VI CONGRESSO di Identità Europea
sabato 27 e domenica 28 marzo 2004
(Hotel Napoleon, Rimini)

Soci presenti: Cardini Franco, Morganti Adolfo, Ricciotti Romano, Agnoli Francesco Mario, Piacenti Stefano, Taddei Stefano, Gilberto Moretti, Grimolizzi Gennaro, Ceoldo Angelica e Maria Cristina, Marletta Gianluca, Maggi Lorenzo, Braceschi Daniela, Piacenti Stefano. Sono inoltre presenti Mariagrazia Squadrani, Josephine Di Maggio e Barbara Marletta.
Soci presenti per delega: Luigi Copertino, Paolo Gulisano, Beppe Ferrero, Mario Polia, Isabella Rauti.

Ordine del Giorno:
a) Presentazione del VI Congresso.
b) Relazioni dei Responsabili di Area e di Ufficio presenti.
c) Discussione attorno alla Lettera ai membri di IE, gennaio 2004, del prof. Franco Cardini.
d) Modificazioni alla struttura organizzativa dell’Associazione – deliberazioni.
e) Varie ed eventuali.



SABATO 27 MARZO 2004 – I GIORNATA:
(ore 17-20, sala conferenze Hotel Napoleon)

Il Coordinatore Nazionale dell’Associazione, Adolfo Morganti, introduce i lavori ringraziando i Soci convenuti e chiarendo che a questo VI Congresso dell’Associazione sono volutamente stati invitati solo i Soci; si tratta, in pratica, di una riunione interna e che, approfittando della straordinaria presenza prolungata del Presidente dell’Associazione, prof. Franco Cardini, si concentrerà sui problemi sollevati dalla sua Lettera ai membri di IE, gennaio 2004, e pertanto sulle linee strategiche dello sviluppo dell’Associazione.
Il Coordinatore Nazionale passa poi ad esporre sinteticamente la situazione organizzativa dell’Associazione:

« Dopo otto anni di attività associativa, è possibile iniziare a trarre alcune considerazioni anche critiche sul percorso di Identità Europea.
In uno scenario internazionale connotato dalla prosecuzione della guerra imperiale “contro il terrorismo” degli Stati Uniti d’America, dalla persistenza di evidenti difficoltà politiche nel processo di integrazione europea e dalla putrefazione della situazione nel contesto medio-orientale – con il conseguente aumento del terrorismo internazionale e della pressione simmetrica dei diversi fondamentalismi, sempre più aggressivi – bisogna constatare che i temi su cui è nata e si è sviluppata Identità Europea hanno oggi acquistato un’assoluta e condivisa centralità:

a) Il problema delle radici dell’Europa e del loro riconoscimento all’interno del processo di integrazione costituzionale e politica europea.
b) La discussione sull’equivalenza o meno dei concetti “Europa” e “Occidente”.
c) La funzione dell’Europa di realtà politica aperta verso il Mediterraneo e l’Oriente.
d) Il ruolo del principio di Sussidiarietà nella costruzione dell’Europa dei popoli e delle culture.

La nostra Associazione ha dimostrato di essere oggettivamente avanti nell’elaborazione culturale e scientifica attorno a questi temi. Credo che in argomento si debba prima di tutto ringraziare, noi tutti, il nostro Presidente, Franco Cardini, e la sua scienza, libertà ed onestà intellettuale; accanto a lui la squadra dei Soci fondatori, che poi hanno dato vita a tutti gli Uffici in cui si articola l’attività di approfondimento dell’Associazione, ed a molte Aree; e soprattutto l’impegno concreto e continuativo di molti Soci, che hanno compreso come in Identità Europea si cerchino persone che non hanno paura di rischiare di impegnarsi in prima persona.
I riconoscimenti di questa qualità alta del lavoro della nostra Associazione sono stati molteplici:

