EMBRIONE E REFERENDUM - “Non è un dogma di fede bensì una constatazione scientifica che la vita umana, unica, individuale e irrepetibile, esiste a partire dal concepimento: dal momento in cui , con la fecondazione dell’ovulo si realizza la completa identità cromosomica, non vi è alcuna differenza che non sia di peso e di età fra il nascituro e il nato e l’adulto. Negare l’umanità del concepito non significa essere “laici”: vuol dire chiudere gli occhi di fronte alla realtà; peggio: equivale ad aprire la porta al nuovo totalitarismo”. Così . il 31 maggio 1999. quello stesso Gianfranco Fini, che il 10 maggio 2005 ha annunciato il voto favorevole al referendum che prevede la libera soppressione degli embrioni. Dal momento che nell’intervallo non vi sono state nuove scoperte scientifiche evidentemente il presidente-banderuola di A.N. ha deciso di chiudere gli occhi di fronte alle constatazioni scientifiche o, peggio, di convertirsi al totalitarismo (il che, d’altronde, non stupirebbe viste le sue radici politiche troppo facilmente rinnegate). Ex ore tuo te iudico.

LA SCELTA – Ormai, dopo avere ascoltato i cristiani maturi, i sottili politici, i voltagabbana, gli azzeccagarbugli dei distinguo, almeno una cosa è chiara a tutti: chi proclama di non volere l’abrogazione della legge sulla cosiddetta “fecondazione assistita” e quindi andrà alle urne per votare “no” ai quesiti referendari o è tonto o è ipocrita; o non ha capito nulla o spera che a non capire nulla siano gli altri.

VERONESI E REFERENDUM – Il professor Veronesi, scienziato e ministro della Sanità nel governo di centro-sinistra, oggi schieratissimo a favore del “sì” nella campagna referendaria, ha scritto sul Corriere della Sera di domenica 15 maggio che “l’embrione di uno scimpanzé è un progetto di essere umano”. Di un prof. Veronesi senz’altro.

IL NO FRANCESE – Delusissima per il “no” dei suoi compatrioti alla cosiddetta Costituzione europea Ségolène Royal, astro nascente del socialismo francese e grande sostenitrice dell’approvazione, ha commentato il risultato parlando di un giorno estremamente doloroso e affermando che “trecento milioni di europei avevano già ratificato la Costituzione e aspettavano anche il sì della Francia”. In mancanza di validi argomenti i sostenitori di questa Europa hanno sempre mentito e continuano a mentire. A parte la Spagna (dove l’interesse per l’Europa era tanto alto che ha votato appena un terzo degli aventi diritto), i cittadini europei non sono stati affatto sentiti, prudentemente ad approvare per conto loro la Costituzione hanno provveduto i quattro gatti della politica; altroché i trecento milioni di M.me Ségolène! In Italia il ruolo della Royal è toccato a Frattini, secondo il quale sono mancati il tempo e il modo di spiegare le scelte fondamentali. In realtà di tempo ce n’era in abbondanza e i francesi avevano capito perfettamente le scelte fondamentali, come le avevano capite Frattini, Barroso, Prodi, Berlusca e soci, appunto per questo perfettamente consapevoli che solo l’ignoranza, favorita da molta retorica e poche spiegazioni, poteva far vincere il “sì”.

ANCORA IL NO – Come sa chi lo conosce, Erasmo, per via delle sue bestie nere (giacobinismo, di Napoleone, laicismo spinto), non è mai stato molto tenero con la Francia, ma deve riconoscere che bocciando la Costituzione del compatriota Giscard d’Estaing il popolo francese ha fatto per la salvezza del vero sogno europeo ciò che gli italiani non avrebbero probabilmente avuto il coraggio di fare anche se gliene fosse stata offerta l’opportunità. Per una volta: Vive la France!

EURO E REFERENDUM – Qualcuno ricorda che in occasione dell’introduzione della moneta unica europea quel simpatico vecchietto del nostro presidente affermò che in Italia non vi era necessità di consultazioni popolari sull’ adesione all’Europa, perché più significativo di ogni referendum era l’entusiasmo col quale il popolo tutto aveva accolto l’euro? Adesso, secondo un sondaggio telematico il 71,53% degli italiani vorrebbe tornare alla liretta e solo il 28,47% preferisce tenersi l’euro. Sappiamo tutti che i sondaggi valgono quel che valgono, ma comunque qualche commento, signor presidente?

