L’Associazione Culturale Identità Europea Area Emilia
è lieta di invitarLa
Martedì 16 maggio 2006 Auditorium S. Ilario via Garibaldi Piacenza
la 2^ Giornata di Studi del Progetto “Relativismo e modelli culturali”
“A proposito di Cesare Pavese.
Identità e alterità nella cultura occidentale L’intellettuale e il mito, il mito dell’intellettuale”
L’iniziativa rientra nella pubblicazione del Comune di Piacenza Settore Formazione relativa alle attività di qualificazione del sistema scolastico per l’anno scolastico 2005/2006 ed è riconosciuta come attività di aggiornamento a livello provinciale per l’anno scolastico 2005/2006 (autorizzazione prot. 8146 del 22/08/05 CSA di Piacenza)
mattina ore 9.30-13.00
(Rivolto alle Scuole Medie Superiori)
pomeriggio ore 17.30- 19.30
(Rivolto alla cittadinanza)
Andrea Sciffo (Poeta, scrittore, saggista, insegnante)
Per l’iniziativa del mattino, data la limitata capienza della sala, è opportuno che i docenti interessati diano comunicazione telefonica della partecipazione della classe e numero studential 339-4286049 entro il giorno giovedì 11 maggio 2006
ORGANIZZAZIONE DELLA GIORNATA:
mattina ore 9.30-13.00
(Rivolto alle Scuole Medie Superiori)
“A proposito di Cesare Pavese. Identità e alterità nella cultura occidentale”
"Che cos'è l'Occidente? Che cosa significa? Esiste una cultura occidentale? E, se sì, da quando? Il concetto di Occidente è nato e si è fissato definitivamente, una volta per tutte, o si è dinamicamente sviluppato nella storia? E oggi, essere occidentali ed essere europei vuol dire la stessa cosa? Queste
domande sono divenute urgenti nei nostri giorni, perché molto si parla di identità, di alterità e di scontro di civiltà. Proviamo a discuterne".
pomeriggio ore 17.30- 20.00
(Rivolto alla cittadinanza)
“L’intellettuale e il mito, il mito dell’intellettuale”
"L'intellettuale è stato dal secondo dopoguerra ad oggi una figura quasi mitica nel mondo italiano ed europeo: d'altronde, egli è stato qualcosa di molto diverso dalla figura del "dotto" o dell'"uomo di cultura" che nel sentire comune gli si avvicinava. La costruzione dell'immagine dell'intellettuale tra anni Quaranta ed anni Sessanta è stata soprattutto ideologica, tanto che si è potuto parlare di "intellettuale organico" e che la qualifica di "intellettuale" ha potuto ordinariamente coniugarsi con quella politica "di sinistra": l'espressione "intellettuale di sinistra" era sentita come una tautologia e quella "intellettuale di destra" come un ossimoro. D'altro canto, l'inquietudine e l'irrequietezza sono stati il segno caratteristico e caratterizzante di molti intellettuali: al punto che alcuni tra i migliori e più significativi - da Cesare Pavese a Pier
Paolo Pasolini - sono giunti a originali e sofferti recuperi del Mito e della Tradizione, cioè delle dimensioni che per decenni erano state sentite come l'opposto di quella cultura dialettica e progressista nella quale la dimensione dell'intellettuale trovava fondamento.
Discuteremo su questo paradosso partendo da alcune pubblicazioni recenti".
M. Barsacchi “Il sorriso degli dèi”. C. Pavese tra mito e realtà (Ed. Jouvence, 2005)
F. Cardini “L’intellettuale disorganico” (Ed. Aragno, 2001)
F. Cardini “L’invenzione del nemico” (Ed. Sellerio, 2006)
A. Sciffo “L’albero capovolto” (Ed. Cerchio, 2005)