1. L’incontro di Bruxelles presso il Parlamento Europeo di 3 anni fa, organizzato dalla Commissione Cultura del Parlamento Europeo assieme alla nostra Associazione, sul tema dei rapporti fra Europa e Islam, che ha visto protagonista il nostro Presidente.
2. Il crescente rapporto di collaborazione e fiducia con l’Unione Paneuropea Internazionale, che dal 1998 si è rafforzato soprattutto nella trattazione dei 4 temi di cui sopra, e che ha portato la Segretaria Generale dell’Unione Paneuropea Internazionale, SAIR Walburga von Habsburg Douglas, ad una crescente partecipazione alle nostre iniziative, in primis nell’Università d’Estate.
3. La chiamata da parte del Ministero per le Politiche Comunitarie della Rep. Italiana a partecipare alla costituzione ed ai lavori della propria Commissione Cultura, rivolta al nostro Presidente ed anche al sottoscritto.
4. Il crescente numero di Istituzioni Universitarie e Fondazioni europee con cui si sono creati e rafforzati legami di amicizia e collaborazione, anche al di là della sede oramai istituzionale dell’Università d’Estate (le ultime che possiamo citare sono la 3° Università di Roma e l’Università di Camerino).
5. Il numero parimenti crescente di Enti locali con cui la nostra Associazione ha realizzato e sta realizzando progetti culturali: ricordo qui solamente Rovigo per la Sussidiarietà, Milano e Piacenza per il lavoro nelle Scuole secondarie superiori sull’insegnamento della storia, Biella, Brescia e nuovamente Milano per la collana L’Altrotesto (che prosegue il suo percorso con costante successo); quest’anno voglio aggiungere l’esempio del comune di Fiamignano (RI), che si è impegnato in un importante percorso di recupero della memoria del brigantaggio antiunitario.

Nello stesso tempo, dall’inizio del 2003 bisogna prendere atto dell’esistenza di una serie di difficoltà ed ostacoli che presumono di ostare alla presenza ed al lavoro della nostra Associazione. Queste difficoltà, non dobbiamo nascondercelo, costituiscono il prezzo della libertà spirituale ed intellettuale che Identità Europea si è costruita e difende con grande determinazione. Da circa due anni, infatti, il nostro lavoro ha scatenato l’attenzione malevola di una serie di circoli fondamentalisti liberali ed “occidentalisti”, i più viscerali e squilibrati dei quali sono costituiti da transfughi dalla destra politica e/o cattolica, oramai saldati agli obiettivi politici e culturali degli Stati Uniti d’America. Questa malevola attenzione si è incarnata in una serie di tentativi di discredito sul piano meramente personale nei confronti in primo luogo del nostro Presidente, e dietro di lui di tutti gli esponenti della nostra Associazione che si trovino a farsi notare per la qualità della propria testimonianza. Il frutto essenziale di questa campagna clientelare di menzogne da corridoio è stata la sospensione, talvolta in termini assai poco corretti, della collaborazione della nostra Associazione con alcune Regioni governate dal centro-destra, come il Lazio e, prima ancora, la Lombardia. Devo però dire che la risposta “immunitaria” di Identità Europea è stata spontanea ed efficace, producendo un maggior radicamento sul territorio, la creazione di una serie di rapporti più stretti con gli Enti Locali più vicini alla concretezza della vita del cittadino, ed un’apertura progettuale al dl là delle contrapposizioni fra schieramenti politici che ha dimostrato come la qualità del lavoro di Identità Europea ci consenta di rivolgerci ad interlocutori istituzionali di ogni estrazione partitica, pur senza identificarci con nessuno degli schieramenti politici attualmente egemoni sulla scena italiana.
Da un lato questa collocazione è difficile e ci permette di toccare con mano quanto in un contesto liberale le rituali giaculatorie attorno alla libertà astratta si accompagnino regolarmente ad un progressivo restringimento delle libertà concrete; nello stesso tempo ci ha consentito di intercettare una diffusa e profonda insoddisfazione rispetto al bipolarismo “centrodestra-centrosinistra”. In conclusione, proprio perché Identità Europea non è un partito politico, si permette di guardare la realtà con occhi aperti e disincantati. Gli stessi occhi che la Lettera del nostro Presidente del gennaio 2004 ci invita ad alzare.

