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LIBERTE’ E LAICITE’ – Quel povero e tristo paese che è diventato la Francia continua a proteggere la libertà degli assassini evasi dalle patrie galere, in compenso processa per diffamazione a carattere razziale il sociologo Edgar Morin, colpevole di avere scritto come sia difficile “immaginare che una nazione di fuggitivi, proveniente dal popolo più a lungo perseguitato nella storia… sia capace di trasformarsi in due generazioni in un popolo dominatore e sicuro di se stesso e, tranne un’ammirevole minoranza, in un popolo sprezzante e che prova soddisfazione ad umiliare”, nonché per incitamento all’odio razziale Pierre-Alexandre Orsoni e Marcel Charbonnier, rispettivamente editore e traduttore dell’articolo “Gli orecchi di Mida”, nel quale Israel Shamir attribuiva la responsabilità della guerra in Iraq alle lobbies sioniste americane. MANDATO DI ARRESTO EUROPEO - Il giornalista Hans Martin Tillack, corrispondente da Bruxelles del settimanale tedesco Stern, si è visto perseguire ufficio e abitazione e sequestrare carte, dischetti e computer dalla polizia belga, che lo ha poi interrogato per ore senza l’assistenza di un avvocato. Il giornalista, nei cui confronti non era stata elevata alcuna imputazione, aveva pubblicato articoli di denuncia di casi di frode e corruzione all’interno degli organi della Unione Europea. “Fatti del genere, ha commentato un parlamentare europeo, avvengono solo in Paesi che non rispettano i principi fondamentali della stampa libera e della democrazia”. Il punto è che questi fatti sono consentiti dalla legislazione del Belgio. Quando l’Italia avrà recepito la normativa sul mandato di arresto europeo, come insistentemente chiedono i Ds e i partiti del centro-sinistra, anche i cittadini potranno sperimentarli sulla propria pelle e scoprire, quando sarà troppo tardi, che non solo in Belgio, ma in molti paesi europei non valgono le garanzie giudiziarie che in Italia siamo abituati a considerare essenziali in uno Stato di diritto. BUFFONI – Il presidente del Pachistan Pervez Musharraf aveva annunciato, col compiaciuto silenzio-assenso dei generali americani, al mondo attonito e plaudente (quello occidentale) l’imminente cattura di Bin Laden, circondato in un ristretto territorio di 5 chilometri quadrati. Svanito non si sa come il califfo del terrore, Musharraf ha ripiegato sul suo braccio destro, il medico egiziano al-Zawahiri. Scomparso anche questo nonostante le assicurazioni del comandante delle truppe pachistane impegnate nell’operazione, generale Shaukat Sultan, secondo il quale sarebbe stato “impossibile spezzare il cordone di sicurezza col quale abbiamo sigillato l’area”, si è trovata la scusa della fuga attraverso un tunnel di due chilometri, mentre Musharraf ha cercato di salvare la faccia affermando che sì, va bene, non c’erano né Ben Laden né al-Zawahiri, ma restava comunque in trappola un importantissimo personaggio di al-Qaeda, un non meglio precisato tagiko o forse pastun, che, chissà perché, non avrebbe approfittato del tunnel per mettersi in salvo (comunque neanche di questo ignoto vip del terrorismo si è più avuto notizia). Ad ogni buon conto, vista la figuraccia, Condoleezza Rice, consigliere per la sicurezza nazionale di Bush, si è affrettata a precisare (per il vero poco credibilmente) che gli americani, sono pronti a fornire ai pachistani l’assistenza necessaria, ma non partecipano alle operazioni. CALCIO E TASSE – Vedrete che alla fine andrà così. Una parte delle tasse pagate da un dipendente “medio” dell’industria o del commercio verrà utilizzata per salvare lo stipendio di un “medio” calciatore, anche se questo guadagna in un anno quello che il suo potenziale e forzato benefattore non guadagnerebbe in un secolo o nei casi estremi (Juventus e medio dipendente Fiat) in quasi tre. DEMOCRAZIA – Il leader socialista spagnolo Zapatero ha vinto le elezioni anche per avere promesso agli elettori il ritiro delle truppe spagnole dall’Iraq entro il 30 giugno. Bush e tutto il governo USA