DISCONTINUITA’ – Da che mondo è mondo e democrazia democrazia, in occasione delle tornate elettorali i partiti di governo chiedono il consenso degli elettori in nome della continuità. Per quante ne abbiano combinate, quello che hanno fatto è l’unico titolo per ottenere il rinnovo della fiducia. La Udc di Follini e Casini in vista delle prossime elezioni chiede invece alla Casa della Libertà, di cui fanno parte, un segnale di discontinuità. Come dire ne abbiamo fatte di ogni colore, ma la volta prossima faremo meglio e per cominciare cambiamo programma o candidato premier. Se discontinuità deve essere, difficile capire perché gli elettori non dovrebbero rivolgersi ai partiti di centro-sinistra, certamente portatori di un maggior grado di discontinuità rispetto a quelli del centro-destra.

LA COSTITUZIONE IRACHENA - Dopo mesi di lavori, incontri e trattative i rappresentanti dei sunniti si sono rifiutati di sottoscrivere la Costituzione irachena, varata così come un affare privato fra di loro, senza nemmeno sottoporla al voto del Parlamento, solo da sciiti e curdi, che, se non dal primo giorno, erano già d’accordo dalla prima settimana. Come stanno le cose è verosimile che la Costituzione non superi il referendum popolare e comunque sarà causa di ulteriori divisioni del popolo iracheno, di una intensificazione della guerriglia e, perfino, di una possibile guerra civile. Ciò nonostante la banda dei tre B, Bush, Blair, Berlusconi, ha dato fiato alle trombe per annunciare la mondo la loro profonda soddisfazione. Contenti i tre B(amba)…

LA GABBANA DI VITTORIO SGARBI – Tutti danno per certa la vittoria del centro-sinistra alle elezioni politiche del 2006 e molti topi hanno già provveduto ad abbandonare la pericolante nave del centro-destra.. Fra questi il celebre Vittorio Sgarbi, che - scrive Massimo Fini - dal centrodestra “ha avuto tutto: un seggio parlamentare che mai avrebbe conquistato con le sue forze (nei testa a testa maggioritari è stato sempre trombato), una visibilità televisiva straordinaria e i conseguenti quattrini onori e prebende”. “E ora - prosegue Fini - attacca, ingenerosamente, proprio il centrodestra: "Quell'area politica, per la sua stessa inconsistenza, oggi si è dissolta. E il centrodestra è un non-luogo diviso fra confusione e contraddizioni. La politica nei prossimi anni sarà tutta nel centrosinistra". Ma, guarda caso, l'onorevole Sgarbi si è accorto che il centrodestra è "inconsistente", è "un non luogo", è zeppo di confusione e di contraddizioni solo da quando è diventato evidente che perderà le prossime elezioni politiche. È stato il primo topo a scappare dalla nave che affonda”. In seguito Sgarbi ha cercato di giustificarsi con un lunghissimo articolo sul “Giornale” del 12 settembre, nel quale sostiene che non esistono più gabbane e, quindi, si può passare da una parte all’altra senza cambiare idea. Sembra che Paolo Guzzanti, Giordano Bruno Guerri e Filippo Facci (sempre sul “Giornale”) lo abbiano preso sul serio. A parte le difese d’ufficio, le ingenuità e le ipocrisie resta il fatto che lo Sgarbi in cambio dei suoi passaggi vuole incarichi, prebende e seggi parlamentari, tanto che, come riferisce Fini, ha scritto ai “cari Prodi, Fassino e Rutelli” chiedendo una candidatura nell’Ulivo, perché –dice - "non vorrei fare mancare nella prossima legislatura il mio anelito". Peccato per lui che gli elettori gli abbiano più volte dimostrato che di questo suo anelito, comunque targato, non sanno che farsene.

ELEZIONI 2006 - Dopo la partecipazione al referendum sulla procreazione assistita e le fin troppo evidenti propensioni per la deriva zapateriana (giustamente rilevata dall’Osservatore Romano) con Pannella e la deriva zapatera chissà se le delusioni del governo Berlusconi basteranno ad assicurare il voto dei cattolici al “cattolico adulto” Romano Prodi? Se a completare il quadro intervenisse l’alleanza con Pannella, potrebbe accadere, a dispetto di tutti i sondaggi, che il Tir dell’ “omino di burro” raggiunga la gioiosa macchina da guerra di Achille Ochetto nella discarica dei ferrivecchi.

DEMOCRAZIA - Nel 2000 i cittadini della California avevano manifestato con un referendum tutta la loro contrarietà ai matrimoni omosessuali. Il 6 settembre il parlamento californiano con 41 voti a favore e 35 contrari ha varato una legge che invece li autorizza. Il governatore repubblicano Arnold Schwarzenegger, che non è né Prodi né Zapatero, ha posto il veto. Domandina: dal momento che la democrazia dovrebbe essere il governo del popolo e non delle lobbies, chi è democratico? il parlamento o il governatore?

DEMOCRAZIA E CORRUZIONE – Non più di 9 mesi fa tutta la stampa occidentale (quella stessa che oggi attribuisce patenti di democrazia alle elezioni-burla che in Egitto hanno portato alla rielezione del rais Mubarak) aveva esultato per il ribaltone politico in Ucraina: prima le manifestazioni di piazza dei cosiddetti “arancioni”, poi la vittoria elettorale del filoamericano partito “arancione”, guidato da Viktor Yushcenko, eletto presidente, e dalla bionda miliardaria Yulia Tymoshenko, trasformata da “principessa del gas” in “pasionaria ucraina”, nominata primo ministro. Adesso Yushcenko è stato costretto a sciogliere il governo, sommerso dallo sdegno popolare e dalle accuse di corruzione, e a sostituire la “pasionaria” con una nuovo primo ministro. Davvero una irresistibile passione quella della bella Tymoshenko… per i soldi (a miliardi).



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Francesco Mario Agnoli
I FOLLI PENSIERI DI ERASMO DA ROTTERDAM
settembre 2005
 
 
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