COOP - Nell’ordinamento italiano le imprese cooperative godono sotto vari aspetti (a partire da quelli fiscali) di benefici in vista dei fini solidaristici e di utilità sociale che perseguono. Adesso che competono con le grandi imprese private e addirittura con le multinazionali per il controllo di grandi banche come si giustificano privilegi in radicale contrasto con i principi del libero mercato e della libera concorrenza di cui tutti ( inclusi Consorte e soci) si riempiono la bocca?

IL TIFOSO – Il segretario diessino Fassino nega coinvolgimenti suoi e del partito, ma riconosce di avere tifato per il tentativo dell’Unipol di impadronirsi della Banca del Lavoro. Certo non è un reato, ma tanto tifo per il possesso di una banca rivela il persistere di uno stretto intreccio di interessi politico-finanziari fra i Ds e le cooperative rosse (o ex-rosse). Del resto l’intercettazione della telefonata fassiniana all’ex-boss Unipol Consorte ha solo ufficializzato una realtà nota da più di mezzo secolo a tutti, perfino al ministro Giovanardi, che l’ha così sintetizzata: le coop rosse vincevano le gare di appalto indette dalle amministrazioni rosse e finanziavano le iniziative del partito rosso (o ex.-rosso).

ERRORI - In un articolo pubblicato dall'Unità il giornalista Marco Travaglio paragona Banditalia a Tangentopoli e ne commenta fatti e personaggi con spirito e ironia. Ma lo spirito gli gioca un brutto scherzo. Ad un certo punto sbuca un non meglio identificato "cinghialone", che, secondo un confidente (si avanza il sospetto che si tratti addirittura di un giudice milanese) sarebbe il vero obiettivo della riedizione bancaria di "mani pulite". Dalle confidenze e dai confidenti il passo alle talpe è breve e il brillante giornalista si affretta a metterle in gioco. Ma le presenta così: "Sempre in tema ornitologico, ecco le talpe". I lettori dell’Unità (sono tenuti ancora a credere a tutto come i loro padri trinariciuti?) apprendono così che tanto i cinghialoni quanto le talpe appartengono al regno delle creature alate, sono uccelli.

 

ALTRI ERRORI - Nel riferire della morte di tre ragazzi turchi per influenza aviaria alcuni telegiornali ne hanno parlato come dei “primi casi verificatisi fuori dell’Asia”. Fino a prova contraria la Turchia è tanto asiatica che il suo territorio è denominato Asia minore. Ma se per cinghiali alati e talpe volanti si tratta di normale ignoranza, è probabile che la notizia turca sia stata invece aggiustata da furbastri desiderosi di sfruttare l’ignoranza altrui per fare passare il messaggio politico della Turchia parte dell’Europa. I furbi hanno però dimenticato di censurare la parte della notizia che colloca le due vittime in un villaggio ai confini con l’Iran. Anche l’antica Persia europea o quasi?

NEO-NEGAZIONISTI – Quando il presidente iraniano Ahmadinejad ha negato o grandemente ridimensionato l’Olocausto l’intero Occidente ha gridato allo scandalo e lanciato l’anatema sull’incauto. Adesso, con l’ improvvisa uscita quanto meno dalla scena politica del premier israeliano Ariel Sharon, i ruoli si sono invertiti. Ahmadinejad ricorda e si augura che “l’assassino di bambini Sharon incontri presto i suoi antenati”. I governi e i politici occidentali, improvvisamente convertiti al negazionismo, inneggiano al costruttore di pace e osservano un profondissimo silenzio sulle stragi di centinaia di palestinesi nei campi profughi di Sabra e Chatila (1982), che gli costarono la destituzione, e, a dispetto della data assai più recente (settembre 2000), sulla sua provocatoria passeggiata sulla spianata delle moschee a Gerusalemme, che accese la miccia della seconda Intifada, causa di altre centinaia di vittime, israeliane e palestinesi.

GIRAVOLTE – Si avvicinano le elezioni e A.N. si appresta ad imitare la D.C., che chiedeva voti a destra per utilizzarli a sinistra. Gianfranco Fini accantona le sortite sul voto agli immigrati, il referendum sulla bioetica, i patti pseudomatrimoniali di convivenza e ritorna alla “tradizione”: famiglia, identità, sicurezza. La nuova balena bianca.

ABORTO E CONSULTORI – Testimonianza di Antonella B. (già madre di un figlio avuto qualche anno prima di restare nuovamente incinta): “Fu una gravidanza non programmata, ma ne fui felice, aspettandomi da mio marito la stessa reazione. Mi sbagliavo, ma ciò che mi rese fragile e vulnerabile fu la totale assenza di comprensione e di sostegno da parte di mio marito… In questo stato d’animo di estrema fragilità si inserirono gli operatori del consultorio, che cercai come ultimo aiuto, ma che infierirono convincendomi con arroganza che il mio bambino era la causa della situazione che stavo vivendo… Senza umanità svolsero le loro procedure, che mi fecero precipitare all’inferno…” (Dal Foglio 29/12/05). Ecco perché nei consultori sono indispensabili operatori “per la vita” ed ecco perché la cultura abortista con arroganza non li vuole).

POLITICAMENTE SCORRETTA – Si tratta della signora Franca (Ciampi), che (oltre tutto da nordista, essendo emiliana) si è permessa di trovare i meridionali più buoni e più intelligenti degli altri italiani. Se lo pensa ha tutto il diritto di dirlo (tanto più che il fatto di essere la moglie del presidente della Repubblica non ne fa una figura istituzionale), così come può esprimere la sua opposta opinione chi la pensa diversamente. Evidentemente in democrazia la sincerità è un difetto e l’ipocrisia una virtù.

CARTESIO L’ANTIDEMOCRATICO - “Spesso nelle opere composte da molti pezzi e fatte a mano da vari artigiani non c’è tanta perfezione come quella che c’è nelle opere create da una sola persona. Perciò di solito gli edifici costruiti e completati da un unico architetto sono più belli e meglio ordinati di quelli che sono stati restaurati da molte persone, utilizzando vecchie mura costruite per altri fini. Allo stesso modo, le antiche città che inizialmente erano piccoli borghi e col passare del tempo sono diventate grandi città, di solito sono squadrate così male, in confronto alle piazze regolari disegnate su una pianura da un ingegnere, che ha seguito la propria immaginazione, tant’è che (…) si direbbe che è stato il caso ad averle disposte in quel modo, piuttosto che la volontà di uomini dotati di ragione. (…) Se Sparta un tempo fu molto florida, non fu a causa della bontà di ciascuna delle sue leggi in particolare (…), ma per il fatto che, essendo state emanate da un singolo, quelle leggi tendevano tutte allo stesso fine”.




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Francesco Mario Agnoli
I FOLLI PENSIERI DI ERSASMO DA ROTTERDAM – 48
gennaio 2006
 
 
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