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SGRENA E NICOLA CALIDARI - Politici e mass-media, impegnatissimi ad esultare per la liberazione di Giuliana Sgrena, hanno considerato poco più che un incidente di percorso la morte del suo liberatore, In realtà non c’è nessuna ragione di far festa. Una vita è stata salvata, una vita è andata perduta, ma non è un pareggio, il conto resta negativo. Sempre che non si pensi (anche questo è possibile in Italia) che la vita di una giornalista del “Manifesto” sia più preziosa di quella di un semplice servitore dello Stato. Da un altro punto di vista, basta il rammarico del Comando USA a giustificare il grilletto facile dei soldati americani? E quanti iracheni innocenti sono caduti e continuano a cadere vittime di questi pistoleros da far west? PROPRIETA’ PRIVATA – Il compagno Fausto Bertinotti auspica l’abolizione della proprietà privata. Certamente coi suoi abiti english fashion e i suoi pulloverini di kashmir non aspira a farsi monaco, semplicemente si aggiunge alla già folta schiera di membri della “Nomenklatura “ e degli “Organi”, ai politici e agli alti burocrati, che, grazie alla concessione delle dacie (con annessa servitù) e delle auto di Stato, della proprietà si godono la polpa senza il peso. EUGENETICA – La cosa più bella e ad un tempo più dura contro la montante marea dello scientismo eugenetico l’ha detta una donna in sedie a rotelle, Rita Barbuto, direttore europeo del Dpi (Disabled people’s international): La scienza ci aiuti a vivere e non si applichi a negarci la nascita. ALTER EGO – Molti personaggi della politica hanno un loro più o meno assomigliante corrispondente letterario. Il più simile a Romano Prodi è l’ Omino più largo che lungo, tenero e untuoso come una palla di burro, che trasporta Pinocchio e Lucignolo nel Paese dei balocchi e, accostatosi al ciuchino che tenta di avvertire Pinocchio del pericolo, facendo finta di dargli un bacio, gli stacca con un morso la metà dell’orecchio destro e fa poi altrettanto col sinistro. BUSSINESS ARE BUSSINESS - Vaclav Havel ricorda che ai tempi della Guerra Fredda i diplomatici occidentali a Praga avevano il problema se invitare alle celebrazioni delle loro ambasciate i dissidenti, i vari firmatari di Charta 77, gli attivisti per i diritti umani, i critici del regime comunista, i politici destituiti, gli intellettuali messi al bando. Nulla di simile era mai accaduto in quello che allora si chiamava il Mondo Libero e l’ex presidente della Repubblica Ceca pensava non dovesse ripetersi più. Invece ora accade di nuovo, perché l’Unione Europea, su suggerimento del primo ministro spagnolo Zapatero, ha promesso al dittatore cubano di restaurare la segregazione diplomatica. Da ora in poi le ambasciate della Ue all'Avana redigeranno le liste degli ospiti in conformità ai desideri di Fidel Castro. Commenta Havel, con l’esperienza di chi ai bei tempi è stato ripetutamente incarcerato dal regime comunista: “Difficilmente riesco a pensare per la Ue un modo migliore per disonorare i nobili ideali di libertà, eguaglianza e diritti umani sposati dall'Unione - principi, invero, riaffermati nella Carta costituzionale. Per proteggere i profitti delle multinazionali europee nei loro alberghi all'Avana, l'Unione smetterà d'invitare le persone di mente aperta alle ambasciate della Ue, e capirà chi è da escludere dall'espressione sul viso del dittatore e dei suoi sodali. Difficile immaginare un patto più vergognoso”. CENERENTOLA EUROPA – Il Corriere della Sera di lunedì 21 febbraio titola “Dalla Spagna valanga di sì alla Carta Europea”. In realtà, nonostante l’affannosa propaganda del governo Zapatero, che voleva ad ogni costo superare la fatidica soglia del 50%, e il pur tiepido appoggio dell’opposizione, è andato a votare solo il 42,3% degli aventi diritto. Se si considera che il 17,2% dei votanti si è espresso per il no, è obbligatorio concludere che la stragrande maggioranza degli spagnoli è del tutto indifferente, quando non è contraria, all’Europa e alla sua Costituzione. CENERENTOLA ITALIA – Alla faccia dell’inossidabile europeismo che unisce in Italia partiti di maggioranza e di opposizione, il nuovo presidente della Commissione europea Barroso ha eliminato l’italiano dal novero