continuano a insistere perché si rimangi il suo impegno. Evidentemente in America usa così: la democrazia del passata la festa gabbato lo santo. PANNELLA – Il leader radicale Pannella ha iniziato lo sciopero della fame e della sete per la grazia a Sofri. E allora? POWELL – Il 5 febbraio 2003 Colin Powell nel corso di una sceneggiata per ottenere il via libera dell’ONU alla guerra di Bush all’Iraq esibì le foto di quattro giganteschi veicoli a spasso per il deserto, garantendo che si trattava di laboratori mobili del governo iracheno per la preparazione di armi chimiche e biologiche. A fine marzo 2004 lo stesso Powell ha riconosciuto che non c’era niente di vero e ha detto di essere stato tratto in inganno da false notizie dei servizi segreti americani. Adesso che succede? L’onnipotente presidente Bush farà risorgere le decine di migliaia di morti di quella “falsa” guerra? O, se non altro (anche l’onnipotenza americana ha un limite), i dirigenti dei servizi segreti USA verranno processati per il reato di procurata strage o, almeno almeno, per la diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico (internazionale)? HERR MARTIN SCHULZ – L’europarlamentare tedesco che, meritandosi così l’applauso del nostro compatriota e suo collega Di Pietro, nel luglio 2003 agitò la questione morale nei confronti di Berlusconi (che ribatté offrendogli il ruolo di kapò in un film sui lager) è stato colto (addirittura filmato da un collega come lui socialista) con le mani nel sacco mentre apponeva la propria firma per ottenere il gettone di presenza (262 euro) ad una seduta parlamentare alla quale non avrebbe invece partecipato. Moralista forse non in divisa da kapò, ma certamente in braghe di tela. L’UCCISIONE DELLO SCEICCO – Dal punto di vista morale l’assassinio dello sceicco Ahmed Yassin suscita certamente minore indignazione di tanti altri delitti comandati dal governo Sharon ed eseguiti dai suoi generali-killer. Dopo tutto lo sceicco predicava la distruzione totale di Israele come fine e l’uccisione indiscriminata anche di civili come mezzo. Politicamente è tutt’altro discorso. Quando, meno di un anno fa, un sondaggio rivelò che la grande maggioranza degli europei riteneva lo Stato di Israele il maggior pericolo per la pace, governanti e politici di tutta Europa (italiani in testa) gridarono allo scandalo, alla falsità, all’esito manipolato e si stracciarono le vesti. Quanti di loro si sentirebbero di ripetere le dichiarazioni di allora dopo l’uccisione dello sceicco, definita dall’ex-militare israeliano Gilad Atzmon “una mossa verso la guerra mondiale”, e l’impegno di Sharon di procedere all’eliminazione dei suoi successori e di tutti i capi di Hamas? SOFRI E BATTISTI – Resta da capire perché ci diamo tanto da fare per ficcare in carcere, ottenendone l’estradizione dalla Francia, il Cesare Battisti condannato per omicidio nei cosiddetti anni di piombo, quando vogliamo ad ogni costo che Ciampi ne tiri fuori l’Adriano Sofri, ugualmente condannato per omicidio. CONFLITTO DI INTERESSI – “Come presidente della Commissione europea, Prodi ha il dovere di rappresentare l’Europa intera stando al di sopra delle politiche nazionali… Ma il signor Prodi continua a rimanere aggrappato al suo ufficio di presidente e a godersi il prestigio che esso conferisce, mentre guida di fatto, anche se non di nome, l’opposizione… (Prodi) ha presieduto la riunione che ha portato alla nuova alleanza elettorale, ha pronunciato il discorso di chiusura della manifestazione inaugurale, ha scritto una lettera aperta contro la guerra in Iraq. Fino a che è presidente della Commissione, certamente questo è inaccettabile”. Lo scrive il settimanale inglese The Economist, considerato autorevolissimo dagli esponenti dell’ Ulivo nostrano quando se la prendeva col conflitto di interessi del Berlusca. MEDIO ORIENTE – Sharon a proposito di Arafat:
“Non proporrei ad alcuna compagnia di assicurazione di fornirgli
una polizza sulla vita”. Umorismo nero da capo-killer. |
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