CHI PIANGE? - Il governo Prodi è caduto (momentaneamente) sulla politica estera (basi americane e Afghanistan). Meritava di cadere sulla “Finanziaria”, quando Prodi & C. hanno commesso il massimo tradimento nei confronti dei loro elettori. Grazie ai particolari marchingegni escogitati dallo sceriffo di Nottingham, il supertecnico Tommy Padoa-Schioppa (al suo confronto Visco-Fisco è un modestissimo dilettante, quasi un benefattore se non addirittura Robin Hood), sommando alle imposte statali quelle comunali e regionali, le famiglie italiane nel 2007 verseranno al Fisco molto di più che nel 2006. Non solo, a parità di reddito chi ha figli pagherà di più di chi ne ha meno o nessuno. Molte amministrazioni comunali, che non avevano capito il meccanismo perverso escogitato dallo sceriffo, si sono illuse di trovare in cassa più soldi di quelli messi a bilancio e, qualcuna di loro (non tutte, Dio guardi!) si era perfino proposta di utilizzarli per ridurre il costo di alcuni servizi sociali, magari le rette degli asili e delle scuole materne Niente da fare, il surplus è destinato allo Stato, che ridurrà di altrettanto i previsti trasferimenti agli enti locali. A piangere non dovevano essere i ricchi? CATTOLICI ADULTI – Il ministro (nonché ex-vice-presidentessa nazionale dell'Azione Cattolica) Rosy Bindi, pesantemente (e meritatamente) criticata sui Dico, ha dichiarato di “amare la Chiesa che si occupa delle cose di Dio”. Peccato che Dio ami le cose degli uomini al punto di essersi fatto uomo lui stesso. COSSIGA E LA BINETTI - Francesco Cossiga ha scritto una lettera aperta alla senatrice “teodem” Binetti per ricordarle che il criterio del “male minore”, ben conosciuto dalla morale cattolica in materia di “cooperatio in temporalibus”, non vale quando con il proprio comportamento si può evitare il male. Non vale, quindi, per i “Dico”, perché i teodem, votando contro possono bocciarli a meno che non considerino l'approvazione dei Dico un male minore “rispetto alla crisi della coalizione, alla caduta del governo, alle elezioni anticipate e alla quasi certa vittoria della Cdl, la coalizione amica dell'America, paese dei protestanti, degli ebrei e dei massoni; la coalizione della guerra contro la pace”. In questo modo però la Binetti, divenuta “cattolica adulta” come il leader della sua coalizione, darà vita “ad una nuova fazione: quella dei “teodem democratici”. Cossiga, dall'alto del suo ruolo di senatore a vita, dimentica che per i politici, teodem, superlaici o comunisti che siano, esiste un bene assoluto: la poltrona di parlamentare. IL BAUDO NAZIONALE – Dopo avere messo in riga Benedetto XVI Pippo Baudo ha fatto altrettanto con Prodi e Padoa Schioppa, costringendoli ad abrogare la norma della Finanziaria che fissava a 250.000 euro il massimo del “cachet” per i conduttori televisivi, una cifretta per la quale evidentemente (nonostante le sue dichiarazioni in contrario, comunque posteriori all'aumento) l'eroe nazional-popolare mai si sarebbe degnato di condurre il festival canzoniero di San Remo. PRODI BIS – E' possibile e ragionevole che un paese civile in una realtà complessa e difficile come quella del mondo all'inizio del terzo millennio sia governato da una maggioranza tenuta insieme (oltre che dall'attaccamento alla poltrona) solo dalla paura e dall'odio viscerale per Ba-bau. il cavalier Berlusconi? GEMELLI – Non sembra, ma Prodi e Berlusca hanno molte cose in comune. La principale è che gli alleati non vedono l'ora di poterli pensionare. PASQUE DI SANGUE E LAICA INQUISIZIONE – Ariel Toaff, storico di professione, ebreo e figlio del famoso rabbino Elio Toaff, ha scritto un libro nel quale ammetteva che sì è possibile che nel corso della storia sia accaduto che qua e là degli ebrei abbiano celebrato qualche rituale con l'uccisione di bambini cristiani. L'illuso credeva che le sue qualifiche professionali, etniche e familiari gli avrebbero risparmiato i roghi dell'Inquisizione. Si sbagliava. La