QUALE ALTO? - Il ministro Padoa-Schioppa commentando e promuovendo il suo (con larghi sospetti di una decisiva collaborazione di Visco-Fisco) DPF ha detto che si comincerà a colpire dall'alto. Ma di che alto si tratta? Da quel poco che ha lasciato intendere (e conferma l'approvazione confindustriale) certamente non della Fiat, né della Telecom, né dei Benetton o dei Della Valle, né delle Banche. Nemmeno, a quanto si è capito, dei grandi manager pubblici e privati. Meno che meno (ci mancherebbe) dei politici. Scommettiamo che si tratta dei soliti noti: proprietari di immobili, lavoratori autonomi, investitori in titoli di Stato e affini?


CAMPIONI DEL MONDO – Contrariamente a quanto sostiene la retorica imbecille lo sport non avvicina affatto i popoli, tanto meno il calcio internazionale, che punta sul nazionalismo becero, come dimostra a usura i gruppetto di tifosi italiani che in Svizzera ha mandato all'ospedale un ragazzetto colpevole di avere esultato per il gol francese. Quanto all'incontro Italia-Francia il pre-partita, la partita e il dopo-partita ricordano a Erasmo uno scambio di battute (infantilmente scurrile) dei remoti anni della sua scuola elementare: “ Il francese: “bianco, rosso e verde/il color delle tre merde”; l'italiano: “bianco, rosso e blu/le merde mangiale tu”.


SINISTRA DI GOVERNO E POPOLO-BUE - Il "duetto" di Draghi e Padoa-Schioppa dinanzi all'assemblea Abi, in favore di ulteriori fusioni bancarie, fa veramente capire quanto il mondo politico e bancario-economico consideri l'Italiano medio un cretino: un mezzo scemo che grida e salta col tricolore in mano. E fa pure capire, come al disprezzo "intellettivo", si aggiunga la presa per i fondelli, come prova la "storica" proposta, condivisa da Draghi e Padoa-Schioppa, di abolire i costi di chiusura dei conti correnti...

Come se il futuro di moltissime famiglie, inchiodate a mutui ventennali a tassi variabili, e dunque crescenti, dipendesse, da tre-quattro-cinquecento euro in meno. Per non parlare di piccoli imprenditori, respinti dalle banche, e finiti nelle sporche mani degli usurai.(Carlo Gambescia).


POLITICA ESTERA – L'ex (in tutti i sensi) Berlusconi ha detto che la Cdl voterà il provvedimento del governo a favore della prosecuzione della “missione” in Afghanistan, perché “non possiamo abbandonare i nostri soldati”. Che si sappia, nessuno pensava di lasciarli a Kabul. La proposta contraria alla prosecuzione era di riportarli in patria.- Vuoto (d'intelligenza e strategia politiche) a rendere.


SULLA STRADA DI KABUL – Rifondazione si appresta a votare il proseguimento della “missione” in Afghanistan, coprendo l'attaccamento alla poltroncina governativa con imprecisate “ragioni umanitarie” Un articolo pubblicato dal “Manifesto” tenta (inutilmente) di fare cambiare idea al neo-campione NATO Bertinotti, ricordandogli che non c'è alcuna giustificazione per la presenza in Afghanistan se non quella di accontentare Washington e che nelle ultime settimane le uccisioni umanitarie di civili afghani sono decuplicate. I rifondaroli convertiti sulla strada di Kabul all'umanitarismo bombarolo dovrebbero leggere “The Guardian” del 5 luglio, che così descrive la situazione delle truppe inglesi (evidentemente Blair non ha per i suoi soldati le stesse materne attenzioni del duo Berlusca-ProdI) e le ragioni della loro presenza in quel paese: «La débâcle britannica in Afghanistan non può essere ignorata, perché le truppe corrono dei rischi . La loro presenza in quel paese non ha nulla a che fare con la sicurezza del Regno Unito. Stanno soffocando di caldo e morendo ad Helmand non per sostenere un regime in difficoltà a Kabul - per il quale compito risulterebbero incredibilmente sotto organico - ma per far sopravvivere la Nato in Europa, una missione indegna. Come hanno fatto gli americani a convincere la Nato a diventare l'esercito mercenario di Karzai? Che informazioni ha ricevuto il governo britannico da Washington, dove i funzionari governativi parlano apertamente di scaricare l'Afghanistan sulla Nato, per darle una lezione dopo il mattatoio nei Balcani? ». Oltre tutto la conversione di Bertinotti avviene in ritardo. Il portavoce dell' FBI Rex Tomb, ha dichiarato che Bin Laden è stato cancellato dal sito ufficiale del Federal Bureau of Investigation, perché “non ci sono prove sostanziali” della sua colpevolezza. nell'attentato dell'11 settembre. Dal momento che gli Usa convinsero gli alleati europei a partecipare all'invasione dell'Afghanistan e l'ONU a legittimarla, garantendo di essere in possesso di prove che attribuivano al di là di ogni possibile dubbio l'attentato alla rete terroristica mondiale di Al-Qaeda, guidata da Osama bin Laden, protetto dai talebani ostinati a rifiutarne la consegna, il venir meno delle prove trasforma l'operazione di esportazione della pace e della in un'altra guerra fondata sopra un cumulo di menzogne. Esattamente come in Iraq.