Prima di passare alla discussione di merito attorno a questi punti essenziali, consentitemi di darVi alcune informazioni attorno alla struttura di Identità Europea, e su come è cresciuta in questi anni.

La Rete. La nostra Associazione è costituita su una struttura a rete, basata come sapete su Aree territoriali ed Uffici tematici; si tratta di una struttura leggera, basata in primo luogo sulla qualità dei propri Soci; per questo IE si caratterizza con un taglio comunitario ed affettivamente caldo delle relazioni fra i Soci stessi.
I Soci: Identità Europea continua da anni a non fare alcuna forma di propaganda o campagna di tesseramento; al 31/3/2004 l’Associazione annovera circa 120 soci provenienti da tutt’Italia, dalla Val d’Aosta alla Sicilia, con una percentuale di rinnovo del tesseramento intorno al 70%.
Le Aree: Al momento attuale risultano attive 6 Aree regionali: Lombardia, Veneto, Emilia, Romagna, Lazio, Abruzzo. Due sono di fatto inattive e si pone il problema della loro sussistenza (Toscana e Liguria). Due sono di fatto in attivazione (Marche e Lucania). Infine in due Aree abbiamo dei Soci attivi, ma non una struttura associativa effettiva (Piemonte-Valle d’Aosta; Puglia). Ricordo che nel 2003 si è provveduto alla modifica dello Statuto della nostra Associazione, in modo da render possibile la creazione di Aree giuridicamente ed organizzativamente autonome (la prima Area a servirsi di questa opportunità è stata l’Emilia).
Gli Uffici: su 9 Uffici costituiti l’unico di fatto inattivo nel corso dell’ultimo anno è stato l’Ufficio per la difesa dei diritti degli Europei. Ricordo che da due anni la Responsabile ne ha sollecitato la chiusura. Gli altri Uffici hanno prodotto nel 2003 un insieme di iniziative rilevanti, anche solo proseguendo nel tempo le iniziative lanciate negli anni precedenti. Talvolta le direttive di sviluppo dell’attività degli Uffici ha seguito strade insperate: ad esempio il proseguo dell’attività dell’Ufficio per la difesa delle Tradizioni, guidato dal prof. Mario Polia, ha concretizzato la costituzione di un Museo demo-antropologico nel Lazio, sito a Leonessa (RI) di cui il prof. Polia è Direttore.
Le Risorse: nel 2003 vi è stata un’entrata complessiva (grazie in minima parte al tesseramento e soprattutto ai vari Progetti realizzati) pari a circa € 35.000,00 a fronte di un’uscita pari a circa € 33.000,00; a fine marzo 2004, l’associazione ha un attivo di cassa per circa € 8.500,00.
La Segreteria: si è confermata essere il perno del nostro lavoro comune, grazie prima di tutto alla dedizione ed all’affetto con cui Mariagrazia Squadrani vive questo importantissimo (per tutti noi) incarico; è bene ricordare che le spese di Segreteria vengono gestite direttamente coi proventi dei diritti d’Autore dei testi devoluti all’Associazione e delle vendite dei libri della collana AltroTesto; e devo purtroppo confermare che a fine maggio 2004 Mariagrazia Squadrani lascerà il suo incarico per motivi personali, e verrà sostituita da un’altra persona, che presenteremo ai Soci dell’Associazione in occasione dell’Università d’Estate 2004.
Il Sito www.identitaeuropea.org: si è confermato negli anni un eccellente veicolo promozionale delle attività dell’Associazione, con circa 150 accessi alla settimana, ed una mailing list che viene inviata mensilmente e gratuitamente a circa 200 iscritti. La recente creazione di un Calendario delle iniziative nazionali consentirà inoltre di far conoscere a tutti i Soci e gli Amici dell’Associazione le diverse iniziative promosse sia direttamente da Identità Europea che dai nostri Soci attorno ai temi di comune interesse. È necessario ringraziare per questo servizio Francesca Giovannoni, bravissima e disponibilissima webmaster, che da sempre affianca la nostra Segreteria nel mantenere bello e aggiornato il Sito dell’Associazione.
Le Mostre: dal 2003 Identità Europea dispone anche di un Catalogo di Mostre didattiche e documentarie itineranti, che hanno raggiunto il numero di 8. Ogni Mostra è dotata di Cataloghi, testi di accompagnamento, ed è motivo per una serie di iniziative culturali che ne accompagnano lo svolgimento. È bene ricordare quanto l’esperienza delle Mostre organizzate all’interno del Meeting di Rimini ci abbia aiutato a crescere in questo senso, e quanto nel contempo i mutamenti di opportunità politica di quel medesimo ambiente ci abbiamo aiutato a “spiccare il volo” e a produrre da soli importanti Mostre storiche.
I finanziamenti: guardando il nostro lavoro dal 2002 al 2004, si constata un progressivo spostamento dei soggetti che finanziano i diversi Progetti promossi dall’Associazione dal livello regionale a quello provinciale e comunale. Questo cambiamento ha comportato una crescente e quantomai opportuna responsabilizzazione delle singole Aree ed Uffici nella ricerca e nella gestione dei finanziamenti: una sfida cui l’Associazione sta reagendo positivamente, rimarcando la propria vitalità. La creazione di Aree autonome ed Uffici sempre più in grado di gestire autonomamente iniziative anche complesse va quindi vista come una reazione adattativi alle mutate condizioni generali in cui Identità Europea si muove. Il rischio di questa progressiva autonomia è che le realtà locali, valorizzando giustamente le proprie esigenze ed il rapporto col proprio territorio, lentamente si chiudano nel proprio particolare e cessino di partecipare ad uno sforzo comune: un rischio che alcune esperienze soprattutto lombarde ci obbligano a guardare con la debita attenzione, e che si supera solamente valorizzando il significato delle grandi battaglie a livello nazionale ed internazionale che Identità Europea, grazie soprattutto al suo Presidente, combatte. Ma nello stesso tempo una siffatta autonomia valorizza appieno la capacità delle singole Aree ed Uffici di muoversi a 360 gradi, divenendo interlocutori di Istituzioni di ogni livello e colore politico, e apre tutti gli spazi affinché Identità Europea si scavi la propria strada anche con difficoltà, ma con le proprie forze, senza sacrificare la propria libertà ed autonomia culturale.

