CULTURA WIKIPEDIA – I 67 “scienziati” (quasi tutti professori della facoltà di fisica dell'Università La Sapienza di Roma) che hanno protestato per impedire la lezione che il Papa, su invito del Rettore, avrebbe dovuto tenere all’Università in occasione dell’apertura dell’anno accademico hanno provato anche a chi non la pensava così (Erasmo ne era già perfettamente convinto) che la scienza ha poco a che fare con la cultura e in molti casi (almeno 67) con l’intelligenza.


COMPENSI – Come altre regioni del nord l'Emilia-Romagna ha dovuto accogliere, per solidarietà di partito, parecchie tonnellate di “monnezza” napoletana. Tuttavia, a differenza di altre regioni, riceverà un compenso. La “Cirio”, nel timore di perdere mercati e clienti, preoccupati dell'igiene di alimenti preparati nei pressi di un'immensa discarica, ha deciso di chiudere la propria sede di Caivano e di trasferirsi a Bologna.


PROFONDO ROSSO - Chi non ricorda le meravigliose promesse elettorali dell'armata condotta da Romano Prodi? Ci si trovava di tutto: la dignità nazionale, il benessere economico e addirittura la felicità. Dopo meno di due anni di illuminato governo l'Italia è uno dei paesi più poveri, tristi ed infelici dell'Occidente e, fra regioni sommerse dall'immondizia, la censura al Papa, l'incriminazione di un ministro e di molti esponenti di vertice del suo partito, gli attacchi della “casta” alla magistratura, il più sputtanato del mondo.


TOLLERANZA – I 67 “scienziati” 67 dell'Università La Sapienza (forse è il caso di cambiarle nome, qualcuno ha proposto “Scemenza”) hanno dato l'ostracismo al Papa senza averlo ascoltato con motivazioni riprese -a quanto pare- dall'enciclopedia mediatica Wikipedia, molto frequentata dagli ignoranti, nella quale si trova una sintesi sbagliata di un suo discorso di 17 anni fa a proposito del processo a Galileo. Negli stessi giorni la Pontificia Università Cattolica di Quito ha colto l'occasione del tour sud-americano del leader rifondarolo Fausto Bertinotti per invitarlo a tenere una lectio magistralis e conferirgli la laurea honoris causa in scienze politiche. Non resta che proporre al ministro Mussi di prescrivere ai 67 cattivi maestri 67, presunti seguaci di Voltaire, un soggiorno di studi, magari a spese dell'Università, a Quito per imparare la tolleranza dai cattolici equadoriani.


PARTITA DI GIRO - L’ineffabile Prodi promette (promissio boni viri???) di agevolare un recupero del potere di acquisto dei lavoratori a modesto reddito, utilizzando i proventi dell’aumento al 20% della tassazione delle rendite finanziarie. Dal momento che in realtà un’alta percentuale delle cosiddette rendite finanziarie è data dai frutti dei Bot, l’investimento tipico delle categorie a reddito medio-basso e dei fondi-pensione, l’aumento ai lavoratori è finanziato in gran parte dai soldi dei lavoratori. La sacra Trimurti Prodi-Schioppa-Visco: con una mano dà con l’altra toglie.


FAZIO E PRODI – Dovunque vada fischi e contestazioni, oltre il 70% degli italiani (inclusi quindi molti simpatizzanti dei partiti della sua maggioranza) lo considera il peggior presidente del consiglio della storia repubblicana, Napoli e la Campania, da anni feudo dei suoi grandi elettori, affondano nell'immondizia, la Spagna, un tempo fanalino di coda dell'Europa occidentale, ha superato nel reddito pro-capite l'Italia, l'imposizione fiscale ha raggiunto il 50% del reddito, oltre un quarto delle famiglie italiane sta scivolando pericolosamente verso la soglia della povertà e non poche l'hanno superata, è alle viste uno sciopero generale e intanto, sull'esempio degli autotrasportatori, lavoratori esasperati bloccano autostrade e ferrovie, il ministro della giustizia, accusato di gravi reati, si dimette, l'Udeur esce dalla maggioranza e promette appoggio esterno, ma a mani libere. Tuttavia nulla lo scuote. Impassibile, resta incollato alla poltrona. Anzi in questi giorni se n'è presa, ad interim, una seconda, quella della giustizia, e si può giurare che ne prenderebbe una terza e una quarta se a qualche altro ministro saltasse l'uzzolo delle dimissioni. Qualcuno ricorda le critiche dei politici seri e le prese in giro dei comici contro l'ex-governatore della Banca d'Italia Fazio per la sua ostinazione a non lasciare l'incarico? Si giunse a rappresentarlo mentre camminava per strada con una poltrona incollata al fondo-schiena. Eppure paragonato a Prodi, autentico campione di sopravvivenza, il povero Fazio era solo un modestissimo dilettante.

LA PROTESTA DI UN NETTURBINO NAPOLETANO -“Il Giornale” del 7 gennaio ha ospitato le doglianze di uno dei molti nullafacenti dell'armata di spazzini napoletani. Il netturbino in questione ha riferito di ricevere per il suo forzato non-lavoro (che si protrae -pare- dall'anno 2000) una retribuzione mensile di circa 1.200 euro e di avere coi suoi colleghi più volte manifestato sotto il municipio napoletano per essere finalmente adibito all'attività per la quale è stato assunto. Peccato che al momento di rilasciare l'intervista si stesse ritemprando sulle nevi di Madonna di Campiglio.


LA CASTA AL CONFINE - Altroché i cartelli “Qui non è Italia” che l'ingenua Eva Klotz vorrebbe apporre ai confini sudtirolesi! L'ex Sud-Tirol (da ora di pieno diritto soltanto Alto Adige) è ormai completamente italianizzato anche per quanto riguarda le abitudini dei dipendenti pubblici e, soprattutto, della “casta”. A Bolzano si registra uno dei più alti tassi di assenteismo (secondo alcuni addirittura il primo in Italia) fra gli addetti alla pubblica amministrazione. Il governatore alto-atesino Durnwalder ha un appannaggio superiore a quello della cancelliera “tedesca di Germania” Angela Merkel. I sindaci di Bolzano e Merano percepiscono compensi più elevati dei loro colleghi di Roma e Milano. Il cancro non conosce confini.



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Francesco Mario Agnoli
I Folli Pensieri di Erasmo da Rotterdam - 83
gennaio 2008
 
 
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