LA RUSSA E L’ABORTO – L’on. La Russa di Alleanza Nazionale ha assicurato al centro-sinistra che nessuno vuole modificare la 194. In realtà lo vorrebbero in tanti, e in tanti rimproverano al centro-destra l’eccessiva condiscendenza e debolezza nei confronti delle tesi e dei miti falsamente progressisti della sinistra. PRODI E ROMA – Anche se poi, in ossequio all’ipocrisia imposta dalla politica, se l’è dovuto rimangiare, Prodi è stato sincero e per una volta perfino lui è riuscito simpatico. Si è trattato di un grido da autentico emiliano, uscitogli dal cuore: “A Roma non abiterei manco morto!”. TURCHIA EUROPEA - La Turchia è pronta ad entrare in Europa da pari a pari. Se l’Europa processa e incarcera lo storico David Irving, la Turchia fa altrettanto con lo scrittore Orhan Pamuk. E’ vero che il primo è negazionista (del genocidio ebraico) e il secondo affermativista (del genocidio armeno), ma in entrambi i casi la sostanza è la stessa: punire la libertà di pensiero. Benvenuta Turchia! LIBERTA’ DI PENSIERO 1 – Il benvenuto alla Turchia per assoluta comunanza di ideali l’Europa lo ha dato, quasi in contemporanea all’incriminazione di Pamuk, con la decisione di concedere l’autorizzazione a procedere contro il prof. Bruno Gollnisch, parlamentare del Front National, colpevole di avere messo in dubbio non l’esistenza dei campi nazisti, ma il numero delle vittime e di avere affermato che queste questioni vanno lasciate alle indagini degli storici. Dichiarazioni ritenute “contro l’umanità” dalla magistratura francese e dal parlamento europeo. LIBERTA’ DI PENSIERO 2 - Alcuni paesi europei sono in gara per conquistare la palma nella repressione della libertà di pensiero. Al momento nella nobile gara sembra in testa la Francia, che, mentre procede(Procura di Lione) contro il parlamentare europeo Bruno Gollnisch, il 2 novembre ha condannato (Tribunale di Nanterre) a tre mesi di reclusione e 23.500 euro di multa per incitamento al razzismo l’editore del libro “L’autre visage d’Israel” dello scrittore ebreo Israel Shamir (la Ligue française contro le racisme et l’antisemitisme –LIGRA -) si è affrettata a chiedere ad Israele di fare altrettanto contro l’autore. Ma la Francia –ci mancherebbe! – è anche il paese dell’uguaglianza. Anche se la notizia è circolata chissà perché con ritardo, già nel giugno 1995 «Tribunal de Grande Instance» di Parigi aveva condannato per “negazionismo” Bernard Lewis, studioso britannico-americano di origine ebraica, per avere contestato che possa definirsi “genocidio” la strage degli armeni compiuta dai turchi. TIRANDO LE SOMME – Non appena la Turchia sarà entrata a far parte dell’Europa, grazie a quell’istituto di altissima civiltà che è il mandato di arresto europeo, chiunque in qualunque paese dell’ UE (ad esempio in Italia) si attenti a scrivere del genocidio armeno potrà essere estradato, per subirvi la giusta punizione, in Francia se ne avrà negato l’esistenza o la natura di genocidio, in Turchia se l’ avrà affermato (forse converrà scegliere la Francia, sperando in un miglior trattamento carcerario). IL NATALE DELL’UNICEF – Se non ci fosse il Natale come farebbe l’Unicef a pagare ai suoi funzionari i loro lauti stipendi? SCIOPERO GIORNALISTI – I giornalisti giurano che scioperano non per denaro, ma per la libertà, per non subire il ricatto degli editori, che, minacciando di non rinnovare il contratto, potrebbero condizionare il loro dovere di fornire all’opinione pubblica una informazione non adulterata da interessi di parte. Indubbiamente gli editori (fatte le debite eccezioni) sono capaci di questo ed altro, ma anche all’obiettività dei giornalisti (sempre con le debite eccezioni) non crede più nessuno. La nostra è un’informazione di servizio (nel senso peggiore del termine). Ci sono le eccezioni, ma Erasmo è convinto che queste eccezioni, se hanno potuto (è ovvio che un giornalista non può fare da solo il giornale), non hanno partecipato allo sciopero. ORIANA E ARIEL – Erasmo è un ammiratore di Oriana Fallaci, del coraggio col quale espone le sue idee, della capacità di ribellarsi ai miti mistificatori e prevaricatori della political correctness, di denunciare il maccartismo di sinistra, di non chiudere gli occhi davanti al rischio Eurabia. Pur parlando a New York, davanti ad un pubblico americano, probabilmente composto in buona parte di repubblicani “neo-con”, non ha esitato a inserire nella relazione tenuta in occasione