Rimane quindi da affrontare la domanda sottesa alla Lettera ai membri di IE, gennaio 2004 del nostro Presidente, prof. Franco Cardini:
Cosa farà Identità Europea da grande?

Senza voler togliere ulteriore spazio alla discussione, mi sembra che abbiamo di fronte 3 opzioni, che consegno alla vostra valutazione:

a) continuare come fatto fino ad ora, crescendo fisiologicamente a partire da un costante radicamento nel tessuto culturale e sociale delle Aree di appartenenza.
b) valorizzare appieno la vocazione alla formazione che l’Associazione ha dimostrato di possedere, anche ponendosi il problema di una possibile metamorfosi della nostra struttura associativa, trasformandoci cioè in un Centro Studi.
c) diventare più incisivi nella società, accettando di agire a livello prepolitico.

Il resto è come sempre in mano a tutti i Soci. »

Gianluca Marletta inizia verso le 17.30 il suo intervento relativo al lavoro di IE nella Capitale.
Il 27 gennaio 2004 – giornata della memoria – si è svolto un incontro sui genocidi alla 3° Università di Roma. È inoltre in corso una collaborazione con una parte di Azione Giovani per l’organizzazione di corsi di formazione dottrinale. È stata infine proposta alla giunta di centrosinistra della Provincia di Roma il progetto Luoghi della memoria dell’identità europea nel Lazio, con buona attenzione.

