VIGNETTE SATANICHE - Un pressoché sconosciuto (almeno in Italia) quotidiano danese, il “Jyllands-Posten”, con le sue 12 caricature satiriche 12 ha messo a soqquadro gran parte del mondo Non solo la umma islamica, scatenata in proteste di piazza con bandiere incendiate, sedi diplomatiche assaltate, disordini vari, richieste di scuse, ma l’intera Europa, atraversata da pietosi contorcimenti governativi, tirate di orecchie agli imprudenti umoristi, promesse che non succederà mai più, giornalisti licenziati. Che tonti questi vichinghi! Dire che sarebbe bastato andare a lezione dai nostri diessini e dal loro giornale “l’Unità” per capire che sul Profeta non si scherza. Molto meglio prendersela con Gesù Cristo. Non si corrono rischi. Anzi.
RICETTE SATANICHE – In occasione del Natale 2004 l’emittente Canal di proprietà del gruppo Prisa, molto vicino al premier Zapatero (l’uno e l’altro definiti “massoni” dallo storico spagnolo Ricardo de la Cerva ha mandato in onda per i suoi affezionati ascoltatori la ricetta per cucinare un Crocifisso al forno
RISPETTO – Saranno pure violenti e incivili, ma intanto i musulmani ottengono un rispetto per la loro fede religiosa che i cattolici nemmeno si sognano. Sarà strizza, ma intanto intellettuali, politici e liberi pensatori si inchinano buoni buoni, umili umili alle “fatwa” del primo barbuto imam di passaggio. Ci facciamo musulmani?
LE ELEZIONI IN TV – Prodi si è lamentato della onnipresenza televisiva di Berlusconi, paragonando le 30 ore di videoapparizioni del leader di Forza Italia coi suoi miserelli (presunti) otto minuti. Che c’entra?. Il punto è quante comparsate televisive ha fatto Fassino.
PAR CONDICIO – Perché litigarci? Per rimontare lo svantaggio evidenziato dai sondaggi alla Cdl servirebbero molte e molte ore di Prodi in TV.
REGIONE PUGLIA – La regione Puglia (maggioranza di centro-sinistra) ha dato il via libera alla pillola abortiva Ru486 e infila nella nuova normativa sui servizi sociali l’equiparazione delle famiglie alle unioni di fatto anche omosessuali. Che ne dicono tutti quei parroci e clerici vari che hanno appoggiato in maniera determinante l’elezione del “riformatore” Vendola? Probabilmente approvano se risponde al vero la notizia che l’organo della Curia milanese fa il tifo per un centro sinistra che ha accolto nel suo seno il nuovo soggetto politico Sdi-Rosainpugno, che chiede fra altre piacevolezze: l’abrogazione del Concordato, l’abolizione dell’ otto per mille a favore della Chiesa cattolica; la cancellazione dei finanziamenti alle scuole private, la difesa ad oltranza della legge sull’aborto e la cacciata di “veri e propri gruppi di assalto nei consultori” (che sarebbero poi i volontari dei Centri di aiuto alla Vita).
ABORTO CHIMICO - Il New England Journal of Medicine, una delle più importanti riviste scientifiche internazionali pubblica uno studio dal quale risulta una mortalità delle donne che scelgono la strada dell’aborto chimico con la RU486 dieci volte maggiore rispetto a quella per aborto chirurgico. Allo stesso risultato è pervenuta anche la statunitense Food and Drug Administration tanto che perfino la Cina, massima sponsor mondiale dell’aborto obbligatorio ha disposto il ritiro della Ru-486 dalla vendita in farmacia a tutela della salute delle donne. Invece in Italia e in Europa l’intero schieramento cosiddetto progressista propaganda la pillola abortiva e accusa il governo italiano di sudditanza alla Chiesa per gli ostacoli che pone alla sua diffusione.
LE VERE CAUSE – Bush agita lo spauracchio della bomba atomica iraniana, ma ciò di cui ha veramente paura è l’intenzione di Teheran di aprire una nuova borsa petrolifera, nella quale il riferimento non sarebbe più al petrolio americano o del mare del Nord (il cosiddetto “brent”), ma a quello del Golfo Persico e, soprattutto, gli scambi avverrebbero in euro. Un colpo mortale per l’indebitatissima economia americana. Per sua fortuna a salvarlo provvedono le vignette satiriche del giornale danese e le iniziative dei governi europei che nel deferire l’Iran all’ONU per la sua presunta aspirazione alla bomba hanno superato in zelo perfino Washington.
IL PARERE ALTRUI – “Mettere fine alle tirannie è
la missione dell’America», ha spiegato ieri notte il presidente
George W. Bush durante il consueto “messaggio sullo stato dell’Unione”.
