| LONDRA 1 –
LONDRA 1 – Non so se abbia la faccia di ripeterlo ancora oggi, ma per lungo tempo Bush non ha perso occasione per proclamare che dopo la brillante vittoria americana in Iraq il mondo è un posto più sicuro. Per conferma chiedere ai londinesi (e ai madrileni). LONDRA 2 – Tutti gli uomini sono uguali e ancora più uguali nel dolore e nella morte. Allora ha ragione l’inglese Gary Jounge a scrivere: “Niente giustifica l’attentato del 7 luglio. Ma non è possibile continuare a negare la connessione con l’invasione dell’Iraq. Non c’è niente di ciò che si è detto per Londra che non si possa dire per Falluja LO STUPRO, LA SINISTRA E LE DONNE - Esattamente come Bush con le iraniane, la Sinistra si crede fin dai tempi del PCI la vera rappresentante ed interprete delle donne italiane, l’unica autorizzata a parlare a loro nome e con ogni probabilità a questa pretesa non rinuncerà nemmeno in futuro nonostante le due recentissime smentite delle interessate. La prima in occasione dei referendum per la libera manipolazione e soppressione degli embrioni, la seconda (e per ora ultima) sulla castrazione chimica degli stupratori. La proposta, avanzata dal ministro Calderoli e definita dal coro della Sinistra: incivile, antidemocratica, indecente, in un sondaggio della rivista Donna Moderna ha ottenuto il consenso del 69% delle donne che hanno risposto (del restante 31% il 22% si accontenta dell’ergastolo). Che le lettrici di Donna Moderna (rivista sconosciuta ad Erasmo) siano tutte incivili? A:N: E I VALORI - I cattolici di A.N. si sono fatti prendere in giro dalla vecchia volpe Fini, che nella relazione introduttiva alla direzione del suo partito invece di difendersi, ha contrattaccato mettendo sotto accusa le correnti interne e i loro capi e capetti (i cosiddetti “colonnelli”). Dopo di che nella replica conclusiva ha avuto buon gioco, acconsentendo ad attenuare le accuse e riconoscere ilo prezioso contributo dei sullodati colonnelli alle fortune di A.N.. Il tradimento dei valori si è trasformato in un semplice errore di metodo, per altro comune all’intera dirigenza, che ha lasciato libertà di coscienza nel voto referendario senza un previo e condiviso dibattito. Si è finto di dimenticare che il vero problema non erano la libertà di coscienza e, in definitiva, nemmeno i tre “sì” e un “no” pubblicamente e ripetutamente annunciati da Fini, ma il suo espresso invito di andare a votare accompagnato dall’accusa di cattivi maestri di democrazia ai sostenitori dell’astensione (quindi in prima linea alla Chiesa cattolica). Gli unici a dare prova di coerenza sono stati Rebecchini, che si è dimesso da un partito di cui era uno dei fondatori e, in misura minore, Fiori e gli altri quattro che, soli, hanno votato contro il documento finale. CIA, SOVRANITA’, IPOCRISIA – Il ministro Giovanardi ha dichiarato in Parlamento che né il Governo né i “servizi” erano al corrente dell’operazione degli agenti della CIA venuti in Italia per prelevare l’imam della moschea di Milano Abu Omar, portarlo, via Aviano, in Egitto e lì sottoporlo a tortura. A sua volta il presidente Berlusconi ha contestato all’ambasciatore USA la violazione della nostra sovranità. Si possono fare tre ipotesi: gli italici 007 non si erano accorti di nulla nonostante la prolungata presenza di ben 19 agenti della CIA, che a Milano conducevano vita tutt’altro che modesta e appartata (e vanno licenziati per incapacità); sapevano e hanno tenuto il governo all’oscuro e magari collaborato con i colleghi d’oltratlantico (e vanno licenziati per violazione del dovere di fedeltà); infine, il governo era informato e consenziente. In questo caso la sovranità è salva, ma dichiarazioni in parlamento e proteste sono state una sceneggiata. O una farsa NON TUTTI I PROGRESSISTI SONO UGUALI (ovvero tutti i fessi sono progressisti, ma non tutti i progressisti sono fessi) – L’intero progressismo nostrano era ed è schierato, sotto l’ala protettrice di Fassino, Bertinotti e Pecoraro Scanio, per i famosi “4 sì” referendari e la cosiddetta fecondazione assistita. Altrove movimenti e no-global la pensano diversamente. Maria Mies, tra i fondatori del World social forum di Porto Alegre, sostiene in un suo scritto che «Le nuove tecnologie riproduttive sono state sviluppate e prodotte su larga scala non per promuovere la felicità, ma per superare le difficoltà incontrate dall'attuale sistema nel continuare il suo modello di crescita, il suo stile di vita [...]. Esse sono legittimate, da coloro che cercano di diffonderle, con motivazioni umanitarie: aiutare le coppie infertili ad avere un figlio, e un figlio non handicappato, diminuire i rischi della gravidanza, e così via. Il principio metodologico è quello di evidenziare le sofferenze di un singolo individuo, appellandosi alla solidarietà di tutti per aiutarlo. Per fare ciò ogni tipo di ricatto psicologico viene utilizzato. I casi individuali servono solo per introdurre certe tecniche e creare il necessario consenso fra la gente. Il fine è il controllo della capacità riproduttiva femminile, mentre la donna come persona, con la sua dignità, è del tutto ignorata». Un'altra leader storica del popolo di Porto Alegre, l'indiana Vandana Shiva:, scrive «le nuove tecniche riproduttive come la fecondazione in vitro rappresentano vere e proprie forme di violenza nei confronti delle donne, contro la loro dignità e contro la loro stessa salute, che viene messa a rischio in modi che si cerca di nascondere». ANCORA SUI PROGRESSISTI – La Mies e la Shiva (vedi sopra) l’hanno buttata soprattutto sulle donne e il femminismo, ma cosa pensare di gente che è contraria alla manipolazione genetica del cavolo cappuccio e favorevole a quella umana? L’OPINIONE ALTRUI – “Sul Corriere della Sera” del 9 luglio Gianni Riotta, a proposito degli attentati londinesi, scrive che l'Occidente rappresenta «le forze della tolleranza». Ma quale tolleranza c'è in un mondo che, nei fatti e oggi, attraverso Bush e i neocon, anche ideologicamente, vuole omologare a sè, alla propria economia, ai propri consumi, ai propri costumi, ai propri valori, alle proprie istituzioni, il resto del mondo non accettando in alcun modo la dignità e il diritto all'esistenza dell'«altro da sè»? (Massimo Fini).
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