Francesco Mario Agnoli
I Folli Pensieri di Erasmo da Rotterdam 25
Luglio 2004
 
 

BRIGITTE BARDOT E LA LIBERTA’ DI PENSIERO- Un tribunale parigino ha condannato Brigitte Bardot per il reato di incitamento all’odio razziale per avere scritto nel suo libro "Un grido nel silenzio" che la crescente islamizzazione dell’Europa costituisce un pericolo. Dov’è finita la libertà di pensiero? Strano paese la Francia, che a furia di divieti (vi è proibito sia portare il velo islamico sia criticare, come ha fatto la Bardot, la macelleria kasher), si limita a garantire la libertà degli assassini alla Cesare Battisti (per quest’ultimo pare ci si stia ripensando). La critica potrebbe essere più dura e più evidente il sentimento della superiorità del nostro sistema giudiziario su quello francese se proprio in questi giorni la giustizia italiana non fosse impegnata a mettere ad ogni costo in galera il settanseienne giornalista Lino Jannuzzi condannato a due anni e cinque mesi perché quindici anni fa in un articolo di giornale paragonò il direttore del Mattino a Pecorelli. Il caso è diverso, non si tratta di libertà di opinione, ma di diffamazione a mezzo stampa di una persona. Tuttavia due anni e cinque mesi di galera….

LIBERTA’ DI PENSIERO 2 - I francesi sono noti per il loro sciovinismo. Niente di più facile che un giudice francese dello stampo di quelli che hanno condannato la Bardot prenda in mala parte queste critiche e imbastisca un bel processo per xenofobia. C’è di che preoccuparsi. In tempi di mandato di arresto europeo chi crede di esercitare il diritto di opinione è a rischio di trovarsi all’improvviso deportato in un paese straniero e di restarvi più o meno a lungo in galera prima in attesa di giudizio poi per scontare una condanna riportata per quello che, almeno in Italia, è ancora non un delitto, ma un diritto.

IRAQ 1- La Commissione mista (repubblicani e democratici) del Congresso USA ha accertato che l’Iraq di Saddam Hussein non ha avuto nulla a che fare con l’attacco alle torri gemelle di New York e, per di più, non ha mai collaborato con al-Qaeda. Da parte sua Massimo Teodori con un articolo sul Giornale se la prende coi pacifisti che non hanno capito nulla, perché – spiega - in Iraq si è installata una forte centrale terroristica internazionale, che ha una sua politica, una strategia, un retroterra ideologico, una rete organizzativa e gruppi militari pronti a portare il terrore ovunque. Il tutto al comando di bin Laden e del suo luogotenente in Iraq, al Zarkawi. Se ha ragione, dovrebbe aggiungere che a consentire l’insediamento di questa centrale terroristica in Iraq è stata la guerra di Bush, che i pacifisti non volevano e gli amici di Teodori sì.

IRAQ 2- Gli americani nel giro di meno di un paio di settimane hanno bombardato per ben cinque volte un quartiere nel centro di Falluja, distruggendo un certo numero di edifici e uccidendo poco meno di un centinaio di persone, almeno in tre casi anche donne e bambini. Lo scopo, hanno detto, era di uccidere il luogotenente di bin Laden in Iraq, al Zarkawi, sfuggito –affermano- per un soffio prima alla morte poi alla cattura. In realtà qualunque imbecille avrebbe capito che, pur ammesso che quello fosse veramente il suo rifugio, dopo un paio di bombardamenti il ricercato n.ro 1 in Iraq se ne sarebbe andato altrove. Resta il fatto che al Zarkawi non è stato né ucciso né catturato. Gli americani si consolano proclamando che tutte le vittime delle bombe erano suoi seguaci. Terroristi. Dopo le armi di distruzioni di massa meritano di essere creduti o non è più probabile che si voglia mantenere la promessa di fare pagare col sangue agli abitanti di Falluja la loro ostinata avversione per le truppe di occupazione?