Gilberto Moretti parla delle attività di IE nel Veneto.
Dopo alcuni riusciti Incontri pubblici, a parte il III Congresso sulla Sussidiarietà di Rovigo (cui accennerà Taddei), è in corso una collaborazione coi giovani dell’UDC polesana, sempre in tema di formazione, e che ha già portato all’organizzazione di 4 incontri.
Lorenzo Maggi parla del progetto archivistico in corso a Zara (per cui si rimanda al cartaceo distribuito)

Gennaro Grimolizzi parla dell’attività di IE in Lucania-Basilicata
Vi sono ottimi rapporti col sindaco di Melfi; si propone di focalizzare 2 progetti di IE da sviluppare dopo l’estate 2004 e che necessitano del supporto dell’Associazione. Tale supporto viene garantito dall’assemblea come pure la presenza del Presidente a conclusione dell’itinerario proposto.

Romano Ricciotti, responsabile IE per l’Emilia-Romagna,
ammette di aver lavorato molto ed ottenuto ben poco nel 2003. Espone le caratteristiche dell’associazione “Carlo Magno”, nata a S. Marino e dei contatti in essere col presidente e fondatore della stessa, anche al fine di creare un sito dell’associazione. Propone poi di creare un’appendice permanente dell’Università d’Estate (una sorta di Istituto di studi).
Adolfo Morganti espone il lavoro della rivista «La Romagna» promossa dal dott. Poggiali, Socio dell’Associazione ed attivista del MAR – Movimento per l’Autonomia della Romagna, fondato dall’avvocato Stefano Servadei. La rivista, sorta a Ravenna nel 2002, ha sede in via G. Bruno, 1 – 48100 Ravenna, tel. 0544/435723; il direttore è Paolo Gambi ed ha il sito www.laromagna.org .

Stefano Piacenti da Vetralla (VT) – responsabile dell’Ufficio studi storico-artistici di IE
confessa che il 2003 è stato praticamente un anno morto a causa della cessazione di molti rapporti con esponenti politici governativi ed il conseguente inaridimento delle consuete fonti di sostegno; espone le iniziative organizzate per la Pasqua del 2004 ed esprime il proprio accordo sull’idea di sviluppare il lavoto dell’Associazione in un Centro studi permanente.

Stefano Taddei, responsabile dell’Ufficio economia e cultura di IE
entra nel vivo esponendo le sue opinioni relativamente alla lettera di Cardini del gennaio 2004. Ritiene necessario trovare un modo per avere una legittimità iniziale da cui attingere quei finanziamenti che permetterebbero di creare una struttura stabile, che integri il volontarismo su cui si fonda IE attualmente.

Francesco Mario Agnoli da Ravenna - responsabile dell’Ufficio storico-giuridico di IE,
ammette che il proprio Ufficio, oltre a proseguire nelle consuete attività (come la Collana L’Altrotesto) non ha organizzato nuove attività. Propone di aprire una sezione di IE in Trentino, ed accenna all’ipotesi di organizzare a Ravenna una sezione dell’Unione Giuristi Cattolici.

Daniela Braceschi parla a nome dell’Area autonoma Emilia di IE (nata nel 2003).
IE Emilia ottiene finanziamenti da giunte sia del Polo che di Centrosinistra relativamente a progetti di area scolastica in area piacentina. Sono stati recentemente creati contatti operativi con Parma e Reggio. Sono iniziati contatti anche con Cremona, in Lombardia. IE Emilia si fonda su un gruppo progettuale di 5 persone (la cosiddetta Penta), e condivide l’esperienza che sia la difficoltà ad avere congrui finanziamenti a limitare la realizzazione dei progetti! A questo proposito, propone di verificare come ci si possa accreditare presso i Ministeri e le Regioni.

