare per diffamazione la National Review e i due estensori dell’articolo
diffamatorio, Lorenzo Vidino e Andrea Morigi.
I tempi della giustizia.
Sappiamo bene che la diffamazione a mezzo internet è un’arte
che tiene conto di tutte le lentezze della macchina della giustizia
italiana ed internazionale. Ma nello stesso tempo nulla può impedirci
di iniziare immediatamente ad utilizzare una delle poche armi che rimangono
in mano agli uomini di fronte ai cialtroni: un immediato, franco e dichiarato
disprezzo per la miseria dimostrata da questi compilatori di falsità.
Un disprezzo che non mancherà di essere adeguatamente comunicato
in tutte le sedi opportune. Credo che i nostri Soci di ciò non
si adombreranno.
per Identità Europea
Il Coordinatore nazionale
Console prof. Adolfo Morganti
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