SULLA STRADA DI KABUL 2 – L'improvvisa folgorazione di Bertinotti ha lasciato alquanto interdetto anche un autorevole personaggio del mondo ecclesiastico, mons. Raffaele Nogaro, vescovo di Caserta. Mons. Nogaro ha espresso il suop pensiero sulla cosiddetta missione di pace nei seguenti termini "In nome della coscienza e della vita di ogni uomo non credo si possa tacere sulla missione militare in Afghanistan, dove la pace viene sistematicamente distrutta. L'Afghanistan è più lontano dell'Occidente da tutti i punti di vista, è molto meno popolato e fa meno notizia dell'Iraq. Non passerà molto che i crimini sistematici commessi in Afghanistan saranno riconosciuti e universalmente condannati...Il fatto che questa guerra sia sotto l'ombrello dell'Onu, che poi l'ha appaltata alla Nato è solo una finzione giuridica. In ogni caso le bombe sono le stesse dell'Iraq, il numero dei morti in percentuale agli abitanti maggiore”. Mons. Nogaro ha poi dedicato a Berinotti e ai rifondaroli di governo, nonché al neo-ministro degli esteri D'Alema il seguente passo:"Ciò che desta orrore è che le stesse forze politiche che contestavano il sostegno di Berlusconi alla guerra in Afghanistan oggi presentano come necessità inevitabile la partecipazione italiana. Tutto questo in nome di impegni morali derivanti da alleanze. Un appellarsi alla morale per fare la cosa più immorale di tutte: la guerra! Ai parlamentari andrebbe ricordato che è nelle loro mani la vita e la morte di migliaia di esseri umani (il che è già una condizione inaudita perché si sostituisce a Dio), e che ogni calcolo del minor danno parte da un presupposto assolutamente sbagliato: le inevitabilità dell'intervento militare. La minaccia della caduta del governo è un ricatto ignobile, perché non di un cataclisma inevitabile si tratta o di una crisi economica sopranazionale ma di una decisione umana e italiana, e come tale modificabile. In ogni caso la Costituzione (art. 11) viene prima di qualsiasi alleanza".


LE VENDETTE D'ISRAELE – Il Cardinale Sodano: “Come in passato, la Santa Sede condanna sia gli attacchi terroristici degli uni sia le rappresaglie militari degli altri. Infatti, il diritto alla difesa da parte di uno Stato non esime dal rispetto delle norme del diritto internazionale, soprattutto per ciò che riguarda la salvaguardia delle popolazioni civili. In particolare la Santa Sede deplora ora l’attacco al Libano, una Nazione libera e sovrana, ed assicura la sua vicinanza a quelle popolazioni, che già tanto hanno sofferto per la difesa della propria indipendenza”. Il giornalista Alberto Biuso: “Il governo di Israele ha scatenato l’ennesima guerra dalla sua fondazione. Il pretesto può essere ogni volta diverso ma gli obiettivi sono sempre gli stessi: la creazione del Grande Israele, secondo i confini indicati nella Bibbia, e la soluzione finale del problema palestinese con il genocidio dei palestinesi. Ancora una volta è il Libano il teatro dell’uccisione di bambini, donne, civili... il Libano dove Ariel Sharon organizzò e coprì i massacri di Sabra e Shatila, che a qualunque altro militare del mondo sarebbero costati un’accusa di crimini contro l’umanità. Per lui, invece, niente... È chiaro che USA e Israele costituiscono oggi i due maggiori pericoli per la pace mondiale e per l’economia europea. Il prezzo del petrolio, infatti, è immediatamente salito toccando nuovi massimi. Di fronte all’evidenza, persino l’Unione Europea ha stavolta condannato la cosiddetta «reazione sproporzionata» di Israele agli attacchi della milizia sciita Hezbollah, un’azione che è consistita nell’aggressione a un Paese sovrano. Immaginiamo cosa sarebbe accaduto se una reazione simile l’avesse avuta un qualsiasi altro Paese del mondo, per non dire del “cattivo” Iran”. Erasmo aggiunge due domandine per i difensori d'ufficio del governo sionista:

1) con quale autorità (bombe e cannoni a parte) Israele, che da anni non rispetta nessuna delle deliberazioni dell'ONU, pretende che il Libano applichi la risoluzione che impone il disarmo degli hezbollah?

2) Perché ci si dovrebbe indignare di più per la morte di sette soldati israeliani e la cattura di altri tre (cattura, non rapimento, trattandosi di soldati presi da combattenti nemici) che per l'uccisione di migliaia di bambini e donne palestinesi?



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Francesco Mario Agnoli
I Folli Pensieri di Erasmo da Rotterdam - 56
luglio 2006
 
 
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