Massimo Fini, cosa ne pensi, anche se credo proprio di immaginarlo?” CIVILIZZAZIONI - Nel XIX secolo le conquiste coloniali in Africa e in Asia delle Potenze europee venivano giustificate con “l’esportazione della civiltà e del progresso” (in questo consisteva, secondo Kipling, “il fardello dell’uomo bianco”). Nel XXI secolo la giustificazione è “l’esportazione della democrazia”. Niente di nuovo sotto il sole.
HAMAS – L’operazione esportazione della democrazia in Medio Oriente è scoppiata fra le mani di Bush e dei suoi amici. In Palestina il popolo ha democraticamente preferito i “terroristi” di Hamas ai moderati di Al-Fatah. In Italia per una volta Berlusconi e Prodi concordano: sono entrambi gravemente preoccupati. Che la democrazia sia un imbroglio?
SUPERIORITA’ MORALE - A quanto pare nemmeno lo scandalo Unipol scuote la fede dei militanti diessini nella superiorità morale del loro partito. C’era da aspettarselo. Da anni sono abituati a tutto, perfino a considerare eticamente corretti i finanziamenti sovietici al PCI e le tangenti sul commercio fra Italia e URSS. Paolo Granzotto ha recentemente ripreso da “L’oro di Mosca” di Francesco Bigazzi e Valerio Riva una notiziola di fine 1974 riguardante l’approvazione alla Camera della legge sul finanziamento pubblico dei partiti. Armando Cossutta, relatore per conto del PCI, votò a favore per togliere ai partiti “la tentazione o la necessità di ricorrere a finanziamenti al di fuori dei finanziamenti normali e diretti che riescono ad avere attraverso i contributi dei propri organizzati”. Subito dopo lasciò Montecitorio per raggiungere un gruppetto di funzionari giunti dalla Germania Est per mettere a punto il progetto della “Euro Union Metal Italiana Tortino” (Eumit), società mista finalizzata a garantire al PCI un canale di finanziamento occulto e illegale.
FIAMMA OLIMPICA – No-global., No-tav. No-ponte, disobbedienti e contestatori vari adesso hanno contro la nazione italiana e per aggiunta l’intero ecumene. Non hanno capito una cosa: possono negare Dio e bestemmiare Cristo, pisciare contro i muri delle chiese, magari anche lanciare qualche petardo fra i fedeli che assistono alla Messa, ma bloccare per strada i tedofori e spegnere la fiamma olimpica mai e poi mai. Olimpia è sacra. Come ha detto il sottosegretario allo sport Mario Pescante, “in 2700 anni di storia non era mai successo”
DISOBBEDIENTINI – Bertinotti ha offerto una candidatura per le prossime elezioni a Francesco Caruso, leader dei “disobbedienti” napoletani, suscitando le invidiose proteste (ovviamente in veste di accuse di tradimento del movimento rivoluzionario) del leader veneto. Luca Casarini Nonostante la contraddizione anche agli extraparlamentari non fanno schifo un posto in Parlamento e uno stipendio da deputato. Disobbedienti sì, ma con juicio.
GIORNATA DELLA MEMORIA – Tutti sanno cos'è la Shoah. Ma se chiedete a qualcuno cosa significa Metz Yeghern nessuno lo sa. Si tratta di quasi due milioni di persone scomparse, oltrechè dalla faccia della terra, anche dalla storia, un autentico genocidio della carne e della memoria. Nell'estate del 1915 nella parte orientale dell'impero ottomano si consuma silenziosamente il primo di tutti gli olocausti del XX secolo, quello degli armeni, progettato e messo in atto dai turchi con una premeditazione e una ferocia inaudite. Tra il 1915 e il 1917 dei circa due milioni e 100mila armeni residenti nelle province dell'impero ne restavano in vita solo 600mila. A queste vanno aggiunte le 300.000 vittime delle persecuzioni del 1894-1896 e quelle dei massacri in Cilicia del 1909. Un popolo sopravvissuto a secoli di dominazioni straniere giunse in pochi mesi alla soglia dell'annientamento (da “Metz Yeghern” di Domenico Savino).
SHARON - «Un assassino, animato dall'odio contro i palestinesi.
Ho assicurato ad Arafat che i palestinesi non sarebbero stati toccati,
ma Sharon non ha onorato i patti. Una promessa di quest'uomo non vale
nulla». La definizione non è di un capo di Hamas, ma del
mediatore americano Philip Habib dopo i massacri di Sabra e Shatila.
Da rammentare a politici e giornalisti impegnatissimi a definire un
giorno sì e l’altro pure il premier israeliano “uomo
di pace”. |
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