bestemmia contro la somma divinità del mondo contemporaneo, va sempre punita chiunque ne sia l'autore. In Italia perfino giornalistucoli da strapazzo, che di storia conoscono solo le quattro balle imparate sui banchi di scuola, si sono sentiti autorizzati a farsi beffe delle sue qualità di storico. In Israele pare gli vada ancora peggio. Mentre volonterosi propongono il suo licenziamento dall'Università dove insegna, la commissione per l'istruzione del parlamento israeliano ha espresso un severo giudizio di condanna sull'autore e sul libro, che “non meritava di essere scritto né pubblicato”. Peggio ancora ha proposto l'apertura di un procedimento giudiziario contro l'autore e, invia generale e preventiva, l'istituzione di “un sistema di controllo scientifico “ per evitare che “vengano pubblicati testi che sono del tutto contrari alla logica umana, all'etica umana e alla verità scientifica”. Siamo all' “imprimatur”, alla censura “scientifica”(?), al Minculpop e all'Inquisizione. Ad ogni buon conto, a titolo di avvertimento per eventuali fiancheggiatori, nella condanna è stato incluso il prof. Sergio Luzzatto, reo di avere commentato favorevolmente il libro sul “Corriere della Sera”. TOCCA ANCHE AI MUSULMANI - Se va così male agli ebrei non perfettamente allineati, figurarsi ai musulmani. Difatti il presidente dell’U.C.O.I.I. (Unione delle Comunità e delle Organizzazioni Islamiche in Italia) e un altro leader musulmano, Hamza Piccardo, sono finiti nel registro degli indagati per avere, nei giorni dell'aggressione israeliana al Libano, il secondo scritto in un sito internet che le centinaia di vittime dei bombardamenti sul Libano meridionale e la terribile strage di Cana “sono la tragica apoteosi di uno Stato nato nella pulizia etnica, cresciuto e consolidato nella violenza e nell'ingiustizia”, il primo proposto, in una inserzione a pagamento su alcuni quotidiani, un parallelo fra queste stragi e quelle naziste di Marzabotto e delle Fosse Ardeatine Del resto non si può escludere che la stessa sorte tocchi anche ad Ariel Toaff: la legge Mancino (ritenuto troppo mite dal ministro della Giustizia Mastella) consente questo ed altro. IL PARERE DI UN ESPERTO - “In America, la maggioranza traccia intorno all'opinione un cerchio formidabile. All'interno di questo limite lo scrittore è libero; ma guai a lui se osa varcarlo. Non già che abbia da temere un autodafè, ma è esposto a ripulse d'ogni genere e a persecuzioni quotidiane. La carriera politica gli è preclusa: egli ha offeso l'unica autorità che avrebbe la facoltà di aprirgliela. Gli viene negato tutto, anche la gloria. Prima di rendere pubbliche le sue idee credeva di avere sostenitori: ora che si è rivelato a tutti, gli pare di non averne più: chi lo biasima si esprime ad alta voce, mentre chi la pensa come lui, senza avere il suo coraggio tace e si allontana. Alla fine cede, si piega sotto gli sforzi quotidiani e rientra nel silenzio, come se provasse il rimorso di avere detto il vero” (Alexis de Tocqueville, La democrazia in America). Naturalmente in centocinquant'anni il sistema si è perfezionato. L'Europa si è adeguata alla democrazia americana, ma, in compenso, non ha nemmeno rinunciato agli autodafé e alla galera.
L'EROE DEI DUE MONDI LA DIFESA DELLA REPUBBLICA ROMANA - “Garibaldi si comporta come un generale della prima guerra mondiale: ordina cioè un assalto dopo l'altro e i francesi fanno strage delle camicie rosse (...) Dopo diciasette ore la battaglia è perduta, con quasi cinquecento fra morti e feriti. E' stato un disastro, una inutile strage. Il comandante si difende come può dalle critiche: io preferisco combattere in campo aperto, dice. Il fatto è che ai Quattro Venti il campo era quello che era: un tentativo di adeguare la sua tattica alle condizioni del terreno poteva pur farlo, prima di mandare tanta gente a morire”. (Alfredo Venturi,Giuseppe Garibaldi. L'italiano esemplare). |
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