delle lingue ufficiali alle conferenze-stampa dell’Unione a Bruxelles. Per quanto inutili e noiose si possano giudicare le conferenze-stampa il provvedimento ha il significato di una retrocessione della lingua italiana in serie B. (del resto come cittadini europei gli italiani sono in serie C –vedi sotto-). In Italia si coglie il pretesto per fare propaganda elettorale e ci si accapiglia per decidere se retrocessione e perdita di peso e prestigio siano dovuti alla politica del governo Berlusconi o alla cattiva prova della Commissione europea sotto la presidenza Prodi. L’AMICIZIA DI BUSH – Bush è venuto in Europa per dichiarare che America e Europa debbono marciare unite e che niente può dividerle. Tuttavia, dopo avere incamerato i frutti, per quanto tossici (ma non può dirlo), della guerra irachena, il presidente americano ha approfittato del suo discorso di pace e amicizia per ribadire nella sostanza le minacce di guerra alla Siria e all’Iran, pur sapendo benissimo che tutti in Europa, questa volta Inghilterra inclusa, sono assolutamente contrari a nuove avventure belliche. Sotto le parole niente. PERA E LA TURCHIA – Marcello Pera è ad Ankara per promuovere l’ingresso della Turchia in Europa, uno dei pallini tanto di Berlusconi quanto di Prodi (e, guarda caso, di Bush). Tuttavia fra una cosa e l’altra il presidente del Senato non ha nascosto alcune amare verità: “Con l’ingresso della Turchia in Europa i musulmani diventerebbero centomilioni e questo potrebbe rischiare di modificare l’identità del Vecchio continente”. In altri termini - ha proseguito - “Tutto si riduce ad alcune cifre, 100 milioni di musulmani cambieranno l’identità dell’Ue. A questo punto la sfida per l’Europa è se vuole mantenere la sua originaria identità politica, culturale e anche religiosa, oppure se intende essere una potenza, in un’area sicura, oltre che di benessere economico”. Sembra di capire che Pera preferisca questa seconda alternativa, tuttavia, a differenza di troppi imbroglioncelli, ha l’onestà intellettuale di porre il problema in termini esatti: i cittadini europei sono disposti a barattare la loro identità culturale e religiosa con l’aspirazione ad un ruolo di potenza mondiale e ad una accresciuta sicurezza (per altro, è bene aggiungere, assai dubbia, perché, come dimostra l’esempio USA, il livello di sicurezza dei cittadini è inversamente proporzionale alla potenza del loro Stato)? LE LEGGI DEL MERCATO – Pannella e i radicali si sono messi all’asta, ma non hanno trovato acquirenti né a destra né a sinistra. Ai commercianti che vendono prodotti sgraditi non resta che una alternativa: portare i libri in tribunale e dichiarare fallimento. Ai politici invece BYE BYE ALLO STATO DI DIRITTO – Il cancro che minaccia la distruzione dello Stato di diritto e dei principi di libertà che si credevano irrinunciabili si sta estendendo dagli USA (ormai ex-patria della libertà) all’Europa. In Gran Bretagna la Camera dei Comuni, su proposta di Blair e del neo-ministro degli interni Charles Clarke, ha approvato un disegno di legge, che consente di imporre gli arresti domiciliari e altre misure restrittive ai sospetti terroristi contro i quali non esistano prove sufficienti per processarli. Una domandina semplice semplice: sospettati da chi se non ci sono prove da portare in tribunale? Dal bobby di quartiere, dal sergente di Scotland Yard o dagli uomini senza volto dei Servizi? Non resta che sperare in una bocciatura alla Camera dei Lord, incredibilmente trasformata da sostegno dell’autocrazia nell’ultimo baluardo dello Stato di diritto. EUROPEI DI SERIE C - I cittadini spagnoli sono stati
chiamati ad esprimersi sulla cosiddetta Costituzione europea e dal punto
di vista del riconoscimento di quello che dovrebbe essere un fondamentale
diritto di tutti i cittadini europei poco conta l’ambiguità
dell’esito. Prima dell’estate altrettanto potranno fare
i francesi e alle soglie dell’autunno i danesi. Poi verranno molti
altri, italiani esclusi. A quanto pare, ci siamo espressi una volta
per tutte sull’Europa, la Costituzione e quanto ancora si farà
a Bruxelles e a Strasburgo con quella che il presidente Ciampi ha definito
la nostra entusiastica adesione all’euro.
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