del conferimento del premio “Annie Taylor Award una dura condanna delle pressioni americane per l’ingresso della Turchia nell’Unione europea: “Attualmente sono irritata con la Destra americana che spinge i leader ad accettare la Turchia come membro dell’Unione Europea. Esattamente ciò che la Sinistra vuole da sempre. Ma le vittime dell’invasione islamica, i cittadini europei, non vogliono la Turchia a casa loro. E Condoleezza Rice farebbe bene a smettere di esercitare la sua Realpolitick a nostre spese. Condoleezza è una donna intelligente…, ma sul paese che per secoli fu l’impero ottomano, sulla non-europea Turchia, sa o finge di sapere assai poco. E sulla mostruosa calamità che rappresenterebbe l’entrata della Turchia nell’Unione Europea conosce o finge di conoscere ancora meno. Così dico: Ms. Rice, Mr. Bush, signori e signore della Destra americana, se credete tanto in un paese dove le donne hanno spontaneamente rimesso il velo e dove i diritti umani vengono quotidianamente ridicolizzati, prendetevelo voi. Chiedete al Congresso di annetterlo agli Stati Uniti come cinquantunesimo stato e godetevelo voi”. Ma anche la Fallaci almeno una cosa dovrebbe ammetterla. Al contrario di quanto ha detto nella stessa occasione, Ariel Sharon è davvero un criminale di guerra, perché i palestinesi sono esseri umani e hanno la stessa dignità che compete a tutti gli uomini: ebrei, goim e musulmani. I NEO-AMERICANI – Da quando pensano di avere in tasca la vittoria nelle elezioni politiche della prossima primavera i rappresentanti dell’Unione e associati (estrema sinistra inclusa) hanno alquanto ammorbidito la loro posizione nei confronti dell’America e perfino della guerra in Iraq. Se andranno al governo, ritireranno sì le nostre truppe da quel paese, ma secondo un calendario da stabilire col governo iracheno. Esattamente come dice Berlusconi. Si rendono conto che non si può aspirare a governare una sia pur modesta provincia dell’Impero se non si ha quanto meno la tolleranza della capitale del mondo. TAV E MENZOGNE – Il ministro dell’Interno Pisanu dopo avere solennemente dichiarato che a Venaus non c’è stata nessuna carica della polizia contro gli abitanti dalla Valsusa contrari alla Tav, ha chiesto scusa agli autentici valligiani (no-global foresti esclusi) per le cariche subite. Forse si è reso conto che una volta tanto la TV aveva trasmesso immagini non equivoche e che comunque la verità circolava su Internet, che ha dato spazio ai tanti che hanno parlato di “militarizzazione della valle”. Fra questi fra’ Beppe Giunti, padre guardiano del convento di San Francesco di Susa, che ha partecipato alle manifestazioni antiTav e ha parlato di “blitz svoltosi con metodi vecchi da anni ’50, - Scelba docet?” e ha aggiunto di essere stato “offeso da uomini in divisa della mia Nazione e dopo essermi fatto riconoscere (testuale: “sei un animale, porta via queste bestie, io sono lo Stato…”) mentre tentavo una mediazione limitata e che poi ha protetto proprio un gruppetto di poliziotti”. Da buon ex-democristiano Pisanu non se l’è sentita di smentire perfino i frati e, come oggi si usa dire, si è affrettato a fare un passo indietro. TORTURA E GIUSTIZIA – L’Inghilterra sarà pure andata
a fare la guerra in Iraq con gli USA, ma si appresta a processare i
poliziotti che con la scusa del terrorismo hanno assassinato il giovane
brasiliano Jean-Charles De Menezes, colpevole di essere un po’
scuro di pelle, e conserva il senso della giustizia. La Camera dei Lord
ha emesso il responso definitivo: “Le prove e confessioni ottenute
sotto tortura non sono ammissibili davanti ai tribunali inglesi”.
Uno dei suoi membri, Lord Hoffman, ricordando che il diritto naturale
(la “common law”) è la base della giustizia britannica
ha chiarito a chi pensava la Camera dei Lord nell’emettere questa
inappellabile sentenza: «Nel nostro secolo molti, negli Stati
Uniti, eredi di quella tradizione di diritto naturale, considerano la
loro patria disonorata dall'uso lì praticato della tortura extragiudiziaria
e dalla 'rendition' extralegale di sospetti in Paesi dove possono essere
torturati». Uno schiaffo all’America di Bush e Cheney e
personalmente a Condy Rice, con tutto che è una donna, nel suo
ipocrita tour per l’Europa per giustificare “renditions”
e prigioni segrete col pretesto (oltre tutto nemmeno dimostrato) delle
molte vite europee salvate. |
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