Franco Cardini – Presidente Identità Europea
ripropone il tema “Cosa faremo da grandi?” In realtà, un po’ come altri Soci, questa domanda il presidente l’aveva già posta all’assemblea dei soci in passato, ed in particolare nel 2002 era già giunto a queste conclusioni: bisogna fare il salto di qualità, uscire allo scoperto; IE deve trasformarsi in un’associazione culturale che sappia preparare dei quadri e faccia un maggiore “proselitismo” (sia nella scuola che nei partiti politici). Individua poi in IE una sorta di “anarchia unanimista” che connota negativamente: la tolleranza di ognuno di noi verso il pensiero degli altri membri blocca sul nascere il confronto salutare che tende alla ricerca di una posizione più forte e definita all’interno dell’Associazione.
Per quanto concerne il 2004, richiama la necessità di allargare la cerchia dei soci, ma ha una speranza nuova ed a breve termine: le Elezioni Europee del giugno 2004. È possibile che, a seguito degli esiti delle stesse, arrivino nuovi adepti, delusi dal mondo che li circonda e alla ricerca di nuovi stimoli. Cardini accenna poi alla sua esperienza politica: sarà candidato a sindaco nella comunali fiorentine, e lungi dall’essere solamente una questione personale, questa candidatura può essere un interessante carotaggio delle possibilità di testimonianza dei valori cui Identità Europea si ispira nella società civile.

I lavori sono sospesi alle ore 20.



DOMENICA 28 MARZO 2004 – II E ULTIMA GIORNATA:
IL CONGRESSO (ore 9.45-12.10, sala conferenze Hotel Napoleon)

Adolfo Morganti apre la mattinata sottoponendo all’Assemblea dei Soci effettivi, statutariamente sovrana, alcuni adeguamenti alla struttura organizzativa dell’Associazione. Dopo adeguata discussione si delibera quanto segue:

a) per quanto concerne l’attuale inattività delle Aree Toscana e Liguria, si delibera di accorparle all’interno dell’Area autonoma Emilia, che manterrà la sua attuale denominazione.
b) Allo stesso tempo si delibera la soppressione dell’Ufficio per la difesa dei diritti degli Europei, le cui competenze passano all’Ufficio studi storico-giuridici, coordinato da Francesco M. Agnoli. Si ringrazia la dott. Isabella Rauti per quanto è riuscita a fare fino ad oggi.
c) Si delibera parallelamente la creazione di due nuove Aree: l’Area Marche, affidata alle sorelle Maria Cristina ed Angelica Ceoldo, e l’Area Lucania, affidata a Gennaro Grimolizzi.
d) Dietro proposta di alcuni Responsabili di Area, si decide di innalzare la quota d’iscrizione annuale ad IE da € 26,00 a € 30,00, con effetto immediato. La quota ridotta per studenti e disoccupati rimarrà invece inalterata.

Maria Cristina Ceoldo di Vigonza (PD) relaziona attorno alla neonata area marchigiana: gli esiti migliori si sono avuti coll’Università di Camerino, grazie ai buoni rapporti col circolo culturale Gabriele D’Annunzio e col prof. Paolo Pastori della Facoltà di Lettere.

Le iniziative proposte alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Urbino sono state invece insabbiate dal Preside e dai docenti; anche a Scienze Politiche non è stato possibile organizzare nulla, e un docente di quella facoltà è giunto ad accusare IE di non avere l’adeguato spessore scientifico per promuovere tali iniziative. Dalle sorelle Ceoldo giunge poi la proposta di istituire delle Borse di studio particolari, che permettano ad un numero ‘x’ di studenti di seguire i corsi dell’Università d’Estate (spesati di vitto e alloggio). La proposta viene accolta positivamente dall’Assemblea, che per il 2004 fissa il numero di Borse di Studio così strutturate in 10 a livello nazionale (ed ogni Area è invitata a proporre alla Segreteria alcuni nominativi, fino a raggiungimento della quota).