TERRORISTI - Tanto in Iraq quanto in Afganistan e in Palestina bombardamenti, americani e, in Palestina, israeliani più o meno mirati, continuano ad uccidere esseri umani. Quando si tratta di donne e bambini, specie se molto piccoli, non resta che abbozzare, parlare di effetti collaterali e (a volte) scusarsi. Se invece si tratta di uomini (dai sedici anni in su) tutti i morti, nessuno escluso, sono immancabilmente definiti terroristi. Forse l’hanno scritto sulla carta d’identità alla voce “professione”.

ANDREOTTI E IL PALLONE – A Svezia e Danimarca per eliminare l’Italia dal campionato di calcio europeo anche in caso di sua vittoria sulla Bulgaria e passare entrambe il turno bastava pareggiare con almeno due gol per parte. Gli italiani hanno subito gridato alla possibile (o inevitabile) combine; danesi e svedesi hanno replicato sdegnati che queste cose, tipiche del corrotto mondo mediterraneo, nell’onesta e puritana Europa nordica nemmeno se le sognano. Come previsto dai malpensanti, Svezia e Danimarca hanno puntualmente pareggiato 2 a 2 e passato il turno, l’Italia ha battuto (molto a stento) la Bulgaria e ha dovuto fare mestamente le valige. Ancora una volta ha avuto ragione Andreotti: “a pensar male si fa peccato, ma s’indovina”.

BUSH E L’EUROPA – Dopo essersi occupato, coi risultati che abbiamo visto, dell’Irak, Bush vuole ficcare il naso nelle faccende dell’Europa. Ha, difatti, concluso la sua visita in Turchia con un discorso all’università di Galatasaray, nel corso del quale ha informato il pubblico (in gran parte studenti) che l’Unione Europea non è un club cristiano e che l’America ritiene la Turchia una potenza europea e come tale appartenente alla Comunità Europea. E se noi europei la ritenessimo una potenza asiatica cosa avrebbe da dire l’America?

PROCESSI - E’ iniziato il battage pubblicitario per l’imminente processo a Saddam Hussein e ai suoi gerarchi. Pare però che per il vero inizio si debba attendere ancora almeno un annetto. Per la gioia dei processomani, che potranno così riempire l’attesa, sta per riprendere , dopo alcuni mesi di sospensione, il processo a Milosevic. Potrebbe però accadere che le varie televisioni nazionali decidessero di non trasmetterlo o al massimo di mettere in onda brani accuratamente selezionati. Nella precedente tornata l’ex leader jugoslavo ha difatti rubato la scena al Procuratore europeo (la svizzera Carla Del Ponte) e si è trasformato da accusato in accusatore di una classe politica mondiale quanto meno colpevole di correità.

SISTEMI ELETTORALI – La giustificazione democratica del ballottaggio nel sistema maggioritario a doppio turno si fonda sulla opportunità di assicurare all’eletto un maggior consenso e, quindi, una maggiore rappresentatività di quella, ritenuta insufficiente, datagli dai voti conseguiti al primo turno. L’optimum sarebbe che l’elezione avvenisse almeno col 50% + 1 dei consensi, ma, dal momento che la perfezione non è di questa terra, ci si accontenta di un incremento dei voti riportati alla prima tornata. Questo in teoria. Nei fatti, come hanno confermato anche le recenti elezioni amministrative, la vittoria fra i candidati rimasti in lizza spetta non a chi guadagna più voti rispetto al primo turno, ma a chi ne perde di meno. Per mimetizzare un fenomeno che condanna il sistema si sbandierano le percentuali e si trascura il dato secco dei voti conseguiti.

SOCIETA’ UMANE – Il famoso sociologo Zygmunt Bauman sostiene che una società veramente umana si distingue dalla mandria e dal branco per la volontà e capacità di annoverare fra i suoi membri anche creature in cattive condizioni. E’ certamente vero. Ne segue che oggi le società più umane sono quelle dei delfini e degli elefanti.




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