LA SINISTRA A CATANIA - Ecco le reazioni di tre VIP dell’intelleghenzia di sinistra all’esito delle elezioni a Catania. Il cantante Franco Battiato ha garantito (pare con grande soddisfazione del riconfermato sindaco) che lascerà la città. La vittoria elettorale del centro-destra è stata definita “la calata dei mongoli” dall’attore Leo Gullotta e il “trionfo della plebaglia” dal filosofo e paroliere (di canzonette) Manlio Sgalambro. La Sinistra è incorreggibile e non riesce a perdere l’antico vizio giacobino, coltivato anzi con ogni cura: purché di sinistra vip, aristocratici, industriali, nobildonne, miliardari sono “il popolo”; impiegati, operai, contadini, dipendenti pubblici a medio e basso reddito appena votano a destra diventano “mongoli” e “plebaglia”. La storia non cambia dai tempi della rivoluzione francese e della sua esportazione in Italia.

CINA E CONFINDUSTRIA - Beppe Grillo riferisce la vicenda della AGV di Alessandria, fabbrica di caschi per motociclisti, che ha aperto uno stabilimento in Cina e chiuso quello in Italia. 205 dipendenti italiani sono stati licenziati, ma l’industria italiana non ci ha rimesso niente, perché i caschi dell’ AGV , prodotti in Cina a bassissimo costo, vengono venduti in Italia come prodotto nazionale. anzi nazionalissimo perché la AGV è anche sponsor di Valentino Rossi. Ecco spiegato perché la Confindustria lancia molte accuse sulla crisi economica italiana, ma è contraria ai dazi sulle importazioni dalla Cina.

L’ANGOSCIA DEI GIRELLA – A seguito dei trionfi elettorali dell’Unione di Centro-sinistra nella compagnia di nani e ballerine imbarcata dal Berlusca dopo la scomparsa dei precedenti padroni e direttori d’orchestra era tutto un affannarsi per essere fra i primi ad abbandonare la malandata nave del Centro-destra. Poi Catania e Bolzano hanno fatto temere un recupero e una possibile inversione di tendenza di qui ad un anno tanto più che ad accrescere i dubbi ci si è messo il Centro-sinistra con i dissensi fra Mortadella e Pane e Cicoria. A metà guado o ancora sul punto di tuffarsi la compagnia di giro è in preda ad una nuova malattia,. lo stress del girella, da includere, data la diffusione, fra quelle a carico del Servizio sanitario nazionale. E’ vero che il morbo è antico se Denis Mack Smith poteva scrivere a proposito dell’Italia appena unificata sotto lo scettro sabaudo: “il trasformismo era qualcosa di radicato nella struttura parlamentare e nella natura stessa degli italiani”, ma adesso tutto si è fatto terribilmente complicato, perfino il mestiere del voltagabbana, uno dei pochi che, nonostante le difficoltà, gli italiani non intendono cedere agli extracomunitari.

LA DIFFUSIONE DELLA DEMOCRAZIA – Non bastavano le torture inflitte ai prigionieri iracheni ad Abu Graib. Adesso, si scopre che altrettanto e peggio è accaduto in Afghanistan, nel carcere Usa di Bagram, dove le torture hanno causato la morte di uno o più prigionieri a conferma che non si tratta di episodi isolati, ma di un programma più voluto che tollerato dall’alto, Intanto a Guantanamo i soldati americani buttavano il Corano nelle latrine davanti agli occhi dei prigionieri musulmani (la rivista americana Newsweek, che aveva dato per prima la notizia, è stata costretta a smentirla, ma la smentita, alla quale del resto nessuno aveva creduto né in Occidente né in Oriente, è stata a sua svolta smentita dalla Croce Rossa Internazionale, che ha anzi parlato di una pluralità di episodi). Ma davvero Bush crede di riuscire ad esportare la democrazia con questi mezzi da KGB staliniano?

PROCESSI CONTRO LA LIBERTA’ – Dopo il rinvio a giudizio di un parroco imputato, su denuncia di un canuto e sconosciuto scrittorello in cerca di pubblicità, di abuso della credulità popolare per avere dato atto dell’esistenza storica di Gesù Cristo, ecco il processo a Oriana Fallaci, accusata di vilipendio alla religione islamica da Adel Smith, noto alle cronache e alla giustizia per ripetuti atti di vilipendio della religione cristiana e per avere pubblicamente rivolto alla stessa Fallaci minacce tanto gravi da indurre il Ministro dell’Interno a darle una scorta durante i soggiorni in Italia. Che la Fallaci non sia tenera con l’Islam ed esprima giudizi negativi sui riflessi sociali e politici di quella religione è noto a tutti, ma qualcuno dovrebbe ricordarsi di quanto sta scritto nell’art. 21 della nostra Costituzione: “tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Erasmo non condivide il giudizio della Fallaci sull’Islam, ma difende la sua libertà di manifestarlo per rispetto di uno dei più fondamentali fra i diritti dell’uomo libero e per potere continuare a fare esattamente il contrario della Fallaci: esprimere i propri giudizi negativi sull’Israele di Sharon e dei coloni e sull’America imperiale di Bush e delle multinazionali.

 



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Francesco Mario Agnoli
I Folli Pensieri di Erasmo da Rotterdam - 38
giugno 2005
 
 
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