IV DOMENICA DI PASQUA - Dal Vangelo secondo Giovanni: “In verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me sono ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati”. Altri sono venuti dopo di Lui ed erano ladri e briganti; purtroppo molte pecore li hanno ascoltati.

ROMA E IL PAPA - In occasione dell’agonia e della morte di Giovanni Paolo II tutti i popoli hanno guardato a Roma come al centro del mondo e milioni di persone, fra le quali molti grandi della terra, inclusi il segretario dell’ONU e tre presidenti americani, vi si sono recati in pellegrinaggio. A fine ‘800 non solo la massoneria, ma i governi nazionali usciti dal Risorgimento, tanto di Destra quanto di Sinistra, la cultura dominante e la stampa, di maggioranza e di opposizione (esclusa naturalmente quella cattolica), avevano fra i punti principali dei loro programmi e dei loro auspici la cancellazione anche fisica (il quartiere Prati ha strade e piazze che riproducono simboli massonici e i suoi edifici in squallido stile piemontese miravano a impedire per quanto possibile la vista San Pietro) della Roma dei Papi, da sostituire con la Nuova Roma risorgimentale, liberale, garibaldina e massonica. Molti partiti e gran parte della stampa (interessante al proposito la lettura di Cronache Bizantine, la rivista dell’intellighènzia risorgimentalista) auspicavano che il Papa trasferisse altrove la sede della Chiesa cattolica (erano molto gettonate la Spagna e Malta). Se avessero avuto successo Roma sarebbe oggi una città di quart’ordine.

ROMA E IL PAPA 2– Tutti piangono la scomparsa del Papa polacco e pellegrini sono accorsi a Roma da ogni più remoto angolo del mondo per l’estremo omaggio di ammirazione e di affetto. Ciò non toglie che molti, soprattutto i titolari di esercizi commerciali di bar e ristorazione, non si siano lasciati sfuggire l’occasione per un notevole incremento dei prezzi (a cominciare dalla tazzina di caffè) alle spalle dei pellegrini. Altri invece (commercianti, casalinghe, inservienti di alberghi ecc.), in mancanza di meglio, hanno rubacchiato intere cassette di bottiglie d’acqua minerale che la Protezione civile aveva messo a disposizione dei pellegrini. Nessuno dubita che Papa Wojtyla sia un grande Papa e forse anche santo, ma business is business e l’arte di arrangiarsi alle spalle del prossimo non va mai in prescrizione.

ORIANA E TERRY- In una recentissima intervista al Foglio Oriana Fallaci racconta che Michael Schiavo, l’affettuoso marito di Terry Schindler, ha iniziato la sua campagna giudiziaria per l’eutanasia della moglie solo a sette anni di distanza dall’ictus che l’aveva colpita e solo dopo avere incassato un risarcimento di oltre un milione di dollari (750.000 per Terry, 300.000 per il proprio danno esistenziale conseguente alla perdita di “compagnia coniugale”) e avere celebrato con una pubblica festa il fidanzamento con la sua nuova compagna, tale Jody Centonze. In questa circostanza (siamo nel 1997) il premuroso marito si è improvvisamente ricordato che in passato, mentre assisteva alle sofferenze della suocera sottoposta a respirazione artificiale, Terry gli aveva detto che se fosse capitato a lei avrebbe preferito morire. Morale della storia (soprattutto per i cittadini dei paesi che ammettono l’eutanasia): prestare molta attenzione a quanto si dice nei momenti di tristezza e depressione. Anche a distanza di anni potrebbe capitare di doversene amaramente pentire.

ORIANA E L’AMERICA – Nei suoi ultimi libri Oriana Fallaci ha contrapposto gli Stati Uniti all’Italia e, più in generale, all’Europa, in un confronto tutto a favore dei primi. Dovrebbe però riconoscere che in Italia, dove pure, come lei giustamente osserva, troppo spesso si esercita la pietà a favore più dei colpevoli che delle vittime, nessuno si sarebbe nemmeno sognato di arrestare e ammanettare bambini decenni colpevoli di avere tentato di portare un po’ d’acqua a un essere umano morente di sete. E se qualcuno l’avesse fatto sarebbe stato sommerso dalla generale indignazione. Anzi in Italia non sarebbero nemmeno pensabili poliziotti come quelli descritti dalla Fallaci nell’indignata intervista al Foglio. Non sarà che siamo più civili degli americani?

INNOCENTI – Pare che la commissione d’inchiesta messa in piedi dal governo americano per accertare le responsabilità nell’uccisione dello 007 italiano Calipari stia per mandare assolti da ogni colpa i militari statunitensi. Qualcuno ne dubitava? I soldati USA risultano sempre non colpevoli, al Cermis come in Irak. Non per nulla la quasi totalità degli Stati ha ritenuto giusto sottrarli alla giurisdizione della Corte penale internazionale: non si può giudicare chi è innocente per definizione.

LA WATERLOO DEL POLO – Stranamente nelle tante analisi sui motivi del flop elettorale della Cdl viene pressoché totalmente trascurata l’avversione di gran parte del popolo italiano alla decisione del governo Berlusconi di partecipare con un corpo di spedizione all’occupazione militare dell’Iraq a fianco degli americani nonostante che anche per una frangia tutt’altro che modesta di elettori del Polo abbia rappresentato una prima, importante occasione di distacco dalla maggioranza che avevano contribuito ad eleggere. Su questo argomento un rigoroso silenzio è osservato anche dei vittoriosi partiti di opposizione, che, sentendo a portata di mano la sospirata riappropriazione di quel tanto di potere che compete a uno Stato-satellite, preparano il terreno ed i loro elettori ad un ritorno per quanto possibile indolore sotto le ali dell’aquila statunitense.

IL MINISTRO DELLA SALUTE – Non è da escludere che, nel suo piccolo, anche il ministro Sirchia abbia contribuito alla disfatta del Polo. L’elettore medio del centro-destra, fermamente convinto della validità del principio “meno Stato”, ha trovato insopportabilmente impiccione un ministro che, non contento di avere proibito il fumo con ukase ben oltre il confine del ridicolo, vuole dire la sua sulla bevande alcoliche, sulla quantità di pasta nei piatti dei ristoranti e sul giro di vita degli italiani (Erasmo ci tiene a fare sapere ai suoi 24 lettori che non ha mai fumato, non beve e non è nemmeno sovrappeso).

AN E LA LEGA – I leader di Alleanza Nazionale attribuiscono la disfatta del Polo e i modesti risultati del loro partito, nonostante il flop elettorale della temutissima transfuga Mussolini, al rapporto preferenziale (il cosiddetto “asse del nord”) fra Berlusconi e la Lega. Dimenticano che se la Lega ha aumentato i propri consensi il partito di Berlusconi ha subito le maggiori perdite elettorali proprio nelle regioni settentrionali. Non sarà che la Lega cresce perché ha mantenuto la propria identità mentre A.N. vi ha rinunciato?

CONCLAVE – Peccato che durante il conclave i cardinali vengano isolati dal mondo e dalle sue notizie. Il modo più sicuro per eleggere un ottimo Papa sarebbe quello di fare l’esatto contrario di quanto auspicato o sollecitato dai mass-media in generale e dai commentatori politici, vaticanisti e non, in particolare.



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Francesco Mario Agnoli
I Folli Pensieri di Erasmo da Rotterdam
aprile 2005
 
 
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