LA MISSIONE DI PACE AFGANA – Adesso che alle bombe intelligenti non crede più nessuno qualunque imbecille lo capisce tranne - pare – i militari americani. Se per combattere i cosiddetti terroristi si usano i bombardamenti aerei è inevitabile che per ogni talebano colpito si tronchi la vita di una decina di civili. Più o meno la percentuale delle rappresaglie naziste. ALL'OBBEDIENZA DI WASHINGTON – Alla Camera dei deputati il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan ha quasi ottenuto l'unanimità: 524 sì, 3 no e 19 astenuti (i falchi che volevano più armi e più bombe). Altroché discontinuità! Quando Washington comanda il parlamento italiano, sinistra, centro, o destra, ha una sola risposta: “Obbedisco!”. IL BAMBINO ABORTITO A FIRENZE – A parte che il feto è un essere umano, non era un feto, ma un bambino vivo e sano, che sia pure per brevissimo tempo è stato fra noi e che l'Asl di Firenze, dopo avere tentato di sopprimerlo all'ospedale Careggi, ha tentato di salvare all'istituto pediatrico Meyer. Pare che, pentiti, gli abbiano dato perfino un nome, ma il ravvedimento non basta, specialmente se fallisce e non ripara al male fatto. E' stata soppressa una vita, che era tale anche per chi ama distinguere e discettare di zigoti, embrioni e feti. E la soppressione della vita conserva nelle coscienze un nome ben preciso anche se la “commissione interaziendale” dei due ospedali garantisce che “le procedure sono, state regolari”, una dichiarazione che ricorda quelle delle autorità carcerarie americane quando in una esecuzione capitale si verifica qualche doloroso (per l'esecutato) inconveniente. COMPENSI RAI – Secondo Claudio Cappon, direttore generale della RAI, se si applicassero i limiti previsti dalla Finanziaria 40-50 big televisivi (conduttori come Pippo Baudo, Piero Angela, Bruno Vespa, Enzo Biagi, Carlo Conti e Simone Ventura) non lavorerebbero più in Rai. A parte che alcuni (o tutti?) è meglio perderli che trovarli tanto che nessuno ne ha sentito la mancanza (vero, Biagi?), anche nel campo dell'intrattenimento vale la legge della domanda e dell'offerta. Se si applicasse il tetto ai compensi, calerebbero per forza anche le pretese. O si crede davvero che Mediaset, per altro tenuta sotto tiro dal governo, potrebbe assorbire 40-50 disoccupati d'oro? LA SERIETA' AL GOVERNO - “Il ministro Antonio Di Pietro ha ricevuto la visita del consigliere provinciale di Campobasso, Cristiano Di Pietro, per discutere la richiesta di una ditta privata che vorrebbe insediare un impianto di energia eolica in Molise. Al termine del summit il consigliere Cristiano, figlio di Antonio, ha manifestato pubblicamente la sua soddisfazione per aver chiesto e ottenuto un incontro con il ministro Antonio, papà di Cristiano. E poi dicono che nelle famiglie italiane non c'è¨ dialogo. Secondo il consigliere Cristiano figlio di Antonio, la riunione ha permesso al ministro Antonio papà di Cristiano di comprendere meglio i termini del problema (...). Ai No Tav interesserà sapere che il ministro Antonio papà di Cristiano ha condiviso le osservazioni del consigliere Cristiano figlio di Antonio, affermando la sua indisponibilità a consentire a chicchessia di deturpare i panorami molisani con una raffica di pale. Poiché lo stesso ministro Antonio papà di Cristiano non ha mai manifestato analoga intransigenza riguardo all'Alta Velocità, il popolo della Val di Susa ha davanti a sé una strada obbligata: eleggere consigliere provinciale il figlio di un ministro qualsiasi. E mandarlo subito a Roma a trattare con papi” (Da “La Stampa” del 15/3/2007). TUTTO COME SEMPRE – A Napoli e dintorni continuano a ritmo sostenuto gli omicidi di camorra (il 14 marzo tre morti in poche ore, un altro il giorno dopo). Fatte le debite proporzioni, lo strombazzato “patto per Napoli” ha la stessa efficacia dell'operazione sicurezza varata per Bagdad dagli americani. TORTURA E CONFESSIONI - Stranamente la notizia che il terrorista Khalid Sheikh Mohammed ha confessato di avere organizzato l'attacco dell' 11 settembre alle torri del World Trade Center, più un' altra ventina di attentati riusciti e falliti con contorno di qualche assassinio, si è presto afflosciata. Magari le sue confessioni, in apparenza fondamentali perché dovrebbero dissipare definitivamente i dubbi sui piani di sovversione mondiale di Al Qaida e, in particolare, sull'11 settembre, riuscirebbero più attendibili se non fossero state rese a un tribunale