Il Presidente dell’Associazione, prof. Franco Cardini chiede la parola, ed apre polemicamente il proprio intervento ricordando che, come accusava il malevolo docente urbinate, “IE non è un’associazione scientifica ma culturale, ed espone le sue considerazioni su certi argomenti”. Partendo dal libro Europa. Le radici cristiane Cardini da lui scritto ed aggiornato periodicamente, rileva che il passaggio dell’Unione Europea da 15 a 25 Stati impone un nuovo aggiornamento che cerca di sintetizzare.
L’Europa attuale è popolata da individui in prevalenza cristiani ma non è più una “Europa Cristiana” (e questo almeno dal XVIII secolo). L’Europa attuale nasce colla Restaurazione, come pure l’europeismo del XX secolo. La situazione attuale dimostra che la stessa definizione di Europa non può essere rigida; in questo momento la questione reale sul campo è rappresentata dai confini orientali. Fino alla I Guerra Mondiale gli Imperi zarista ed ottomano limitavano i confini sud-orientali dell’Europa. Dopo la II Guerra Mondiale, Roosevelt e Stalin cercarono di cancellare l’Europa sostituendola coll’idea dei 2 blocchi. Alcuni intellettuali europei (tra cui l’italiano De Gasperi) ricrearono a partire dagli anni ‘50 l’idea di Europa unita, ritornando tuttavia ai confini kantiani (con qualche eccezione). L’ingresso nell’UE nel maggio 2004 di 10 nuovi Stati porta nell’UE dei popoli con un passato recente diverso dal nostro, con radici slavo-ortodosse.
La proposta del Presidente è quella di ripensare il libro sulle radici dell’Europa come un lavoro collettivo dell’Associazione Identità Europea. Per quanto concerne il futuro dell’Associazione, egli ritiene che allo stato attuale dei fatti appare opportuno lasciar sviluppare Identità Europea senza snaturarne le caratteristiche di fondo di libera Associazione culturale, ma irrobustendone laddove possibile la struttura associativa e approfondendone il radicamento nel territorio, senza con ciò impedirsi di cogliere altre opportunità che dovessero presentarsi.
Questo orientamento di fondo viene approvato coralmente.

Stefano Taddei interviene sottolineando la crucialità delle tematiche comunitaristiche e solidaristiche, a partire dalla corretta lettura del concetto di Sussidiarietà.

Daniela Braceschi propone di scrivere un libro di storia europea per le scuole, così da essere i primi in Europa a produrre un simile testo. La proposta viene ben accolta dall’assemblea e lo stesso Presidente s’impegna a presentare il progetto di questo testo entro ottobre-novembre 2004. Cardini, su richiesta della Braceschi, fa già dei nomi per il testo: Paolo Prodi, Caspani, Foschi.

Stefano Piacenti parla dei suoi prossimi propositi: è ottimista relativamente ai suoi rapporti non istituzionali: il rapporto instaurato coi suoi alunni dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze e le buone relazioni con gruppi non istituzionali del Viterbese

Cardini chiude il suo intervento distribuendo la prime 3 strofe di un Inno all’Europa, sulla musica dell’Inno alla gioia di Beethoven, chiedendo ai Soci di collaborare alla stesura di altre 2 strofe. Il compito viene affidato prioritariamente al M. Stefano Piacenti per una rifinitura tecnica.

La mattinata ed il congresso annuale di IE del 2004 viene chiuso da Adolfo Morganti, con un riepilogo generale che si conclude alle 12.10 ca.

I Verbalizzatori
Lorenzo Maggi-Adolfo Morganti


Nota di Lorenzo Maggi per Adolfo: Stefano Taddei ripropone il radicamento territoriale di IE almeno dal 2002 (I congresso cui partecipai); ho l’impressione che la sua sia l’unica soluzione pratica e praticabile che permetterebbe di rendere IE una struttura stabile e destinata a durare nel tempo. Il desiderio di non prolungare i discorsi umani e la mia stanchezza personale di quel weekend, mi hanno spinto ad esporre ora il mio sostegno a Taddei. Si potrebbe forse pensare ad un incontro operativo, anche a breve, ristretto a chi è veramente interessato alla cosa per decidere cosa fare per creare queste strutture (almeno una!).


Per i Soci:

a) Via Internet, riprendere il tesseramento.
b) Via Posta, inserire direttamente circolare con bollettino ai morosi.



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