militare e dopo quasi quattro anni di detenzione nell'educandato di Guantanamo, durante i quali è stato sottoposto alle particolari tecniche di interrogatorio (waterboarding, cioè l'immersione totale nell'acqua fino al limite dell'annegamento, incluso) della CIA, che, per vincerne la resistenza, gli ha anche rapito i figli di 7 e 9 anni. Se nessuno ci crede gli inquisitori americani e i giudici in divisa possono solo recitare il “mea culpa” BLESSED ATOMIC BOMB - Un professore israeliano, Martin Van Crevel, storico di questioni militari, in una intervista del 2003 pubblicata sul Jerusalem Friday, dichiarò che Israele è in possesso di “molte centinaia di bombe a testata atomica e razzi, e può lanciarne verso obiettivi in qualsiasi direzione, forse pure verso Roma; molte delle capitali d'Europa sono degli obiettivi delle nostre forze aeree”. Di queste centinaia di ordigni nucleari nessuno sembra preoccuparsi. Al contrario tutti gridano contro le future atomiche dell'Iran, che non solo assicura di volere utilizzare l'energia atomica per scopi civili, ma che comunque per ora non possiede nemmeno una di quelle piccole bombettine che il presidente Bush definisce “tattiche” e che, su viva raccomandazione del governo israeliano, minaccia di utilizzare proprio contro l'Iran. LADRI DI TERRA – Il 32,4% degli insediamenti dei coloni israeliani è stato costruito su terreni di proprietà privata. Di palestinesi naturalmente. Non lo dice qualche luogotenente di Bin Laden, ma “Peace Now”, associazione pacifista israeliana. SCHERZETTI DELLA SINISTRA DI GOVERNO - Secondo quanto riferisce l'Unità, la Finanziaria sotto la voce “Sicurezza dell'Usr”, cioè “Unità di sostegno alla Ricostruzione", prevede la spesa di 3.498.000 (circa sette miliardi di lire) per arruolare contractors, alias body guard, “per garantire l'incolumità dei civili presenti a Nassiriya e consentire loro di uscire dal perimetro della base militare internazionale per monitorare i progetti ed incontrare le personalità locali in un contesto di massima sicurezza”. Sembra che la scelta del governo sia caduta sulla “Aegis defence Services” una colossale agenzia britannica di polizia privata presente in Iraq dal 2004 grazie ad un contratto USA da 293 milioni di dollari. Il suo fondatore, Tim Spider, è stato coinvolto in abusi contro i diritti umani e in violazioni internazionali. Se doveva andare così, non era meglio lasciare i nostri soldati, più facilmente controllabili anche in termini di rispetto dei diritti umani? TERRORISMO IN IRAQ - “La Stampa” del 9 marzo riporta uno scritto del soldato statunitense Joshua Key, che nel corso di una perquisizione senza esito in una abitazione irachena ha convinto il commilitone Hayes a non infierire oltre contro una donna, che aveva buttato a terra, colpendola con la canna dell' M-16, perché protestava troppo. Lo ha spinto via e gli ha ricordato che in America ha moglie e due bambini. Ha salvato la donna, ma il commilitone, in precedenti azioni uno dei soldati più controllati dello squadrone, lo ha guardato con occhi pieni d'odio, quasi pronto a ucciderlo.“Ho capito -conclude - che se uno pacato come lui ha potuto colpire una donna in quel modo allora lo avremmo potuto fare tutti. E da allora ha iniziato ad avere gli incubi. Ho capito che noi, soldati americani, eravamo i terroristi. Stavamo terrorizzando gli iracheni. Intimidendoli. Picchiandoli. Distruggendo le loro case. Probabilmente stuprandoli. Quelli che non abbiamo ucciso avevano tutti i motivi del mondo per diventare loro stessi terroristi. Visto quello che stavamo facendo a loro, chi poteva biasimare il loro desiderio di uccidere noi e tutti gli americani?... Noi, americani, eravamo diventati i terroristi in Iraq”. L'EROE DEI DUE MONDI Il 15 agosto 1842 Giuseppe Garibaldi al comando di una piccola flottiglia affidatagli dalla Repubblica Orientale in guerra contro l'Argentina è sconfitto dalla flotta argentina guidata dall'irlandese William Brown, anche a causa dell'ubriachezza di parte dei suoi marinai. Garibaldi sbarca gli equipaggi, incendia le navi coi prigionieri argentini detenuti a bordo e fugge verso Montevideo. Per non ritardare la fuga fa strangolare due dei suoi uomini che sono feriti. L'intera spedizione è un rosario ininterrotto di saccheggi e brutalità. (Da Alfonso Scirocco, Garibaldi. Battaglie, amori, ideali di un cittadino del mondo Laterza, Bari 2001, pp. 93-94).
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